Carboidrati: cosa sono, classificazione e dove si trovano

I carboidrati sono la nostra principale fonte di energia, ma spesso vengono demonizzati da falsi miti. Scopriamo insieme cosa sono, in quali cibi si trovano e come inserirli in modo sano ed equilibrato nella nostra alimentazione quotidiana.

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Cosa sono i carboidrati

I carboidrati (noti anche come glucidi o saccaridi) sono macronutrienti essenziali per la vita umana. Nonostante rappresentino la base energetica della dieta mediterranea, sono spesso al centro di accesi dibattiti, regimi alimentari restrittivi e falsi miti nutrizionali.

Cosa sono i carboidrati e a cosa servono?

I carboidrati sono composti organici costituiti da carbonio, idrogeno e ossigeno. Nell'organismo umano svolgono un ruolo biologico primario: rappresentano la principale e più rapida fonte di energia. Il loro metabolismo libera circa 4 kcal per grammo: una volta ingeriti, i carboidrati digeribili vengono scomposti in monosaccaridi, tra cui glucosio, che è utilizzato dalle cellule come fonte energetica primaria.

Le principali funzioni dei carboidrati includono:

  • Funzione energetica immediata: forniscono il combustibile necessario per le funzioni vitali quotidiane e per l'attività fisica.
  • Funzione di riserva: il glucosio non utilizzato immediatamente viene convertito in glicogeno e immagazzinato nel fegato (glicogeno epatico) e nei muscoli (glicogeno muscolare), pronto a essere mobilitato in caso di necessità o digiuno.
  • Funzione plastica e strutturale: entrano nella costituzione di molecole biologiche essenziali, come gli acidi nucleici (DNA e RNA) e le glicoproteine delle membrane cellulari.
  • Risparmio delle proteine: un apporto adeguato di glucidi evita che l'organismo utilizzi le proteine strutturali dei muscoli a scopo energetico.

Classificazione dei carboidrati: semplici vs complessi

A seconda della complessità della loro struttura molecolare e del numero di unità saccaridiche che li compongono, i carboidrati si dividono in semplici e complessi.

I carboidrati semplici (zuccheri)

Vengono digeriti e assorbiti rapidamente dall'intestino, provocando un aumento veloce dei livelli di glucosio nel sangue (glicemia). Si dividono in:

  • Monosaccaridi: Composti da una sola unità di zucchero. I principali sono il glucosio (lo zucchero base del metabolismo), il fruttosio (lo zucchero della frutta e del miele) e il galattosio.
  • Disaccaridi: Formati dall'unione di due monosaccaridi. Tra i più noti figurano il saccarosio (il comune zucchero da cucina, composto da glucosio + fruttosio), il lattosio (lo zucchero del latte, composto da glucosio + galattosio) e il maltosio (glucosio + glucosio).

I carboidrati complessi e il ruolo fondamentale delle fibre

I carboidrati complessi, o polisaccaridi, sono macromolecole costituite da catene lunghe e ramificate di monosaccaridi. Richiedono un processo digestivo più lungo, che garantisce un rilascio di energia graduale e costante. Si dividono principalmente in:

  • Amido: la riserva energetica delle piante, abbondante nei tuberi e nei cereali.
  • Glicogeno: la riserva energetica degli organismi animali.
  • Fibre alimentari (es. cellulosa, pectina): polisaccaridi non digeribili dagli enzimi digestivi umani. Pur non avendo un valore energetico significativo, sono essenziali per regolare il transito intestinale, aumentare il senso di sazietà e modulare l'assorbimento di grassi e zuccheri nel sangue.

carboidrati

Quali alimenti contengono carboidrati?

I carboidrati non si trovano solo nei prodotti da forno. Sono distribuiti in una vasta gamma di alimenti vegetali e, in minima parte, animali. Ecco le principali fonti alimentari classificate in base alla tipologia prevalente:

Categoria AlimentareEsempi PrincipaliTipologia PrevalenteNote Nutrizionali
Cereali e derivatiFrumento, riso, farro, avena, orzo, pane, pastaComplessi (Amido)Scegliere le versioni integrali per aumentare l'apporto di fibre e micronutrienti.
LegumiLenticchie, ceci, fagioli, piselli, soiaComplessi + FibreOttima fonte di proteine vegetali; hanno un basso indice glicemico.
TuberiPatate, patate dolci, tapiocaComplessi (Amido)Ricchi di amido, presentano un impatto glicemico maggiore rispetto ai legumi.
Frutta frescaMele, pere, banane, uva, agrumiSemplici (Fruttosio)Contengono anche fibre solubili (pectine), acqua e antiossidanti.
LatticiniLatte vaccino, yogurt al naturaleSemplici (Lattosio)Contengono anche proteine ad alto valore biologico e calcio.
Prodotti zuccheratiZucchero bianco/canna, dolci, bevande gassateSemplici (Saccarosio)Carboidrati raffinati a elevato indice glicemico ("calorie vuote").

