Dieta low carb: cos'è, come funziona e cosa mangiare

La dieta low carb è un regime dietetico che prevede il consumo di pochissimi carboidrati per favorire invece l'uso di grassi come fonti di energia principale.

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Dieta low carb

Punti chiave:

  • Cosa sono le diete low-carb: regimi alimentari che riducono l'apporto di carboidrati (generalmente tra 50 g e 150 g al giorno) per ottimizzare l'uso dei grassi a scopo energetico e stabilizzare la glicemia.
  • Tipologie di diete low-carb: variano da una restrizione moderata (26-44%) a severa (sotto il 10%). Alcune varianti, come la chetogenica o la Atkins, combinano basso contenuto di carboidrati con alto apporto di grassi o proteine.
  • Rischi e benefici: supportano la gestione del peso e migliorano i livelli di glicemia e trigliceridi. Tuttavia, i regimi troppo drastici causano spesso una perdita illusoria di soli liquidi e una temporanea spossatezza iniziale dovuta al cambio di alimentazione. La supervisione medica è indispensabile per evitare carenze.

Dieta low carb: cos'è e in cosa consiste

La dieta a basso contenuto di carboidrati, comunemente nota come dieta low-carb, è un regime alimentare che limita l'assunzione di carboidrati per favorire l'uso dei grassi come principale fonte di energia

A differenza dei regimi tradizionali, che attingono costantemente alle riserve di glucosio, una dieta povera di carboidrati sposta il focus metabolico verso l'efficienza dei lipidi, supportando la stabilità glicemica e il senso di sazietà sul lungo periodo.

Come funziona il metabolismo in una dieta povera di carboidrati

Il principio cardine di un'alimentazione low carb si basa sulla risposta ormonale del corpo, in particolare sull'andamento dell'insulina.

In questo tipo di dieta, l'obiettivo principale è quello di modificare il metabolismo del corpo per incentivare la combustione dei grassi. Normalmente, quando consumiamo alimenti ricchi di amidi e zuccheri (come pane, pasta e dolci), i livelli di glucosio nel sangue si alzano repentinamente, stimolando una massiccia produzione di insulina, l'ormone responsabile dell'accumulo dei grassi.

Riducendo la quota glucidica giornaliera si inverte questo meccanismo, spingendo l'organismo a utilizzare i lipidi invece dei carboidrati per produrre energia. In ogni variante di dieta low carb, limitare l'apporto di carboidrati permette di:

  1. Stabilizzazione della glicemia: Si evitano i picchi e i conseguenti crolli energetici post-prandiali.
  2. Flessibilità metabolica: Il corpo impara a intaccare i depositi di grasso preesistenti per convertirli in energia dinamica, facilitando la gestione del peso corporeo senza intaccare la massa muscolare.

Una dieta con pochi carboidrati è una dieta chetogenica?

Spesso si tende a sovrapporre questi due concetti, ma si tratta di percorsi nutrizionali differenti per intensità, ripartizione dei macronutrienti e obiettivi clinici:

  • Nella dieta low-carb (classica o moderata): i carboidrati vengono ridotti (rimanendo indicativamente tra i 50 e i 130 grammi al giorno), ma restano comunque sufficienti a coprire i bisogni energetici standard del sistema nervoso centrale, senza che l'organismo debba attivare vie metaboliche alternative.
  • Nella dieta chetogenica: la restrizione è decisamente più drastica. Per entrare e rimanere in chetosi, lo stato metabolico che costringe il corpo a usare i grassi come fonte di energia primaria al posto dei carboidrati, è fondamentale limitare questi ultimi a un massimo di 50 grammi al giorno, distribuiti indicativamente secondo queste precise percentuali caloriche (65-75% di Grassi, 20-25% di Proteine, 5-10% di Carboidrati).

Un piano alimentare low carb si muove quindi lungo uno spettro molto più flessibile e modulabile, che un professionista della nutrizione può calibrare in base allo stile di vita, all'attività fisica e agli obiettivi di benessere della persona, senza la necessità di estremizzare la restrizione glucidica.

dieta low carb per dimagrire

Il ruolo delle proteine e il confronto con altri protocolli nutrizionali

Contrariamente a un luogo comune molto diffuso, un'alimentazione low carb ben strutturata non deve essere necessariamente iperproteica: la quota di proteine viene sempre calcolata su misura per evitare di sovraccaricare la funzionalità epatica e renale.

