Dieta per la Tiroidite di Hashimoto: cosa mangiare e cosa evitare?

Soffri di stanchezza cronica, sbalzi d'umore o aumento di peso dovuto alla Tiroidite di Hashimoto? Oltre alla terapia farmacologica, l'alimentazione gioca un ruolo cruciale nel gestire l'infiammazione. Una dieta adeguata alla tiroidite di Hashimoto infatti può fornire un valido supporto alla terapia e contenere l’infiammazione, prevenire le carenze nutrizionali, mantenere un peso corporeo adeguato e, in generale, migliorare la qualità di vita della persona.
In questa guida completa vedremo quale dieta seguire, quali alimenti preferire e come la salute del tuo intestino influenza direttamente la tua tiroide.
Dieta per la tiroidite di Hashimoto: cos'è e indicazioni generali
La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune che colpisce la tiroide e che causa ipotiroidismo. Si stima che il 5% della popolazione mondiale soffra di questa patologia autoimmune che si verifica quando gli anticorpi prodotti dall’organismo attaccano il tessuto tiroideo limitandone la secrezione di ormoni.
La tiroidite linfocitaria cronica, o tiroidite di Hashimoto sintomatica, è una condizione in grado di abbassare notevolmente la qualità della vita della persona affetta a causa dell’insorgenza di sintomi come sbalzi d’umore frequenti, stanchezza cronica, problemi di concentrazione e aumento di peso.
Per ridurre l’infiammazione della tiroide, è importante abbinare le eventuali terapie farmacologiche e di integrazione ad una dieta anti-infiammatoria, ricca di prodotti vegetali contenenti polifenoli, antiossidanti e acidi grassi essenziali come ad esempio gli omega-3.
Una dieta specifica per la tiroidite di Hashimoto viene effettuata con l’obiettivo di:
- calmare la produzione di auto-anticorpi da parte del sistema immunitario,
- placare l’infiammazione cronica dell’organismo,
- migliorare la funzionalità intestinale, al fine di ridurre il gonfiore addominale correlato ad alterazioni della flora batterica intestinale.
È fondamentale ricordare che la dieta per la tiroidite di Hashimoto può aiutare ad alleviare i sintomi, ma non può in alcun modo sostituire la terapia e il parere del medico.
Cosa mangiare in una dieta per la tiroidite di Hashimoto: alimenti consigliati
Gli alimenti e gli elementi da preferire in una dieta per la tiroidite di Hashimoto sono:
- Pesce azzurro: sgombro, sardine e salmone, ricchi di omega-3 dall'azione antinfiammatoria.
- Frutta e verdura fresca: fonti di antiossidanti e polifenoli, da preferire di stagione.
- Selenio e zinco: presenti in noci del Brasile (bastano 1-2 al giorno per coprire il fabbisogno), semi di girasole e carne magra.
- Cereali integrali: grano saraceno, quinoa e avena, utili per la glicemia e la regolarità intestinale.
- Vitamina D: presente in uova e pesce grasso, oltre che tramite esposizione solare, supporta la risposta immunitaria.
Una dieta ricca di alimenti freschi e poco processati, bilanciata che include tutti i macro e micro nutrienti, può aiutare a migliorare la funzione tiroidea, gestire i sintomi della tiroidite di Hashimoto e agire in sinergia con la terapia farmacologica e un corretto stile di vita.
Due elementi in più da considerare sono un corretto apporto di iodio, tramite il sale iodato (basta un cucchiaino raso al giorno), da preferire alle alghe che non garantiscono un apporto preciso, ricordando che anche un eccesso di iodio può risultare tossico per la tiroide, e i grassi insaturi, come l'olio extravergine di oliva a crudo, da preferire ai grassi saturi nei condimenti.