Quanti carboidrati assumere al giorno? Le linee guida ufficiali

Le raccomandazioni nutrizionali ufficiali della SINU attraverso i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti) indicano che i carboidrati dovrebbero coprire tra il 45% e il 60% del fabbisogno calorico giornaliero totale di un individuo adulto. All'interno di questo apporto, è importante rispettare alcune pratiche:

  1. prediligere le fonti complesse: la quota maggiore deve provenire da carboidrati complessi (amido), preferibilmente integrali,
  2. limitare gli zuccheri: l’OMS raccomanda di mantenere gli zuccheri liberi (ovvero quelli aggiunti a cibi e bevande, più quelli naturalmente presenti in miele, sciroppi e succhi di frutta) sotto il 10% dell’apporto energetico totale, con ulteriori benefici se si scende sotto il 5%.
  3. garantire l'apporto di fibre: è raccomandata un'assunzione quotidiana di almeno 25 grammi di fibra alimentare per gli adulti.

Il fabbisogno energetico e glucidico è strettamente individuale: varia in base a età, sesso, composizione corporea e livello di attività fisica. Se desideri strutturare un piano alimentare personalizzato, la cosa migliore da fare è affidarsi a un professionista. Affidati ai nutrizionisti di Serenis per trovare l'equilibrio giusto: il primo colloquio è gratuito e senza impegno.

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Carboidrati, indice glicemico e carico glicemico

Un aspetto chiave nella valutazione dell'impatto dei carboidrati è la risposta glicemica del corpo dopo il pasto.

  • Indice glicemico (IG): misura la velocità con cui un alimento fa innalzare la glicemia rispetto a uno standard di riferimento. Alimenti con IG alto (superiore a 70) provocano picchi glicemici rapidi; quelli con IG basso (sotto 55) generano un aumento graduale.
  • Carico Glicemico (CG): è un parametro più completo perché calcola l'impatto glicemico complessivo in base alla reale porzione di carboidrati consumata.

Un pasto bilanciato non richiede l'eliminazione dei cibi ad alto indice glicemico. È sufficiente modularne l'impatto associando ai carboidrati fonti di proteine, grassi sani e fibre (verdure). Questo rallenta lo svuotamento gastrico e riduce i bruschi sbalzi insulinici.

I rischi di un consumo sbilanciato di carboidrati

Un consumo cronicamente eccessivo di carboidrati, in particolare zuccheri semplici, associato a sedentarietà, costringe il pancreas a produrre quantità elevate di insulina. Nel tempo, le cellule possono sviluppare una ridotta sensibilità all'ormone (insulino-resistenza). Questa alterazione è un fattore di rischio per il sovrappeso e il diabete di tipo 2. Inoltre, i carboidrati in eccesso vengono convertiti in acidi grassi e accumulati sotto forma di tessuto adiposo.

All'estremo opposto, la drastica eliminazione dei carboidrati dalla dieta espone l'organismo a stanchezza cronica, debolezza muscolare, difficoltà di concentrazione e alterazioni del transito intestinale (a causa del calo di fibre). Porta inoltre a una rapida perdita di peso iniziale (liquidi e glicogeno) seguita spesso dal temuto "effetto yo-yo”.

Falsi miti sui carboidrati

  • "I carboidrati fanno ingrassare": falso, l'aumento di grasso corporeo è determinato da un bilancio calorico positivo prolungato (mangiare più di quanto si consuma). Qualsiasi macronutriente assunto in eccesso favorisce l'aumento di peso,
  • "Non si devono mangiare carboidrati la sera": è falso, il corpo non "spegne" il metabolismo la sera. Conta la quantità totale di calorie consumate nell'arco della giornata. Anzi, un pasto serale con carboidrati complessi può migliorare la qualità del sonno.
  • "Lo zucchero di canna è più salutare dello zucchero bianco": falso, chimicamente sono identici (si tratta sempre diaccarosio). Il minuscolo residuo di melassa presente nello zucchero di canna grezzo non apporta alcun beneficio nutrizionale reale.
Fonti:

Bibliografia

Guideline: Carbohydrate intake for adults and children. — Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS / WHO).

(2015)

LARN - Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (IV Revisione). — SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana).

(2013)

Effects of energy-matched low-versus high-carbohydrate diets on glycaemic control, lipid profile, and body composition in healthy adults: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. — European journal of nutrition, 65(1), 19.

Anagnostou, A., Larumbe-Zabala, E., Fiore, J., Roberts, J., Naclerio, F. (2026)

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