Intolleranza al glutine: sintomi, cos'è e come riconoscerla

L’intolleranza al glutine è una condizione caratterizzata da una ridotta capacità dell'organismo di tollerare questa specifica proteina. Riconoscerne i sintomi e mapparli correttamente è il primo passo per impostare una dieta bilanciata.

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Intolleranza al glutine

L’intolleranza al glutine è una condizione fisica che comporta una tolleranza intestinale ridotta nei confronti del glutine.

Che cos'è l'intolleranza al glutine?

L’intolleranza al glutine è una condizione fisica che comporta una tolleranza intestinale ridotta nei confronti del glutine, una proteina contenuta all’interno dei cereali. Assieme all’intolleranza al lattosio è una delle intolleranze più comuni.

Non va confusa con la celiachia, che è invece una malattia autoimmune e, in quanto tale, provoca una vera e propria reazione del sistema immunitario a seguito dell’assunzione di glutine. 
La celiachia, se non trattata, può causare danni intestinali anche molto gravi, a differenza dell’intolleranza al glutine che si presenta generalmente con una sintomatologia molto più lieve.

Sintomi dell'intolleranza al glutine: come si manifesta?

Il tipo di sintomi e la loro intensità varia da persona a persona, ma tendenzialmente tanto più glutine viene assunto, tanto più saranno forti i sintomi. A differenza della celiachia, i disturbi legati alle intolleranze presentano spesso una natura dose-dipendente: la “gravità” della sintomatologia dipende, oltre alla sensibilità del singolo soggetto, dalla quantità di alimento ingerito.

Dopo quanto tempo si presentano i sintomi?

Uno dei tratti caratteristici di questa condizione è la tempistica di comparsa dei disturbi. Mentre le allergie alimentari scatenano reazioni pressoché immediate, i sintomi dell'intolleranza al glutine compaiono generalmente da poche ore fino a qualche giorno dopo il consumo di alimenti contenenti questa proteina. Questa latenza temporale rende talvolta complessa l'associazione diretta tra il pasto e il malessere senza il supporto di uno specialista.

I principali sintomi intestinali ed extra-intestinali

Le manifestazioni cliniche non si limitano all'apparato digerente, ma possono coinvolgere diversi sistemi dell'organismo. Di seguito vengono riportati i dodici segnali più frequentemente riscontrati:

Sintomi gastrointestinaliSintomi extra-intestinali
Gonfiore addominale e meteorismoStanchezza cronica e affaticamento
Dolore e crampi alla panciaMal di testa o cefalea ricorrente
Diarrea alternata a stitichezzaDifficoltà di concentrazione 
Nausea o senso di pesantezzaDolori articolari o muscolari diffusi
Bruciore di stomacoFormicolio alle estremità (mani e piedi)
Difficoltà digestive generaliManifestazioni cutanee (secchezza, irritazioni, acne

Diagnosi dell'intolleranza al glutine

Ad oggi non esistono biomarcatori standardizzati o esami di laboratorio univoci, come il test per l’intolleranza al lattosio, per attestare la sensibilità al glutine non celiaca. Per questa ragione, il percorso diagnostico si sviluppa prevalentemente per esclusione. Per approfondire gli strumenti a disposizione, è possibile consultare la nostra guida dettagliata sui test per l'intolleranza al glutine.

In generale, dopo essersi informato sui sintomi e sulla storia clinica e familiare del paziente, il medico può prescrivere specifici esami del sangue e, solo se necessario per confermare il dubbio, una biopsia intestinale per escludere la celiachia, che presenta una sintomatologia simile.

Oppure, ancora, può scegliere di effettuare dei test per escludere si tratti di allergia (diversa dall'intolleranza).
Uno dei metodi più diffusi è la cosiddetta dieta di esclusione: si adotta per un certo periodo (solitamente tra le due e le quattro settimane) una dieta senza glutine, per poi reintrodurlo in maniera graduale. Se la sintomatologia sparisce per poi tornare una volta che il paziente ricomincia ad assumere glutine, allora probabilmente ci si trova in presenza di un’intolleranza.

È importante non agire in autonomia, ma solamente sotto stretto controllo medico o nutrizionale. 

Trattamenti e gestione dell'intolleranza al glutine

Non esistono vere e proprie cure per l’intolleranza al glutine, tuttavia è possibile gestirla in maniera abbastanza semplice, anche a seconda della sensibilità del soggetto. 

Attualmente, una dieta priva di glutine, o a scarso contenuto dello stesso, sembra essere l’unica opzione possibile, sebbene possa essere supportata da integratori specifici.

In caso di intolleranza al glutine occorre dunque farsi supportare da un professionista della nutrizione in grado di stilare una dieta adeguata, senza glutine ma bilanciata dal punto di vista nutrizionale. 

