Punture per dimagrire: cosa sono, come funzionano e rischi reali

Cosa sono le "punture per dimagrire"?
Il termine “punture per dimagrire” non indica farmaci che sciolgono direttamente le cellule di grasso corporeo, al contrario sono molecole che imitano l'azione di alcuni ormoni prodotti naturalmente dall'organismo, le incretine, e coinvolti nella regolazione dell'appetito e della glicemia, come il GLP-1 (glucagon-like peptide-1) e il GIP (glucose-dependent insulinotropic polypeptide).
Queste terapie non rientrano nei farmaci per l’obesità che possono essere acquistati senza ricetta, richiedono invece una prescrizione medica e devono essere utilizzate nell’ambito di un percorso clinico appropriato. Non sono, infatti, approvate per il dimagrimento puramente estetico.
Il meccanismo d'azione su fame e sazietà
Questi moderni farmaci per dimagrire approvati sono molecole che intervengono principalmente sui meccanismi fisiologici che regolano fame, sazietà e metabolismo imitando l’azione degli ormoni intestinali GLP-1 e talvolta GIP, secreti naturalmente dopo i pasti. Questi farmaci agiscono principalmente attraverso tre meccanismi:
1. Rallentamento dello svuotamento gastrico;
2. Aumento della secrezione di insulina da parte del pancreas in risposta al cibo;
3. Regolazione dei segnali di fame e della sazietà a livello del sistema nervoso centrale.
Riducendo l’appetito e migliorando il controllo glicemico, questi farmaci favoriscono la perdita di peso in modo fisiologico.

Quali sono i principi attivi oggi utilizzati?
Il panorama terapeutico comprende molecole appartenenti alla classe degli analoghi del recettore GLP-1, come liraglutide e semaglutide, e dei doppi agonisti GIP/GLP-1, come tirzepatide.
Liraglutide e semaglutide
La liraglutide è un agonista del recettore GLP-1 che viene somministrato per via sottocutanea una volta al giorno. Per la gestione del peso è disponibile con il nome commerciale Saxenda® ed è indicato, insieme a dieta e attività fisica, negli adulti con obesità o sovrappeso associato a fattori di rischio correlati al peso. La dose viene aumentata gradualmente fino a quella prevista per questa indicazione. Per il trattamento del diabete di tipo 2 è invece commercializzata come Victoza®.
La semaglutide è un agonista del recettore GLP-1 a lunga durata d'azione, viene infatti utilizzato per via sottocutanea una volta alla settimana. Questo principio attivo è autorizzato per la gestione del peso con il nome commerciale Wegovy®, mentre per il trattamento del diabete di tipo 2 con i nomi commerciali di Ozempic® (nella sua formulazione iniettabile) e Rybelsus® (nella formulazione orale). Nel luglio 2026 il Comitato per i medicinali per uso umano dell'EMA ha espresso parere positivo sull'introduzione di una formulazione orale di Wegovy® per la gestione del peso.
La nuova molecola: tirzepatide
Una delle molecole più recenti utilizzate per il controllo del peso è la tirzepatide, un doppio agonista dei recettori GIP e GLP-1. La sua duplice azione permette di intervenire contemporaneamente su differenti meccanismi coinvolti nella regolazione dell'appetito, della glicemia e del metabolismo.
In Italia questo farmaco è disponibile con il nome commerciale Mounjaro® ed è autorizzato sia per il trattamento del diabete di tipo 2 sia per la gestione del peso negli adulti con obesità o sovrappeso associato ad almeno una comorbilità correlata al peso, sempre in associazione ad una dieta equilibrata a ridotto contenuto calorico e ad una maggiore attività fisica.
Il farmaco viene somministrato una volta alla settimana, con un incremento graduale della dose secondo lo schema previsto dalla scheda tecnica.
Come per gli altri farmaci, il trattamento richiede una valutazione medica ed un incremento graduale della dose, necessario per migliorare la tollerabilità.
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Quanti chili si perdono realmente?
Gli studi clinici randomizzati e controllati (RCT) hanno documentato una significativa riduzione del peso corporeo con i farmaci incretinici utilizzati per il trattamento dell’obesità, con valori medi indicativamente intorno al 6-8 % con liraglutide, al 15-17 % con semaglutide e 20-22% con tirzepatide.
Nella pratica clinica reale (real-world evidence), la perdita di peso osservata nei pazienti che iniziano il trattamento tende complessivamente a essere inferiore rispetto a quella rilevata negli RCT con una marcata variabilità nella risposta al trattamento. In studi con un follow-up generalmente compreso tra 6 e 12 mesi, la riduzione percentuale del peso corporeo può variare tra il 2,2% e il 18,5% con liraglutide, tra il 4,4% e il 19,5% con semaglutide e tra il 4,8% e il 21,2% con tirzepatide. La variabilità dipende da diversi fattori, tra cui il farmaco e il dosaggio utilizzato, la durata del trattamento, le caratteristiche della popolazione studiata, la presenza di diabete di tipo 2 e il grado di aderenza e persistenza alla terapia. Nei pazienti più aderenti, i risultati osservati nella pratica clinica possono infatti avvicinarsi a quelli documentati negli studi clinici randomizzati.
È quindi importante sottolineare che non esiste una percentuale di perdita di peso valida per tutti: i valori riportati rappresentano medie osservate in popolazioni diverse e non consentono di prevedere con certezza il risultato ottenibile dal singolo paziente.
Un altro aspetto importante da considerare riguarda la durata del trattamento, che deve essere valutata dal medico in base alle caratteristiche e alla risposta del singolo paziente. Le punture per dimagrire non sono infatti pensate come una terapia di poche settimane, ma possono inserirsi in un percorso di medio-lungo periodo. Dopo la sospensione, talvolta si può verificare un recupero del peso perso, soprattutto se il trattamento non è accompagnato da cambiamenti duraturi nello stile di vita. Per questo è importante associare alla terapia farmacologica un’alimentazione equilibrata, attività fisica e un adeguato supporto medico, così da favorire il mantenimento dei risultati nel tempo.

