Ipotiroidismo: cos’è, sintomi e cause

Scopri cos'è l'ipotiroidismo, sintomi, cause e trattamenti. Impara a gestirlo attraverso diagnosi precoce, terapia e un'alimentazione mirata

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Sintomi ipotiroidismo

L'ipotiroidismo è una condizione in cui la ghiandola tiroidea, una piccola ghiandola a forma di farfalla situata alla base del collo non produce una quantità sufficiente di ormoni tiroidei. Se trattata tempestivamente, consente alle persone di vivere una vita normale e sana. Con la diagnosi precoce, la prevenzione e una corretta gestione tramite dieta e farmaci, è possibile affrontare questa patologia senza compromettere la qualità della vita e gestire la condizione prevenendo complicazioni a lungo termine.

Cos’è l'ipotiroidismo? Caratteristiche e tipologie

L'ipotiroidismo si verifica quando la tiroide non è in grado di produrre abbastanza ormoni, principalmente la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3). Questi ormoni sono fondamentali per il corretto funzionamento del metabolismo e per l'energia del corpo. Quando la produzione di ormoni tiroidei diminuisce, il metabolismo rallenta, portando a una serie di sintomi fisici e psicologici.

La condizione può svilupparsi lentamente, rendendo difficile identificare subito i segni. La diagnosi viene di solito confermata da esami del sangue, che misurano i livelli di ormoni tiroidei e l'ormone tireotropo (TSH), un indicatore che segnala se la tiroide sta lavorando correttamente. L'ipotiroidismo può colpire chiunque, ma è più comune nelle donne e nelle persone di età superiore ai 60 anni.

Ipotiroidismo infantile

L'ipotiroidismo nei bambini è meno comune, ma può essere particolarmente problematico se non viene trattato tempestivamente. Se non diagnosticato in età precoce, infatti, può influire negativamente sullo sviluppo fisico e cognitivo del bambino. Nei neonati, i segni possono essere sottili ed includere:

  • Sonnolenza eccessiva;
  • Ritardo nel movimento o nel pianto;
  • Crescita lenta;
  • Lingua gonfia;
  • Ittero persistente

Il trattamento precoce con ormoni tiroidei sintetici può prevenire i danni a lungo termine, e per questo motivo sono previste screening neonatali per individuare i casi di ipotiroidismo congenito.

Ipotiroidismo subclinico: cos'è e quando preoccuparsi

L'ipotiroidismo subclinico è una condizione in cui l'organismo non presenta sintomi evidenti, ma gli esami del sangue mostrano un TSH elevato con livelli di ormoni tiroidei (T4/T3) ancora nella norma.

Questa condizione non richiede sempre un trattamento farmacologico immediato, ma è un campanello d'allarme.

In questi casi, il monitoraggio medico è fondamentale. L’alimentazione può contribuire a garantire un adeguato apporto di nutrienti utili alla funzione tiroidea, come iodio, selenio e zinco, ma non sostituisce gli esami di controllo né eventuali terapie prescritte dal medico.

Alcune condizioni richiedono un’alimentazione mirata per stare meglio.

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Sintomi dell'ipotiroidismo: riconoscere i segnali

I sintomi dell'ipotiroidismo possono variare da persona a persona, ma i più comuni includono:

  • Affaticamento e stanchezza eccessiva: una sensazione di stanchezza costante, anche dopo aver dormito a sufficienza.
  • Aumento di peso: un rallentamento del metabolismo può causare un accumulo di peso, anche senza cambiamenti significativi nell'alimentazione o nell'attività fisica.
  • Pelle secca e capelli fragili: la pelle diventa secca, pallida e pruriginosa, mentre i capelli possono diventare più sottili e fragili.
  • Sensibilità al freddo: le persone con ipotiroidismo tendono a sentire il freddo più di altre, a causa del rallentamento del metabolismo.
  • Costipazione: la motilità intestinale rallenta, portando a difficoltà digestive.
  • Depressione e ansia: i cambiamenti nei livelli ormonali possono influire sull'umore, causando sintomi di depressione, tristezza o ansia.
  • Dolori muscolari e articolari: alcuni pazienti sperimentano dolore muscolare, crampi o rigidità articolare.

