Pressione bassa: quando preoccuparsi e rimedi per alzarla

La pressione bassa è una condizione in cui la forza con cui il sangue “preme” sulle pareti arteriose risulta inferiore al normale.
Scritto daFrancesca MentaGiornalista e copywriter specializzata sul settore nutrizione
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato30 settembre 2024
•
Aggiornato17 ottobre 2026
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Pressione bassa

La pressione bassa (ipotensione) si ha quando la massima (sistolica) scende sotto i 90 mmHg oppure la minima (diastolica) sotto i 60 mmHg: basta che uno dei due valori sia sotto soglia. Se non dà sintomi, per esempio 100/60 in una persona giovane e in salute, spesso è una condizione costituzionale e non preoccupa. Diventa un problema quando compaiono capogiri, vista offuscata, debolezza, nausea o svenimento.

Cosa fare subito: sdraiati e solleva le gambe, bevi un bicchiere d’acqua e rialzati lentamente. Se hai ipertensione o problemi cardiaci o renali, non aggiungere sale o liquirizia senza sentire il medico.

Quando preoccuparsi: se gli episodi sono frequenti, se svieni o se i valori sono sotto 90/60 con sintomi, parlane con il medico. Se compaiono confusione, sudori freddi, pallore, battito debole, dolore al petto o difficoltà a respirare, chiama subito il 112.

Qui sotto trovi i valori di riferimento, i sintomi, le cause più comuni e i rimedi, con indicazioni pratiche su quando serve un controllo medico.

Cos'è la pressione bassa (ipotensione)?

Ufficialmente, si parla di pressione bassa quando la massima scende sotto i 90 mmHg oppure la minima sotto i 60 mmHg (Sharma et al., 2023). Per avere un termine di paragone, la pressione considerata normale si aggira intorno a 120/80 mmHg.

Cosa comporta?

  • Quando la pressione è bassa, significa che il sangue arriva con meno forza agli organi e al cervello.
  • Spesso è legata a fattori costituzionali ed è considerata normale e senza rischi, specialmente nei giovani.

Nella maggior parte dei casi l’ipotensione è una condizione passeggera e innocua. Tuttavia, va tenuta sotto controllo qualora si manifesti frequentemente o causi sintomi disturbanti.

I diversi tipi di ipotensione

Esistono diverse tipologie di ipotensione che possono verificarsi. Alcune di esse sono:

  • Ipotensione ortostatica, anche detta posturale. Si verifica quando ci si alza rapidamente, per esempio da sdraiati o da seduti alla posizione in piedi. Si parla di ipotensione ortostatica quando la massima cala di almeno 20 mmHg, o la minima di almeno 10 mmHg, entro tre minuti dall’assunzione della posizione eretta (Brignole et al., 2018; Freeman et al., 2011),
  • Ipotensione postprandiale. Si manifesta dopo i pasti, poiché il flusso sanguigno viene richiamato dall’intestino e dallo stomaco, per via dei processi digestivi,
  • Ipotensione neuro-mediata. Avviene quando cuore e cervello non “comunicano” in maniera efficace, e può comparire soprattutto in bambini e giovani, dopo essere stati in piedi troppo a lungo e/o in ambienti eccessivamente caldi, oppure a seguito di situazioni emotivamente forti.

Pressione massima e minima: valori regolari e pressione bassa

I valori che indicano una pressione minima e massima bassa sono, come accennato, attorno ai 90/60 mmHg. 

I valori considerati regolari, in media, sono:

  • attorno ai 120 mmHg per quanto riguarda la pressione sistolica o massima, ovvero la forza con cui il cuore, contraendosi, pompa il sangue all’interno delle arterie,
  • intorno ai 80 mmHg per quanto riguarda la pressione diastolica o minima, che è la pressione che si verifica quando, tra una contrazione e l’altra, il cuore è a riposo.

Ecco una tabella riassuntiva per orientarti in base ai valori misurati:

Valori (mmHg)Interpretazione
120/80Pressione regolare
110/70Tendente al basso, generalmente non preoccupante
100/60, 100/65Al limite tra regolare e ipotensione, da valutare in base ai sintomi
90/60Ipotensione
Sotto 90/60, con sintomi come vertigini o svenimentoRichiede attenzione medica

Ricorda che il primo valore indica la pressione sistolica (massima) e il secondo quella diastolica (minima), quindi una lettura come 100/60 va sempre letta in questo ordine.

Se la pressione sanguigna di 100/60 mmHg è associata a sintomi come vertigini, debolezza o svenimento, è buona cosa rivolgersi ad un medico per approfondire la situazione. 

Pressione bassa valori

Quali sono le cause più comuni della pressione bassa? 