Nella tabella qui sotto trovi in sintesi i principali nutrienti utili, perché sono importanti e dove trovarli.
| Nutriente | Perché è utile? | Dove trovarlo |
|---|---|---|
| Selenio | Protegge la tiroide dallo stress ossidativo. | Noci del Brasile, funghi, legumi. |
| Omega-3 | Potente azione anti-infiammatoria naturale. | Pesce azzurro, semi di lino, noci. |
| Zinco | Supporta la conversione degli ormoni tiroidei. | Semi di zucca, carne magra, cereali integrali. |
| Vitamina D | Fondamentale per modulare il sistema immunitario. | Esposizione solare, uova, integrazione mirata. |
Cosa mangiare a colazione con la tiroidite di Hashimoto? Esempi
Una colazione equilibrata può aiutare a gestire i sintomi della tiroidite di Hashimoto, contenendo lo stato infiammatorio cronico a cui l’organismo è sottoposto.
Alcuni esempi di colazione:
- Smoothie con avena, frutta fresca, bevanda vegetale al riso e scaglie di cocco.
- Omelette a base di uova e verdure con gallette di mais.
- Pane di grano saraceno tostato con avocado e salmone fresco.
- Porridge con cannella, semi di lino, noci del Brasile e frutta fresca.
Cosa non mangiare con la tiroidite di Hashimoto?
È consigliabile evitare alimenti che possono peggiorare l'infiammazione cronica innescata dalla produzione degli autoanticorpi contro la tiroide e che possono interferire con la funzione tiroidea. Tra questi troviamo:
- Zuccheri raffinati e cibi ultra processati: aumentano l'infiammazione sistemica e sono più frequenti nella dieta di chi soffre di tiroidite di Hashimoto (Kaličanin et al., 2020, Scientific Reports).
- Cibi gozzigeni crudi: crucifere (cavoli, broccoli, cavolfiori) e soia possono interferire con il metabolismo dello iodio se consumati crudi e in grandi quantità, cotti invece rientrano tranquillamente nella dieta.
- Glutine e latticini: da ridurre solo in presenza di sensibilità intestinale associata o celiachia, non per tutte le persone con Hashimoto.
- Interferenze con i farmaci: distanzia l'assunzione di levotiroxina (Eutirox) di almeno 3-4 ore da caffè, cibi integrali, soia e integratori di calcio o ferro, che ne riducono l'assorbimento.
- Alimenti fritti e condimenti ricchi di grassi saturi, come burro e salse elaborate.
- Un eccesso di iodio e selenio, che vanno sempre ben dosati per evitare tossicità ed effetti collaterali, anche quando provengono da alimenti considerati salutari.

Esempio di menu settimanale per la dieta della tiroidite di Hashimoto
Ecco un esempio di struttura settimanale, da adattare sempre con un nutrizionista in base al proprio quadro clinico:
| Giorno | Colazione | Pranzo | Cena |
|---|---|---|---|
| Lunedì | Fiocchi d'avena con bevanda vegetale, cannella e noci del Brasile | Riso integrale con verdure di stagione e salmone al vapore | Zuppa di legumi e cereali con verdure cotte |
| Martedì | Yogurt vegetale con frutta fresca e semi di lino | Grano saraceno con ceci e verdure grigliate | Pesce azzurro al forno con contorno di verdure |
| Mercoledì | Smoothie con avena, frutta fresca e scaglie di cocco | Quinoa con verdure e carne magra | Frittata di uova con verdure cotte |
| Giovedì | Pane di grano saraceno con avocado e salmone | Pasta di legumi con sugo di pomodoro e verdure | Zuppa di pesce con verdure ben cotte |
| Venerdì | Porridge con cannella, semi di lino e frutta fresca | Riso con lenticchie e verdure | Pollo o tacchino con contorno di verdure |
| Sabato | Omelette con verdure e gallette di mais | Grano saraceno con pesce azzurro e verdure | Zuppa di legumi con cereali integrali |
| Domenica | Yogurt vegetale con frutta fresca e noci del Brasile | Quinoa con legumi e verdure di stagione | Pesce al vapore con verdure cotte |
Questo è solo un esempio indicativo: quantità, porzioni e alternanza dei cibi vanno sempre personalizzati insieme a un nutrizionista, tenendo conto degli esami e delle eventuali terapie in corso.