È inoltre fondamentale non fare confusione con altri protocolli medici molto cercati in rete:

  • La dieta low-FODMAP: viene a volte scambiata per una dieta con pochi carboidrati, ma ha uno scopo clinico del tutto diverso. Non nasce per indurre il dimagrimento riducendo i carboidrati in senso assoluto, bensì per escludere temporaneamente alcune tipologie di zuccheri e fibre a catena corta che fermentano nell'intestino, aiutando a gestire i sintomi del colon irritabile.
  • La dieta Scarsdale: questo vecchio schema d'urto nato negli anni '70 riduceva drasticamente la quota glicidica, ma lo faceva attraverso una restrizione calorica estrema, fissa e fortemente penalizzante.

Oggi la medicina nutrizionale preferisce evitare questi modelli standardizzati e punitivi, orientandosi verso una dieta povera di carboidrati personalizzata, capace di tutelare sia la salute metabolica sia il benessere psicologico e la convivialità della persona.

Caratteristiche del piano alimentare low carb: come bilanciare i macronutrienti

Nella comunità scientifica non esiste, ad oggi, un consenso universale e univoco su cosa costituisca esattamente una dieta low-carb.

Generalmente, gli studi clinici classificano le varianti di una dieta povera di carboidrati in base alla percentuale giornaliera di glucidi assunti rispetto agli altri macronutrienti, oppure basandosi sul carico glicidico totale giornaliero (che include sia i carboidrati solubili che quelli insolubili/fibre). Molti esperti suggeriscono che, più che focalizzarsi sul conteggio matematico, l'attenzione dovrebbe essere rivolta alla drastica riduzione degli alimenti ad alta densità di carboidrati raffinati, privilegiando la qualità complessiva dell'alimentazione.

È importante notare che eliminare completamente i carboidrati è virtualmente impossibile, poiché sono naturalmente presenti anche nelle verdure e negli ortaggi, che costituiscono la base protettiva di questi schemi. Nei vari protocolli di ricerca, la restrizione applicata è variabile, ma si mantiene sempre inferiore al 45% delle calorie complessive:

  • Bassissimo contenuto di carboidrati (very low-carb): meno del 10% dell'introito calorico totale, o da 20 a 50 grammi al giorno.
  • Basso contenuto di carboidrati (low-carb classica): meno del 26% dell’introito calorico totale da carboidrati, orientativamente sotto i 130 grammi al giorno.
  • Moderato contenuto di carboidrati: una quota compresa tra il 26% e il 44% delle calorie totali.

La ripartizione di grassi e proteine

Le proporzioni degli altri due macronutrienti energetici (grassi e proteine) variano a seconda delle necessità metaboliche e degli obiettivi del paziente. Le principali correnti terapeutiche applicano due modelli di distribuzione:

  • Modello orientato ai grassi sani (normoproteico): concepito per chi deve mantenere il focus sulla stabilità energetica e sul senso di sazietà prolungato. La ripartizione media prevede: 50-60% di grassi, 20-30% di proteine e circa 20% di carboidrati.
  • Modello a maggior quota proteica: utilizzato in contesti specifici (come il supporto alla ricomposizione corporea), prestando sempre attenzione a non sovraccaricare la funzionalità renale. La ripartizione indicativa si assesta su: 50-55% di grassi, 35-40% di proteine e circa 5-10% di carboidrati.

Strutturare un piano alimentare low-carb bilanciato senza sfociare in carenze nutrizionali o conseguenze per la salute può essere complesso. Se desideri iniziare a seguire un regime alimentare con un basso contenuto di carboidrati, è buona cosa rivolgerti a un professionista della salute. 

Se desideri parlare con un nutrizionista puoi farlo con Serenis Nutrizione: siamo un centro medico online dove puoi trovare un team di professionisti esperti pronti a rispondere alle tue domande. Dopo aver compilato il questionario, potrai prenotare un colloquio gratuito e parlare con un nutrizionista o un dietologo a seconda delle tue esigenze. 

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Storia della dieta low-carb

Le diete a basso contenuto di carboidrati non sono un fenomeno moderno. Questi regimi alimentari hanno radici storiche che risalgono all'inizio del XX secolo, quando alcuni medici le proposero come trattamento per l’epilessia in pazienti pediatrici affetti da tale patologia non trattabile con i farmaci allora disponibili. Più recentemente numerose diete low-carb sono diventate popolari per la loro capacità di favorire la perdita di peso e di migliorare la salute metabolica.