L’ipotensione può essere causata da fattori differenti. Alcune sono temporanee, e tendono potenzialmente a risolversi da sole. Altre, invece, potrebbero richiedere dei trattamenti medici più o meno importanti. Alcune cause comuni della pressione bassa sono:

  • Caldo intenso, che provoca vasodilatazione e perdita di liquidi con la sudorazione,
  • Stress, forte ansia o situazioni emotivamente provanti,
  • Perdite di sangue, a causa di ferite, epistassi o flusso mestruale particolarmente abbondante,
  • Infezioni,
  • Reazioni allergiche,
  • Disturbi del sistema endocrino, come l'ipotiroidismo,
  • Malattie cardiache, come problemi alle valvole o aritmie, o malfunzionamenti del sistema cardiocircolatorio,
  • Diabete, soprattutto quando non ben controllato,
  • Anemia,
  • Problemi renali o epatici significativi,
  • Carenza di nutrienti, come ferro, vitamina B12 e folati,
  • Uso di alcuni farmaci, come diuretici, antipertensivi, antidepressivi o farmaci per il cuore. Non sospenderli né modificarne la dose da solo: se sospetti un legame, parlane con il medico che li ha prescritti.

Anche avere la pressione bassa in gravidanza è molto comune. 

Pressione bassa sintomi

Sintomi della pressione bassa

I più comuni sintomi della pressione bassa comprendono:

  • Capogiro, o sensazione di testa leggera. Si tratta di un sintomo particolarmente comune per quanto riguarda l’ipotensione posturale,
  • Svenimento, per via della compromissione - per quanto lieve e breve, nella maggior parte dei casi - dell’afflusso di sangue al cervello,
  • Visione offuscata,
  • Senso persistente di malessere, affaticamento o confusione,
  • Nausea.

Qualora tuttavia il calo della pressione sanguigna fosse particolarmente forte, possono verificarsi sintomi più importanti, come:

  • Tachicardia,
  • Sudori freddi,
  • Debolezza del battito cardiaco,
  • Respirazione accelerata.

In questi casi può trattarsi di uno stato di shock ed è necessario chiamare subito il 112.

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Pressione bassa e mal di testa

Il mal di testa è uno dei sintomi più comuni legati all'ipotensione. È causato dalla ridotta circolazione di sangue e ossigeno al cervello, e si manifesta spesso come un dolore sordo, localizzato nella parte posteriore della testa o sopra gli occhi (Headache Classification Committee of the IHS, 2018). Sintomi che spesso lo accompagnano:

  • Capogiri e vertigini, che peggiorano quando ci si alza in piedi troppo in fretta,
  • Stanchezza e debolezza, con un senso generale di affaticamento e vuoto alla testa.

Le cause scatenanti spesso sono disidratazione, caldo intenso, carenza di sali minerali o pasti troppo pesanti.

Nella maggior parte dei casi il mal di testa da pressione bassa migliora seguendo gli stessi accorgimenti utili per l'ipotensione in generale, in particolare reintegrare liquidi e sali minerali e riposare con le gambe sollevate. Se il mal di testa è molto intenso, improvviso, o accompagnato da altri sintomi neurologici, è comunque bene consultare un medico.

Pressione bassa e battiti alti (tachicardia)

Può capitare che alla pressione bassa si accompagni un battito cardiaco accelerato. Il cuore, infatti, tende a battere più velocemente per compensare la minore pressione e mantenere un flusso di sangue adeguato agli organi. Questa combinazione è spesso legata a disidratazione, stress o cali di zuccheri, ma se si presenta spesso, o è accompagnata da dolore al petto, fiato corto o svenimento, è importante consultare un medico.

Come alzare subito la pressione bassa

Per alzare la pressione o alleviare i sintomi di un calo improvviso, è importante sapere subito cosa fare e cosa evitare.

Cosa fare (Rimedi immediati)

  • Posizione: sdraiati sulla schiena e solleva le gambe (appoggiandole a una parete o a una sedia) per favorire il ritorno del sangue al cuore e al cervello. Se non puoi sdraiarti, sediti subito e fai ampi respiri in attesa che i valori si stabilizzino.
  • Idratazione e sali: bevi un bicchiere d’acqua, eventualmente con un pizzico di sale, oppure assumi un integratore di sali minerali. Se hai ipertensione, scompenso cardiaco o problemi renali, non aggiungere sale senza il parere del medico.
  • Caffeina: una tazza di caffè o un tè forte può dare un rialzo temporaneo della pressione.
  • Snack salato: un piccolo alimento salato può aiutare a compensare il calo, se non hai controindicazioni al sale.

Cosa evitare

  • Alzarsi di scatto: se sei seduto o sdraiato, rimettiti in piedi molto lentamente per evitare o non aggravare le vertigini.
  • Ambienti caldi: allontanati da luoghi affollati, caldi o poco ventilati.

Quando preoccuparsi per la pressione bassa

Generalmente l'ipotensione occasionale non rappresenta un problema. Tuttavia, se gli episodi di cali di pressione diventano frequenti e impattano sulla tua quotidianità, provocando svenimenti, stanchezza persistente, nausea o difficoltà di concentrazione, è fondamentale consultare un medico.