Quando rivolgersi al nutrizionista con la tiroidite di Hashimoto?
Al fine di assicurarsi un corretto fabbisogno di nutrienti e, al contempo, una riduzione dello stato infiammatorio, occorre precisare che le indicazioni dietetiche e la costruzione di una dieta settimanale per la tiroidite di Hashimoto devono essere stilate da una figura professionale che terrà conto del quadro clinico generale della persona, valutando:
- gli esami clinici,
- la presenza di terapie sostitutive a supporto degli ormoni tiroidei, come Eutirox,
- Una revisione pubblicata su Current Opinion in Endocrinology, Diabetes and Obesity conferma che iodio, selenio, ferro, zinco e le vitamine B12, D e A sono tra i micronutrienti più rilevanti nella gestione nutrizionale della tiroidite di Hashimoto, e che un modello alimentare simile alla dieta mediterranea può contribuire a ridurre l'infiammazione (Duntas, 2023).
- altre patologie preesistenti e/o associate alla tiroide.
Ad esempio, è molto comune riscontrare celiachia, ovvero l’intolleranza al glutine, nelle persone con tiroidite di Hashimoto, è quindi importante svolgere uno screening della celiachia al manifestarsi di una patologia tiroidea di tipo autoimmune, al fine di costruire una dieta che possa agire pienamente in sinergia con le cure farmacologiche e l’integrazione, ove presenti.
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Tiroidite di Hashimoto e glutine
Anche se è stato provato che una dieta priva di glutine, proteina presente in molti cereali, può avere effetti antinfiammatori sull’organismo, gli studi ad oggi non indicano che si debba raccomandare questo approccio dietetico a tutti i pazienti con diagnosi di tiroidite di Hashimoto.
Se non si riscontra celiachia in concomitanza alla tiroidite, risulta comunque corretto variare le fonti di carboidrati il più possibile, alternando i cereali, andando a preferire quelli che naturalmente non contengono glutine.
Recenti studi hanno dimostrato che l'eliminazione completa del glutine non influenza il metabolismo e la produzione degli ormoni tiroidei e quindi non ha alcun effetto diretto sul funzionamento della ghiandola tiroidea.
L'implementazione di una dieta senza glutine, proprio come qualsiasi altra dieta di eliminazione, è associata a un maggior rischio di carenze nutrizionali.
Una revisione sistematica su Nutrients ha osservato miglioramenti degli anticorpi anti-TPO e del TSH con il deficit calorico o l'eliminazione mirata di glutine, lattosio o alimenti gozzigeni, ma non con la sola restrizione di iodio, la risposta varia comunque da persona a persona, quindi la dieta va sempre costruita con un professionista (Osowiecka e Myszkowska-Ryciak, 2023, Nutrients).
Soia e tiroidite di Hashimoto
I legumi tra cui fagioli, ceci e lenticchie, se assunti con regolarità, anche sotto forma di pasta di legumi, possono essere una buona fonte di proteine, ricchi di fibre e povere di grassi, ideali anche per contenere lo stato infiammatorio, integrare ferro e selenio nella dieta e favorire la regolarità intestinale.
La soia e i suoi derivati come tofu, tempeh, yogurt e bevande vegetali, assunti più o meno con regolarità dalla maggior parte delle persone che seguono una dieta vegana e non solo, non sembrano essere controindicati per chi ha la sindrome di Hashimoto, tuttavia vi sono alcuni accorgimenti da prendere.
Gli isoflavoni, fitonutrienti contenuti in generale nei legumi, ma soprattutto nella soia e nei suoi derivati, non sono causa di ipotiroidismo, se nell’alimentazione quotidiana l’apporto di iodio è adeguato.