Rischi, effetti collaterali e controindicazioni
Come tutti i medicinali, anche gli agonisti GLP-1 e i doppi agonisti GIP/GLP-1 presentano possibili effetti indesiderati. I più comuni interessano l'apparato gastrointestinale e comprendono nausea, vomito, diarrea, stipsi e dolore addominale. Questi disturbi sono particolarmente frequenti nelle fasi iniziali della terapia e durante l'incremento della dose. Raramente possono causare pancreatite o colelitiasi.
Le controindicazioni e le precauzioni non sono identiche per tutti i farmaci e devono quindi essere verificate sulla base della specifica molecola e della situazione clinica del paziente.
Secondo il parere dell’EMA /AIFA queste terapie sono controindicate, con qualche distinzione a seconda della molecola, in caso di gravidanza e allattamento, ipersensibilità a principio attivo o eccipienti, pancreatite acuta o pregressa, grave insufficienza epatica o renale, malattie gastrointestinali gravi (es. IBD, gastroparesi).
Chi può prescriverle e quali sono i requisiti?
I farmaci per la gestione del peso sono medicinali soggetti a prescrizione e devono essere utilizzati nell'ambito delle indicazioni autorizzate:
- soggetti obesi (un indice di massa corporea (BMI) ≥ 30 kg/m²); o
- soggetti in sovrappeso (un indice di massa corporea (BMI) ≥ 27kg/m² e < 30kg/m²) in presenza di almeno una co-morbidità correlata al peso quali prediabete, diabete di tipo 2, ipertensione arteriosa, dislipidemia o apnea ostruttiva del sonno. Queste terapie possono essere prescritte da medici e specialisti su ricetta ripetibile nel rispetto delle indicazioni terapeutiche approvate.
Perchè il trattamento farmacologico sia efficace nel lungo periodo deve inserirsi in un percorso multidisciplinare e personalizzato, nel quale la terapia sia affiancata da un adeguato supporto medico specialistico e nutrizionale. Il farmaco, infatti, non sostituisce le abitudini salutari, ma può rappresentare uno strumento aggiuntivo all'interno di un programma più ampio. Un'alimentazione equilibrata, un adeguato livello di attività fisica, un buon riposo e il monitoraggio dei principali fattori di rischio cardiovascolare rimangono componenti fondamentali della gestione del peso. L'obiettivo non dovrebbe essere semplicemente perdere chili nel minor tempo possibile, ma ottenere una riduzione del peso clinicamente significativa e mantenerla nel tempo, migliorando allo stesso tempo la salute metabolica e la qualità di vita.
In quest'ottica, servizi specializzati come Serenis offrono percorsi di gestione del peso con dietologi ed endocrinologi, per una valutazione medica complessiva e, quando indicato, per la prescrizione e il monitoraggio della terapia farmacologica più appropriata affiancati dal supporto nutrizionale personalizzato di un biologo nutrizionista, che elabora un piano alimentare calibrato sulle caratteristiche, sulle esigenze e sugli obiettivi del singolo paziente.
Si tratta di un approccio integrato che consente di accompagnare il paziente nelle diverse fasi del percorso e di favorire l'adozione di abitudini sostenibili nel tempo.
Tabella di confronto tra i tre principi attivi
| Principio attivo | Nome commerciale | Indicazione approvata (AIFA) | Perdita di peso media (studi) | Somministrazione |
|---|---|---|---|---|
| Liraglutide | Saxenda® per la gestione del peso | Adulti obesi (IMC ≥ 30 kg/m²) o sovrappeso (IMC ≥ 27 kg/m² e < 30 kg/m²) in presenza di almeno una co-morbidità correlata al Peso. Autorizzato anche in specifiche popolazioni pediatriche. | 6 – 8 % a 56 settimane con dose 3 mg, associata a dieta ipocalorica e attività fisica (studi SCALE) | Iniezione sottocutanea giornaliera |
| Semaglutide | Wegovy® per la gestione del peso | Adulti con obesità (IMC ≥ 30) o sovrappeso (IMC ≥ 27) con comorbilità legata al peso; autorizzato anche negli adolescenti ≥ 12 anni con obesità e peso corporeo > 60 Kg. | 15%- 17% a 68 settimane con dose da 2,4 mg, associata a interventi sullo stile di vita (studi STEP) | Iniezione sottocutanea settimanale. Autorizzata in UE dall’EMA il 15 luglio 2026 formulazione orale del farmaco con somministrazione giornaliera |
| Tirzepatide | Mounjaro® per la gestione del peso | Adulti con obesità (IMC ≥ 30 kg/m²) o sovrappeso (IMC ≥ 27 kg/m²) con almeno una comorbilità legata al peso. | 20 - 22 % a 72 settimane con dosi massime da 10 e 15 mg (studi SURMOUNT) | Iniezione sottocutanea settimanale |
Sitografia
Bibliografia
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