Non esiste un valore unico sotto il quale la pressione bassa diventa pericolosa, poiché molto dipende dai sintomi individuali. In generale, valori inferiori a 90/60 mmHg richiedono attenzione. Se accompagnati da confusione, sudori freddi, pallore, battito debole o difficoltà respiratorie, possono indicare uno stato di shock, che richiede un intervento medico immediato.

Se invece la pressione bassa non è un'emergenza ma tende a ripresentarsi, il medico potrebbe suggerirti una consulenza nutrizionale. Un biologo nutrizionista può aiutarti a capire se le tue abitudini alimentari contribuiscono ai cali di pressione e a creare un piano personalizzato per stabilizzarla, ad esempio ottimizzando l'idratazione o bilanciando i pasti.

Se desideri consultare un esperto, puoi farlo con Serenis Nutrizione: dopo aver completato il questionario iniziale, potrai svolgere un primo colloquio gratuito per scoprire se il servizio fa al caso tuo e proseguire eventualmente il percorso online con il professionista a te dedicato.

Pressione bassa quando preoccuparsi

Prevenire la pressione bassa

Per prevenire l’ipotensione è possibile mettere in atto alcune abitudini, che possono aiutare molto qualora la pressione bassa non sia causata da malattie o condizioni che richiedano intervento medico.

In primis, occorre mantenersi adeguatamente idratati, soprattutto qualora l’ambiente in cui ci si trovi sia particolarmente caldo. Bere almeno due litri di acqua ogni giorno è fondamentale. Anche la dieta è particolarmente importante, e un’alimentazione sana, ricca di frutta e verdura con il corretto apporto di sali minerali può aiutare a regolarizzare la pressione sanguigna. Affidarsi ad un biologo nutrizionista è cruciale, per avere la consapevolezza di star seguendo una giusta alimentazione, e ricevere consigli mirati.

L’alcol va evitato, o comunque va limitato fortemente, poiché vasodilatatore.

Occorre poi prendere l’abitudine di alzarsi lentamente, oppure evitare di rimanere in piedi per lunghi periodi qualora si soffra di episodi di ipotensione posturale o neuromediata.

Negli anziani, la pressione bassa merita un'attenzione particolare, soprattutto nella forma ortostatica: il rischio principale è quello delle cadute, dovute a capogiri o svenimenti nel passaggio dalla posizione sdraiata o seduta a quella in piedi. Alzarsi lentamente e mantenersi ben idratati è ancora più importante in questa fascia d'età.

Rimedi per la pressione bassa

Oltre ai rimedi immediati e alle abitudini di prevenzione, a seconda della causa possono servire terapie mediche o accorgimenti alimentari. In ogni caso vanno concordati con il medico.

Farmaci e terapie per la pressione bassa

Tra i farmaci utilizzati per trattare l'ipotensione, quando è necessario un intervento farmacologico, rientrano i vasocostrittori come la midodrina, e in alcuni casi il fludrocortisone, un corticosteroide che aiuta l'organismo a trattenere sodio e liquidi. Si tratta di terapie che vanno sempre prescritte e monitorate da un medico, e mai assunte in autonomia.

Oltre ai farmaci, in presenza di carenze specifiche il medico o il nutrizionista possono consigliare integratori mirati, ad esempio a base di ferro in caso di anemia, vitamina B12 o sali minerali. Anche in questo caso è bene non ricorrere a integratori senza un consulto professionale, per evitare squilibri.

È inoltre fondamentale lavorare sulle eventuali cause sottostanti la pressione bassa, individuandole e trattandole in maniera adeguata.

Rimedi naturali per l’ipotensione

Esistono infine diversi rimedi naturali per la gestione e il trattamento dell’ipotensione, per prevenirla e alleviare i sintomi. Ricordiamo, tuttavia, che in caso di episodi frequenti è comunque cruciale allertare un medico, per indagarne le cause e trattarle in maniera mirata.
Ad ogni modo, alcuni rimedi naturali comprendono:

  • Il consumo di liquirizia. Quest’ultima, infatti, aumenterebbe i livelli di cortisolo nel sangue, portando ad un aumento della pressione arteriosa,
  • Assunzione di sodio, e di quantità adeguate di sale con l’alimentazione. È tuttavia fondamentale consultare un biologo nutrizionista prima di apportare cambiamenti alla propria alimentazione,
  • Effettuare pasti piccoli e frequenti, tendenzialmente tre pasti principali e due o tre spuntini. In questo modo, non si “sposteranno” grandi quantità di sangue verso lo stomaco e l’intestino durante la digestione,
  • Assumere sali minerali e vitamine, eventualmente tramite l’assunzione di integratori appositi.
Fonti:

Sitografia

Hypotension.

StatPearls - NCBI Bookshelf.

ESC Guidelines for the diagnosis and management of syncope.

European heart journal, 39(21)

Guideline for the Prevention, Detection, Evaluation, and Management of High Blood Pressure in Adults: A Report of the American College of Cardiology/American Heart Association Task Force on Clinical Practice Guidelines

Circulation, 138(17)

The International Classification of Headache Disorders, 3rd edition. (2018).

Cephalalgia: an international journal of headache, 38(1)

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