Diversi studi sembrano confermare che ci sia un effetto inibitorio delle proteine della soia nell’assorbimento della Levotiroxina quindi la soia non sembrerebbe esercitare alcun effetto sulla tiroide di per sé, ma solo sull’assorbimento dell’Eutirox.
È consigliato quindi assumere l'Eutirox a digiuno, distanziandolo di almeno 3-4 ore dall'assunzione di alimenti a base di soia, caffè, cibi integrali ricchi di fibre e integratori di calcio o ferro, tutti elementi che possono ridurne l'assorbimento.

Salute intestinale con la tiroidite: contrastare la permeabilità intestinale
Per le persone con tiroidite di Hashimoto, la salute intestinale dev’essere curata al pari della dieta, al fine di gestire l’infiammazione e regolare il corretto assorbimento dei nutrienti con la dieta e l’integrazione alimentare, funzioni che avvengono per la maggior parte grazie a questo organo.
Spesso chi soffre di una patologia di tipo autoimmune della tiroide presenta anche una condizione di disbiosi intestinale, ovvero l’alterazione della flora batterica intestinale, o microbiota. Questa condizione si è riscontrata con una forte incidenza in persone affette da tiroidite di Hashimoto ed è un importante fattore di rischio per la sua insorgenza. Se protratta nel tempo, può peggiorare il quadro clinico generale favorendo lo stato infiammatorio dell’organismo.
Una flora batterica ricca di batteri “buoni” lavora in sinergia con il sistema immunitario, sfavorendo la colonizzazione di batteri o altri microrganismi “cattivi” e agevolando l’assorbimento dei macro e micro nutrienti introdotti con gli alimenti e l’integrazione.
Inoltre, un intestino affetto da permeabilità intestinale, condizione in cui la mucosa che ricopre le pareti dell’intestino permette il passaggio di sostanze nocive nell’organismo al posto di espellerle, non riesce a svolgere correttamente il suo ruolo di difesa dell’organismo, andando a peggiorare ulteriormente lo stato infiammatorio, che spesso tende a cronicizzare.
Per contrastare la permeabilità intestinale si può agire su più livelli:
- Curare la propria flora batterica intestinale tramite l’integrazione, ma soprattutto introducendo abitudinariamente più cibi fermentati in dieta come yogurt, kefir, verdure fermentate, miso, tempeh, ecc.
- Curare la propria salute mentale: lo stress è stato rilevato come uno dei fattori di rischio per la disbiosi e la permeabilità intestinale.
- Curare la propria salute fisica con un allenamento adeguato e una corretta idratazione, per favorire la regolarità intestinale e contrastare l’accumulo di tossine.
Tiroidite di Hashimoto e intolleranza al lattosio
L'intolleranza al lattosio in sé non è una malattia autoimmune. È causata dalla deficienza dell'enzima lattasi, necessario per digerire lo zucchero del latte (lattosio) nell'intestino tenue.
Tuttavia, nei pazienti con Hashimoto, l'intolleranza al lattosio è stata riscontrata con una prevalenza superiore rispetto alla popolazione generale. La ragione principale è spesso legata all'ambiente infiammatorio e alle condizioni intestinali associate all'autoimmunità, in particolare al danno ai villi. L'enzima lattasi è infatti prodotto dalle cellule che rivestono la parete dell'intestino tenue (i villi intestinali), in particolare sull'orletto a spazzola. Qualsiasi condizione che causi un danno o un'infiammazione cronica a questa parete intestinale può distruggere temporaneamente le cellule produttrici di lattasi, portando a un'intolleranza al lattosio secondaria o acquisita.
I pazienti con tiroidite di Hashimoto sono più inclini ad avere altre condizioni che possono causare questo danno intestinale come malattia celiachia, SIBO (on Small Intestinal Bacterial Overgrowth) e infiammazione cronica.
Sitografia