Anche se questi sintomi sono comuni, non sono esclusivi dell'ipotiroidismo e possono essere facilmente confusi con altre condizioni. Per questo motivo, una valutazione medica approfondita è fondamentale per una diagnosi accurata.

Nella tabella qui sotto abbiamo riassunto i principali sintomi dell'ipotiroidismo. 

Area del CorpoSintomo comuneDescrizione
EnergiaAffaticamento e SonnolenzaSensazione di stanchezza persistente, anche dopo un sonno adeguato.
Peso e MetabolismoAumento di Peso ImprovvisoDifficoltà a perdere peso o aumento anche con dieta invariata.
Pelle e CapelliSecchezza e FragilitàPelle secca, pallida e capelli che si assottigliano o cadono.
Regolazione TermicaSensibilità al FreddoIntolleranza al freddo, mani e piedi freddi.
UmoreDepressione e AnsiaVariazioni dell'umore, tristezza persistente.
DigestioneCostipazioneRallentamento della motilità intestinale.

Ipotiroidismo diagnosi e cure

Sintomi dell’ipotiroidismo nelle donne

L’ipotiroidismo è più frequente nelle donne rispetto agli uomini e può manifestarsi anche con segnali legati alla salute ormonale e riproduttiva. Oltre ai sintomi generali, come stanchezza, aumento di peso, sensibilità al freddo e pelle secca, alcune donne possono notare alterazioni del ciclo mestruale, flussi più abbondanti o irregolari, difficoltà nel concepimento o peggioramento di sintomi già presenti in fasi come gravidanza e menopausa.

Sintomi dell’ipotiroidismo negli uomini

Negli uomini l’ipotiroidismo può presentarsi con sintomi simili a quelli osservati nelle donne: stanchezza persistente, aumento di peso, ridotta tolleranza al freddo, pelle secca, rallentamento fisico e mentale, umore depresso o difficoltà di concentrazione.

In alcuni casi possono comparire anche riduzione della libido, calo dell’energia fisica e alterazioni della fertilità. Anche in questo caso, i sintomi non sono specifici: per capire se siano legati alla tiroide è necessario valutare il quadro clinico e gli esami del sangue.

Diagnosi dell'ipotiroidismo: TSH alto, FT4 e anticorpi

L'ipotiroidismo viene diagnosticato principalmente attraverso esami del sangue che valutano la funzionalità della tiroide. I parametri più utilizzati sono il TSH, cioè l'ormone tireotropo prodotto dall'ipofisi, e la FT4, ovvero la tiroxina libera, uno degli ormoni prodotti dalla tiroide.

In molti casi, un valore elevato di TSH associato a una FT4 bassa può indicare un ipotiroidismo primario, cioè una condizione in cui la tiroide non produce una quantità sufficiente di ormoni. Quando invece il TSH è alto ma la FT4 è ancora nella norma, si può parlare di ipotiroidismo subclinico, una condizione che richiede monitoraggio medico e valutazione nel tempo.

Per comprendere meglio la causa dell'alterazione, il medico può richiedere anche il dosaggio degli anticorpi anti-tiroide, in particolare gli anticorpi anti-tireoperossidasi e gli anticorpi anti-tireoglobulina. Questi valori possono aiutare a individuare una possibile tiroidite autoimmune, come la tiroidite di Hashimoto, una delle cause più comuni di ipotiroidismo.

In alcuni casi possono essere richiesti ulteriori approfondimenti, come l'ecografia tiroidea, soprattutto se sono presenti noduli, aumento di volume della tiroide o sospetto di tiroidite. La biopsia, invece, non è un esame di routine per diagnosticare l'ipotiroidismo e viene valutata solo in situazioni specifiche.

Cosa significa TSH alto

Il TSH è un ormone prodotto dall'ipofisi, una piccola ghiandola situata alla base del cervello. La sua funzione è stimolare la tiroide a produrre ormoni tiroidei. Quando la tiroide lavora meno del necessario, l'ipofisi tende a produrre più TSH per cercare di stimolarla maggiormente.

