Morbo di Basedow-Graves: sintomi e cause
Il morbo di Basedow-Graves è una malattia autoimmune che colpisce la tiroide, causando sintomi come comparsa di gozzo, rigonfiamento oculare e tachicardia. Tra le cause vi sono esposizione al fumo, sesso (le donne tendono ad essere più colpite), familiarità e presenza di ulteriori malattie autoimmuni.

Il morbo di Basedow-Graves è una malattia autoimmune che colpisce la tiroide, causando sintomi come comparsa di gozzo, rigonfiamento oculare e tachicardia.
Tra le cause vi sono esposizione al fumo, sesso (le donne tendono ad essere più colpite), familiarità e presenza di ulteriori malattie autoimmuni.
Cos'è il morbo di Basedow-Graves
Il morbo di Basedow-Graves, anche conosciuto come malattia di Graves o malattia di Basedow è una malattia autoimmune che colpisce la tiroide, ovvero una tiroidite autoimmune.
Causa ipertiroidismo, una produzione eccessiva di ormoni tiroidei.
Le cause
Il morbo di Basedow-Graves è causato da un’alterazione del sistema immunitario, il quale produce anticorpi che vanno a stimolare la tiroide in maniera anomala.
Più precisamente, questi anticorpi vanno a legarsi ai recettori del TSH, andando a “ingannare” la ghiandola che in risposta produce un eccesso di ormoni tiroidei, T3 e T4. In risultato l’attività tiroidea aumenta senza che vi sia un “vero” motivo, causando la comparsa del gozzo (un rigonfiamento della gola) e in alcuni casi infiammando i tessuti dietro gli occhi, causando un rigonfiamento.
Ad oggi non è ancora chiaro cosa inneschi questo processo. Tuttavia, si stima che alcuni fattori possano aumentare il rischio di svilupparlo, e in particolare:
- Il sesso. Tendenzialmente sono le donne ad avere più probabilità di sviluppare la malattia di Graves;
- L’età. Le persone sotto i 40 anni verrebbero, infatti, colpite più di frequente;
- La familiarità;
- La presenza di altre patologie autoimmuni, come il diabete di tipo 1;
- L’esposizione a stress fisici o emotivi;
- Il tabagismo o, comunque, l’esposizione al fumo di sigaretta, anche passivo.
Anche la gravidanza sarebbe un fattore di rischio nelle persone predisposte.
A differenza dell’ipotiroidismo, nella malattia di Graves vengono prodotti “troppi” ormoni rispetto al normale.
I sintomi della malattia di Basedow-Graves
I principali sintomi della malattia di Basedow-Graves comprendono:
- La comparsa del gozzo, ovvero l’aumento di volume della tiroide con conseguente rigonfiamento della parte anteriore della gola;
- Tachicardia;
- Sporgenza al di fuori delle orbite dei bulbi oculari, il cosiddetto esoftalmo. Quest’ultimo è causato da un’infiammazione dei tessuti sul retro degli occhi.
Ulteriori sintomi del morbo di Graves possono comprendere:
- Tremore persistente di mani o dita;
- Disturbi del sonno;
- Senso di ansia;
- Perdita di peso apparentemente ingiustificata;
- Difficoltà nella sfera sessuale, con calo della libido o disfunzione erettile;
- Senso di debolezza e affaticamento persistenti;
- Arrossamenti della pelle, in particolare a gambe e piedi.
La diagnosi del morbo di Basedow-Graves
Per diagnosticare il morbo di Basedow-Graves, si parte solitamente da una visita con il proprio medico di base, che controllerà in particolare:
- La presenza di eventuali ingrossamenti della tiroide;
- La pressione sanguigna;
- La funzionalità cardiaca, per valutare la presenza di tachicardia o palpitazioni;
- La presenza di eventuali tremori, se gli occhi appaiono sporgenti o la presenza di ulteriori sintomi.
Per completare la diagnosi solitamente vengono fatti degli esami del sangue per la tiroide, mirati.
In particolare, chi è affetto dal morbo di Graves presenta solitamente dei livelli bassi di TSH e alti di T3 e T4.
Un altro test importante, che va di solito a confermare la diagnosi, è quello per cercare alcuni anticorpi, i cosiddetti TRAb o TSI.
In alcuni casi vengono prescritti ulteriori esami:
- Un’ecografia per vedere meglio la tiroide;
- Una scintigrafia con iodio radioattivo, che mostra quanto iodio assorbe la ghiandola.
Questo serve anche a capire se ci sono dei noduli.
Infine, se sono presenti problemi agli occhi, il medico può richiedere una TAC o una risonanza magnetica per controllare i tessuti dietro gli occhi, appunto.
La cura e il trattamento della malattia di Graves
La cura della malattia di Graves punta principalmente a ridurre la produzione di ormoni tiroidei e, al contempo, a limitarne gli effetti sul corpo.
Solitamente come trattamento iniziale si impiegano dei farmaci antitiroidei, il cui compito è “rallentare” il funzionamento della tiroide, andando così ad abbassare i livelli ormonali.
L’uso di questo tipo di farmaci richiede tutta una serie di controlli regolari, perché possono causare effetti collaterali, come febbre, eruzioni cutanee o problemi al fegato, soprattutto se assunti in maniera errata.
Se i farmaci non funzionano, o non vengono ben tollerati, si può ricorrere alla terapia con iodio radioattivo. Quest’ultima distrugge parte del tessuto della tiroide, andando a ridurne “forzatamente” l’attività.
Dopo questo trattamento è solitamente necessario assumere ormoni sostitutivi a vita.
Nei casi più gravi si impiega la chirurgia, andando a rimuovere tutta, o parte della tiroide.
Vi sono poi tutti i trattamenti che vanno ad agire sui sintomi:
- Per alleviare i sintomi come ansia, tremori o battito accelerato, vengono solitamente impiegati i cosiddetti beta-bloccanti;
- Per i problemi ai tessuti oculari si usano delle lacrime artificiali per ridurre il fastidio o, nei casi più seri, farmaci antinfiammatori.
La prognosi
La malattia di Graves è fastidiosa e ha un decorso piuttosto lungo (talvolta fino ad un anno).
Tuttavia, se la malattia viene ben trattata la maggior parte delle persone tende a guarire, ma deve sottoporsi a controlli regolare per evitare possibili ricadute.
Si può morire di malattia di Graves? Quali sono le complicazioni?
No, se trattata non si muore a causa della malattia di Graves.
Tuttavia, in caso di dubbio occorre sottoporsi ad opportuni esami e seguire scrupolosamente la terapia, in quanto se non trattata può causare complicazioni anche gravi, e in particolare:
- Osteoporosi, ovvero fragilità delle ossa, in quanto gli ormoni tiroidei non permettono alle ossa di “assorbire” correttamente il calcio;
- Crisi tireotossica, che richiede intervento medico immediato. Si tratta di una complicazione rara ma molto grave, che può causare febbre alta, convulsioni e coma;
- Disturbi cardiaci;
- Complicazioni della gravidaza, come scarsa crescita del feto, parto prematuro, preeclampsia o aborto spontaneo.