Nel corso degli anni sono emersi vari protocolli standardizzati, come la nota dieta Atkins, che hanno diversificato le opzioni disponibili basandosi sull'idea che ridurre l'apporto glicidico stimoli il corpo a utilizzare i grassi accumulati per ricavare energia. Con l'espandersi di questo interesse, l'industria alimentare ha sviluppato un'ampia gamma di prodotti specifici (come snack o sostitutivi del pasto) volti a semplificare l'adesione a queste diete, il cui consumo frequente va tuttavia valutato con attenzione per evitare l'apporto di additivi e dolcificanti artificiali non necessari.

Dieta low carb: cosa mangiare e linee guida

Alimenti consentiti e alimenti vietati in una dieta low-carb

Quando si valuta una dieta low carb cosa mangiare diventa il fulcro per garantire la sostenibilità del percorso sul lungo periodo, evitando che la riduzione degli zuccheri si traduca in una monotonia alimentare. Uno schema bilanciato prevede l'inclusione di cibi freschi e a elevata densità nutrizionale, capaci di sostenere i livelli energetici giornalieri senza causare picchi di insulina.

In linea generale, una corretta selezione di alimenti low carb si concentra sulla combinazione di fonti proteiche di alta qualità e acidi grassi protettivi, accompagnati da un'ampia varietà di vegetali non amidacei. 

Proteine di alta qualità

Essenziali per il mantenimento della massa muscolare e per favorire una risposta stabile della sazietà:

  • Carne: meglio scegliere tagli magri di manzo, pollo e tacchino, evitando le carni lavorate che potrebbero contenere zuccheri nascosti o additivi.
  • Pesce: è ricco di omega-3 e altre sostanze nutritive essenziali. Meglio optare per pesce fresco o congelato piuttosto che in scatola per evitare additivi non desiderati.
  • Uova: le uova sono un'ottima fonte di proteine di alta qualità oltre che grassi.
  • Latticini a basso contenuto di grassi: yogurt greco senza zucchero, formaggi a basso contenuto di grassi e latte scremato offrono proteine senza l'eccesso di carboidrati.

Grassi sani

Cardine fondamentale per l'assorbimento delle vitamine liposolubili e per il corretto assetto ormonale. Questi nutrienti sono essenziali per la salute del cuore e per mantenere il senso di sazietà. Opzioni sane possono essere:

  • Oli vegetali: l’olio d’oliva extravergine è ideale per cucinare e condire, apportando grassi salutari senza carboidrati aggiunti.
  • Noci e semi: mandorle, noci, semi di chia e semi di lino sono ottimi per uno spuntino salutare e per aggiungere croccantezza ai piatti.

Verdura e frutta a basso impatto glicemico

  • Verdure non amidacee: broccoli, cavolfiori, zucchine, finocchi e insalate a foglia verde. Forniscono l'apporto di fibre, vitamine e minerali indispensabili per la salute del microbiota intestinale.
  • Frutti porzionati: piccoli frutti come fragole, mirtilli, lamponi e more, che presentano un carico glicemico inferiore e possono essere consumati con moderazione.

Cosa mangiare al posto del pane? Le farine alternative e i cibi low carb

Una delle difficoltà più frequenti avvertite da chi sceglie di mangiare pochi carboidrati riguarda la gestione dei prodotti da forno tradizionali. Sostituire il pane non implica una rinuncia, ma l'esplorazione di ingredienti alternativi a minor impatto sulla glicemia.

Sotto il profilo nutrizionale, le farine derivate da semi oleosi rappresentano un'ottima risorsa come cibi low carb per preparazioni domestiche stabili:

  • Farina di mandorle o di nocciole: ricche di grassi monoinsaturi e proteine, presentano un quantitativo di carboidrati netti estremamente ridotto.
  • Farina di cocco (degrassata): caratterizzata da un altissimo contenuto di fibre stabili, conferisce un elevato senso di sazietà e richiede una quota liquida maggiore nelle ricette.
  • Farina di semi di lino o di chia: impiegate come leganti naturali negli impasti grazie alla loro capacità di formare gel vegetali benefici per le mucose dell'apparato digerente.