Per questo motivo, un TSH alto può essere un segnale di ipotiroidismo. Tuttavia, il valore del TSH non dovrebbe essere interpretato da solo: per arrivare a una diagnosi corretta è necessario valutare anche FT4, eventuali anticorpi anti-tiroide, sintomi presenti, età, terapie in corso e storia clinica della persona.

Un singolo valore alterato, quindi, non basta sempre per definire la presenza di ipotiroidismo o per stabilire una terapia. La valutazione deve essere fatta dal medico, che può decidere se ripetere gli esami, richiedere ulteriori approfondimenti o iniziare un trattamento.

Quando fare gli esami della tiroide

Gli esami della tiroide possono essere indicati quando compaiono sintomi compatibili con l'ipotiroidismo, come stanchezza persistente, aumento di peso non spiegato, pelle secca, sensibilità al freddo, stitichezza, rallentamento fisico o mentale, alterazioni dell'umore o difficoltà di concentrazione.

Nelle donne può essere utile valutare la funzionalità tiroidea anche in presenza di ciclo mestruale irregolare, difficoltà nel concepimento, gravidanza, post-partum o sintomi che peggiorano durante la menopausa. Anche le persone con familiarità per malattie della tiroide, patologie autoimmuni o precedenti trattamenti al collo possono avere bisogno di controlli più mirati.

Ipotiroidismo cos'è

Gli esami possono essere consigliati anche in caso di gozzo, noduli tiroidei, valori alterati rilevati in controlli precedenti o terapia già in corso con levotiroxina, per monitorare l'efficacia del trattamento. In ogni caso, la frequenza dei controlli va stabilita dal medico in base alla situazione individuale.

Cause principali dell'ipotiroidismo: Hashimoto e non solo

L'ipotiroidismo può avere diverse cause. La causa più comune in molte parti del mondo è la tiroidite di Hashimoto, una malattia autoimmune. Altre cause includono difetti congeniti, carenze nutrizionali o danni alla tiroide dovuti a trattamenti medici come la radioterapia. Vediamo più nel dettaglio le principali cause di ipotiroidismo:

  • La tiroidite di Hashimoto: è una malattia autoimmune che porta il sistema immunitario ad attaccare erroneamente la tiroide, danneggiandola e riducendo la produzione di ormoni. Questa condizione è la causa più comune di ipotiroidismo nelle persone adulte, soprattutto nelle donne. La malattia di Hashimoto si sviluppa lentamente nel tempo e può passare inosservata fino a quando i sintomi diventano evidenti.
  • Trattamenti medici: in alcuni casi, l'ipotiroidismo può essere causato da trattamenti medici che danneggiano la tiroide. Ad esempio, la radioterapia al collo, che viene usata per trattare alcuni tumori, può danneggiare la ghiandola tiroidea, portando a ipotiroidismo. Inoltre, la rimozione chirurgica della tiroide (a causa di tumori o altre problematiche) può provocare una carenza permanente di ormoni tiroidei.
  • Carenze nutrizionali: una carenza di iodio nella dieta è una causa comune di ipotiroidismo in alcune aree del mondo dove l'accesso a alimenti ricchi di iodio è limitato. Lo iodio è essenziale per la produzione di ormoni tiroidei. Tuttavia, nei paesi industrializzati, le carenze di iodio sono meno frequenti grazie all'uso di sale iodato.
  • Altre cause: altre condizioni, come l'ipofisite (infiammazione dell'ipofisi) o la sindrome di Klinefelter, possono causare un malfunzionamento della tiroide. Anche l'invecchiamento può portare a un deterioramento della funzionalità tiroidea.