È inoltre possibile agire sui sintomi, ad esempio sul gonfiore addominale qualora l’assunzione di glutine gonfi la pancia, o ancora sulle manifestazioni cutanee e così via, tramite prodotti appositi che possono aiutare ad attenuare tali fastidi. 

Le intolleranze alimentari possono causare sintomi fastidiosi. Per gestire queste condizioni serve una dieta che garantisca l'apporto nutritivo necessario senza scatenare reazioni. Per fare chiarezza ed elaborare un piano alimentare sicuro e personalizzato, puoi rivolgerti a un professionista. Su Serenis Nutrizione puoi iniziare un percorso con un nutrizionista specializzato in intolleranze alimentari grazie alla nostra equipe medica composta da nutrizionisti, dietologi ed endocrinologi. Per provare il nostro servizio puoi compilare il questionario e prenotare il primo colloquio gratuito. 

Gonfiore, stanchezza e disturbi digestivi possono dipendere da un’intolleranza.

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Gonfiore addominale.

Dieta senza glutine: cosa evitare e cosa mangiare

In linea di massima, tra i cibi che contengono glutine, e dunque che andrebbero evitati o limitati in caso di intolleranza al glutine, ricordiamo in particolare:

  • l’orzo,
  • il segale,
  • il frumento,

Chiaramente andrebbero limitati anche gli alimenti derivati, oppure prodotti utilizzando le farine che vengono prodotte a partire da tali cereali: pane, pasta, prodotti da forno in generale.

Va inoltre tenuto presente che il glutine può essere contenuto in alimenti quali:

  • alimenti processati, come hamburger o polpette,
  • alcuni tipi di bevande alcoliche, ad esempio, ovviamente, la birra (diversa è però l'intolleranza all'alcool),
  • condimenti e salse,
  • alcuni tipi di snack, come tutti quei tipi di cioccolata che contiene cereali.

Come sapere se un alimento contiene glutine?

Oggi, oltre a consultare un medico o un nutrizionista, è relativamente semplice capire se un alimento contiene glutine.

Il Regolamento UE 828/2014 invita le aziende ad indicare con la dicitura “senza glutine” in etichetta. Tuttavia, si tratta appunto di un invito su base volontaria. Un’azienda potrebbe quindi decidere di non inserire la dicitura, anche se l’alimento è “sicuro”. 

Si tratta di una normativa messa a punto soprattutto per le persone celiache, ma che può risultare utile anche per chi soffra “solamente” di intolleranza al glutine.

Può essere utile consultare la tabella (LE) messa a disposizione dall’Associazione Italiana Celiachia.

Dieta senza glutine.

Intolleranza al glutine vs. celiachia: differenze e similitudini

Nonostante i due termini vengano spesso utilizzati - erroneamente - come sinonimi, intolleranza al glutine e celiachia sono due condizioni molto diverse.

La celiachia infatti, come accennato, è una malattia autoimmune. Dunque, non va neanche confusa con l’allergia al glutine. I sintomi sono talvolta simili a quelli dell’intolleranza al glutine, tuttavia l’assunzione di quest’ultimo causa una risposta immunitaria dell’organismo che va a danneggiare l’intestino, alla lunga in modo permanente. Chi soffre di celiachia deve adottare una dieta senza glutine proprio per questo motivo.

L’intolleranza è invece una condizione di “sensibilità” dell’organismo ad un determinato alimento, il glutine in questo caso, non riuscendo a digerirlo e assimilarlo correttamente. Il sistema immunitario non è coinvolto, e tende a comparire con una sintomatologia molto più lieve.

Nonostante siano diverse, confondersi ad un primo esame è piuttosto facile. Difatti, entrambe possono causare sintomi gastrointestinali quali gonfiore, diarrea, vomito, nausea e crampi addominali anche piuttosto forti.

Fonti:

Sitografia

Strategie biotecnologiche per il trattamento dell'intolleranza al glutine

Consiglio Nazionale delle Ricerche

Bibliografia

Advances in Celiac disease and Gluten-Free diet. — Journal of the American Dietetic Association, 108(4), pp. 661-672

Niewinski, M. M. (2007)

Pathogenesis of celiac disease and other gluten related disorders in wheat and strategies for mitigating them. — Frontiers in Nutrition, 7

Sharma, N., Bhatia, S., Chunduri, V., Kaur, S., Sharma, S., Kapoor, P., Kumari, A., Garg, M. (2019)

Gluten-related disorders: Celiac disease, wheat allergy, and nonceliac gluten sensitivity. — Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 60(15), pp. 2606-2621

Cabanillas, B. (2018)

The Gluten-Free Diet for Celiac Disease and Beyond. — Nutrients, 13(11), pp. 3993-3993

Aljada, B., Zohni, A., El-Matary, W. (2020)

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