Poiché ogni persona presenta consumi energetici unici, la selezione dei nutrienti idonei è fondamentale per mantenere intatte le riserve di energia stabili: clicca qui per scaricare la tua lista della spesa per la nutrizione sportiva, creata su misura per i tuoi gusti e i tuoi obiettivi di performance.

Cibi da limitare o equilibrare

Per preservare l'efficienza metabolica di questo modello nutrizionale, è opportuno modulare con attenzione il consumo degli alimenti a elevata densità glicidica:

  • Cereali e derivati raffinati: pane bianco, pasta di semola tradizionale, riso brillante e prodotti da forno industriali che possono indurre rapide fluttuazioni del glucosio ematico.
  • Zuccheri e dolci: bevande zuccherate, dolci e dessert. Sono generalmente ricchi in zuccheri raffinati che possono ostacolare la perdita di peso e la gestione dei livelli di glucosio nel sangue.
  • Frutta ad alto contenuto di carboidrati: banane, uva e mele. Alcuni frutti contengono quantità significative di zuccheri naturali, quindi, è meglio limitarne il consumo o scegliere alternative a basso indice glicemico.

Dieta povera di carboidrati

La dieta low carb fa dimagrire?

La dieta low-carb ha guadagnato popolarità come dieta per dimagrire. Diversi studi scientifici hanno confrontato questa dieta con altre strategie per la riduzione del peso, ma i risultati sono stati variabili. In generale, una perdita di peso significativa è stata osservata soprattutto nei primi sei mesi e nei protocolli che prevedevano una restrizione dei carboidrati più severa. Dopo questo periodo, i benefici rispetto alle altre diete tendono a diminuire.

La logica dietro il meccanismo di funzionamento della dieta low-carb è che il sovrappeso sia causato soprattutto dall’energia in eccesso proveniente dal consumo di alimenti ricchi in grassi e in carboidrati raffinati. Questi stimolano notevolmente la produzione di insulina dopo i pasti, promuovendo l’immagazzinamento delle calorie sotto forma di grasso, invece di utilizzarle come energia, e portando ad un aumento di peso. Di conseguenza, la riduzione dell’assunzione di carboidrati con la dieta low-carb genera una riduzione della secrezione di insulina, facilitando il rilascio dei depositi di grasso per essere utilizzati come energia.

Grazie all'aumento del consumo di proteine e grassi, che tendono a essere più sazianti rispetto ai carboidrati, le diete low-carb possono portare a una riduzione dell'appetito e di conseguenza, dell'apporto calorico totale, rendendo più facile aderire alla dieta.

È bene sottolineare che quando si segue una dieta low-carb con un apporto calorico normale, il dimagrimento non è garantito, indipendentemente dalla proporzione di grassi e proteine. Per poter innescare una perdita di peso è necessario, innanzitutto, che la dieta low-carb sia anche ipocalorica.

Poiché il glucosio è essenziale per alcuni tessuti, come il cervello e i globuli rossi, che non possono funzionare senza di esso, il corpo ha sviluppato meccanismi per produrre glucosio anche in assenza di carboidrati alimentari:

  • Gluconeogenesi: il fegato produce glucosio a partire da aminoacidi, glicerolo e acido lattico. Questo processo è cruciale per mantenere livelli adeguati di glucosio nel sangue e assicurare energia ai tessuti vitali durante i periodi di digiuno o restrizione dei carboidrati
  • Utilizzo dei corpi chetonici: il fegato produce corpi chetonici a partire dai grassi per fornire un'alternativa al glucosio. Questo è particolarmente utile durante una dieta low-carb, in quanto aiuta a preservare la massa muscolare e fornisce energia al cervello.

Benefici della dieta low carb

I benefici della dieta low-carb non si limitano alla perdita di peso. Alcuni studi hanno indicato che essa può migliorare diversi aspetti della salute:

  • Miglioramento della sensibilità all’insulina e della gestione del diabete: ridurre i carboidrati nella dieta può aiutare a mantenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue, e migliorare la gestione del diabete. Questo può anche ridurre la necessità di utilizzare insulina e altri farmaci, portando le linee guida più recenti a proporre la dieta low-carb tra le opzioni per gestire il diabete.
  • Miglioramento della salute cardiovascolare: una dieta a basso contenuto di carboidrati spesso porta ad un miglioramento di alcuni fattori di rischio cardiovascolare e ad una diminuzione dei trigliceridi nel sangue, che è un beneficio per la salute del cuore (Dong et al. 2020b). Tuttavia, gli effetti su altri fattori come il colesterolo LDL (spesso chiamato "colesterolo cattivo") sono ancora controversi. Alcuni studiosi ipotizzano che questo possa avvenire perché una dieta povera di carboidrati potrebbe ridurre il consumo di frutta, verdura e cereali ricchi di fibre e micronutrienti, a favore di un maggiore consumo di alimenti animali ricchi di grassi. Alcuni studi segnalano un aumento del colesterolo LDL, mentre altri non mostrano cambiamenti significativi. Tuttavia, è stato dimostrato che le diete low-carb riducono i trigliceridi e aumentano il colesterolo HDL (spesso chiamato "colesterolo buono").
  • Trattamento dell’epilessia: la dieta low-carb, soprattutto nella sua versione chetogenica, ha dimostrato in numerosi studi clinici la sua efficacia nel ridurre la frequenza delle crisi epilettiche, soprattutto nei pazienti con epilessia resistente ai farmaci (Martin-McGill et al., 2020).
  • Miglioramento della salute mentale: alcuni studi suggeriscono anche possibili effetti positivi della dieta low-carb sull'umore e sulla funzione cognitiva (Dietch et al., 2023).

Dieta low carb controindicazioni

Controindicazioni ed effetti collaterali della dieta low carb

L'insorgenza di effetti collaterali legati all'adozione di un regime a basso apporto glucidico dipende strettamente dall'entità della restrizione e dalle caratteristiche metaboliche individuali.

La fase di adattamento iniziale

Avvertire una sensazione di stanchezza, lieve spossatezza o mal di testa nei primi 3-7 giorni dal cambio alimentare è un fenomeno comune. Nelle varianti molto severe (come la chetogenica) questo quadro prende il nome di influenza chetogenica (keto flu), mentre in una low-carb classica o moderata si tratta di una normale fase di adattamento iniziale. Questo stato transitorio deriva dallo shift metabolico (il corpo sta rimodulando gli enzimi per ottimizzare l'uso dei grassi) e dalla riduzione dell'insulina, che spinge i reni a eliminare l'acqua in eccesso, determinando una temporanea perdita di elettroliti essenziali come sodio, potassio e magnesio. Mantenere una costante idratazione contribuisce ad attenuare questi sintomi passeggeri.

Le principali controindicazioni della dieta low carb ed effetti da monitorare includono:

  • Problemi digestivi: la riduzione non pianificata delle fibre vegetali può inizialmente indurre stipsi o alterazioni della regolarità intestinale.
  • Rischio di carenze micronutrizionali: l'esclusione di intere categorie alimentari senza una corretta pianificazione o integrazione può esporre a deficit di vitamine e minerali.
  • Variazioni del profilo lipidico: in soggetti predisposti si può verificare un innalzamento dei livelli di colesterolo LDL. Per approfondire le corrette strategie nutrizionali dedicate alla gestione dei lipidi ematici, scopri le diete per abbassare il colesterolo.

Seppur non sbilanciata come una dieta Plank, la dieta low carb può essere un efficace strumento per la gestione del peso e la salute metabolica, ma è essenziale adottare un approccio equilibrato e considerare i possibili effetti collaterali. Come con qualsiasi cambiamento significativo nella dieta, è consigliabile consultare un professionista della salute per assicurarsi che il piano scelto sia adatto alle proprie esigenze individuali.

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Fonti:

Bibliografia

Ketogenic diet and physical activity for prevention of hypertension. — MISJ-International Journal of Medical Research and Allied Sciences, 1(01), 1-6.

Almnifi, A. H. L., Elsayed, A. G., Elgendy, L. M. (2022)

Ketogenic diets for drug-resistant epilepsy. — Cochrane Library, 2020(6).

Martin-McGill, K. J., Bresnahan, R., Levy, R. G., Cooper, P. N. (2020)

Efficacy of low carbohydrate and ketogenic diets in treating mood and anxiety disorders: systematic review and implications for clinical practice, Cambridge University — BJPsych Open

Dietch et al. (2023)

Quantitatively regulating the ketone structure of triazine-based covalent organic frameworks for efficient visible-light photocatalytic degradation of organic pollutants: Tunable performance and mechanisms. — Journal of Hazardous Materials, 444, 130366.

Li, X., Zhang, L., Niu, S., Dong, Z., Lyu, C. (2023)

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