Prevenzione: diagnosi tempestiva e interventi immediati

La prevenzione dell'ipotiroidismo dipende dalla causa sottostante. Poiché la malattia di Hashimoto e altre malattie autoimmuni non possono essere prevenute, l'approccio migliore è quello di diagnosticare e trattare la condizione precocemente. La prevenzione può includere anche:

  • Assunzione adeguata di iodio: L'assunzione di iodio attraverso una dieta equilibrata, che includa alimenti come pesce, latticini, uova e sale iodato, è fondamentale per la salute della tiroide.
  • Screening regolari: Le persone a rischio, come le donne sopra i 60 anni, dovrebbero sottoporsi a controlli regolari per monitorare la funzionalità tiroidea.

Ipotiroidismo cosa mangiare per dimagrire

Gestione e cura dell'ipotiroidismo: ormoni e dieta

Il trattamento principale per l'ipotiroidismo è la somministrazione di ormoni tiroidei sintetici, come la levotiroxina. Questo farmaco sostituisce gli ormoni che la tiroide non è in grado di produrre. La dose viene determinata dal medico in base ai livelli ormonali nel sangue e alle necessità individuali del paziente.

Il trattamento è di solito a vita e richiede un monitoraggio periodico per garantire che i livelli di ormoni tiroidei siano corretti. La levotiroxina è generalmente ben tollerata, ma i dosaggi devono essere adeguati per evitare effetti collaterali.

In alcuni casi, se l'ipotiroidismo è causato da una malattia autoimmune, potrebbe essere necessario trattare anche quella condizione per gestire completamente il problema.

Dieta per l'ipotiroidismo: cosa mangiare e cosa evitare

Una dieta per l'ipotiroidismo gioca un ruolo cruciale nel supportare la salute della tiroide. Alcuni nutrienti sono particolarmente importanti per il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea. Ad esempio, il selenio, che è essenziale per la conversione dell'ormone tiroideo T4 in T3 (la forma attiva), si trova in alimenti come noci brasiliane, pesce, carne magra, uova e cereali integrali. Anche la vitamina D, presente in alimenti come pesce grasso, uova e funghi, supporta la salute tiroidea, poiché interviene nella sintesi degli ormoni. Allo stesso modo, lo zinco (presente in carne, legumi e noci) è un minerale importante per la funzione tiroidea.

Un altro aspetto da considerare è la presenza di alimenti goitrogeni, come cavoli, broccoli, cavolfiori, soia e spinaci, che contengono composti in grado di interferire con l'assorbimento dello iodio dalla tiroide. Sebbene questi alimenti possano ridurre la funzione tiroidea, cucinarli ne diminuisce l'effetto goitrogeno, rendendoli sicuri per chi soffre di ipotiroidismo.

In sintesi, una dieta equilibrata, come quella mediterranea, ricca di nutrienti essenziali, può essere molto utile per la gestione dell'ipotiroidismo, supportando la funzione tiroidea e migliorando il benessere generale.

La dieta mediterranea, che si basa su frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce, olio d'oliva ed un moderato consumo di latticini e carne bianca è particolarmente adatta per le persone con ipotiroidismo, poiché è naturalmente ricca di nutrienti che supportano la funzione tiroidea. Il pesce, in particolare, ricco di selenio e omega-3, aiuta a migliorare la funzione ormonale e a ridurre l'infiammazione, che può essere problematica nelle malattie autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto. L'olio d'oliva, invece, principale fonte di grassi sani, ha proprietà antinfiammatorie e antiossidanti che supportano la salute della tiroide.

Quando si deve affrontare una patologia che ha un legame così forte con ciò che mangiamo, il supporto di un professionista diventa fondamentale. Non è sufficiente consumare alcuni alimenti ed eliminarne altri per adattare la propria dieta all'ipotiroidismo. 

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Prognosi: qualità della vita delle persone con ipotiroidismo

La prognosi dell'ipotiroidismo è generalmente favorevole con un trattamento adeguato. Una volta diagnosticato e trattato con ormoni tiroidei sintetici, la maggior parte delle persone può condurre una vita normale. Tuttavia, se non trattato, l'ipotiroidismo può portare a complicazioni come l'aumento del colesterolo, problemi cardiaci, infertilità e, nei casi più gravi, il coma mixedematoso.

Fonti:

Sitografia

Thyroid Tests.

National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK).

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Alcune domande che potresti avere