Infarto intestinale o ischemia intestinale: sintomi, cause e come comportarsi
L'infarto intestinale si verifica quando il flusso sanguigno verso l'intestino viene drasticamente ridotto o improvvisamente interrotto. Questo può causare danni ai tessuti intestinali e portare a complicanze serie, se non trattato tempestivamente.

L'infarto intestinale, noto anche come ischemia intestinale, è una condizione medica grave che si verifica quando il flusso sanguigno verso l'intestino viene bloccato o ridotto significativamente.
Questo può causare danni ai tessuti intestinali e portare a complicanze serie, se non trattato tempestivamente.
Cos’è l’infarto intestinale o ischemia mesenterica
L'infarto intestinale o ischemia intestinale è una condizione che si verifica quando il flusso sanguigno verso l'intestino viene drasticamente ridotto o improvvisamente interrotto, portando in alcuni casi alla necrosi dei tessuti. Questo blocco può essere causato da un'ostruzione delle arterie o delle vene che irrorano l'intestino.
La condizione può colpire diverse parti dell'intestino, come l'intestino tenue e il colon, e la gravità può variare da danni minimi a necrosi estesa dei tessuti, a seconda della durata e della gravità del blocco.
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È mortale?
Sì, l'infarto intestinale è potenzialmente mortale, soprattutto se non viene trattato tempestivamente.
L'ischemia intestinale è potenzialmente fatale, poiché può portare a:
- necrosi del tessuto intestinale: ciò provocaun blocco improvviso del flusso sanguigno.
- situazione di grave infezione chiamata peritonite che, se non tempestivamente curata, può evolvere rapidamente in sepsi e shock settico, condizione di grave infezione che provoca ipoperfusione degli organi vitali, il che può portare a decesso con altissima probabilità.
- cicatrizzazione o restringimento del lume intestinale: durante la guarigione, il corpo può sviluppare tessuto cicatriziale che restringe l'intestino. Questo è più comune nel colon, ma può verificarsi anche nell'intestino tenue.

Sintomi dell'infarto intesinale
I sintomi dell'ischemia intestinale possono insorgere rapidamente (ischemia intestinale acuta) o gradualmente (ischemia intestinale cronica). I sintomi possono variare da persona a persona.
Tra i sintomi dell'ischemia intestinale acuta troviamo:
- dolore addominale intenso ed improvviso;
- diarrea e sangue nelle feci;
- urgenza di evacuare;
- evacuazioni frequenti;
- addome non trattabile, disteso e rigido;
- nausea e vomito;
- febbre;
- sudorazione fredda;
- confusione mentale negli anziani.
I sintomi dell'ischemia intestinale cronica includono invece:
- crampi addominali e senso di pienezza che si manifesta entro 30 minuti dai pasti, che può avere una durata di 1-3 ore;
- dolore addominale che peggiora gradualmente nel corso di settimane o mesi;
- paura di mangiare a causa del dolore postprandiale;
- perdita di peso in assenza di deficit calorico;
- diarrea;
- nausea ed episodi di vomito;
- gonfiore addominale.
Come riconoscere un infarto intestinale? Sintomi premonitori
Il primo sintomo di infarto intestinale è sicuramente il forte dolore addominale, che si acutizza dopo il pasto.
Nelle fasi iniziali, il dolore è accompagnato da un addome trattabile, dolorabilità minima alla palpazione e peristalsi conservata.
Man mano che l’ipossia peggiora, a livello del tessuto si sviluppa la necrosi, dunque emergono segni di peritonite come addome disteso, rigidità e assenza di peristalsi, o movimenti intestinali.
Possiamo distinguere:
- Indice di infarto intestinale su base arteriosa: insorgenza acuta del dolore, tipico di una sofferenza ischemica.
- Indice di trombosi venosa: insorgenza graduale del dolore.
Oltre al dolore addominale, altri sintomi associati possono includere:
- Alvo diarroico e urgenza di defecare
- Senso di gonfiore addominale
- Presenza di sangue nelle feci
- Nausea
- Vomito
- Febbre, in alcuni casi.
Diagnosi dell'ischemia intestinale
La diagnosi di ischemia intestinale è complessa, poiché caratterizzata da molti sintomi aspecifici che portano all’individuazione per esclusione di altre patologie gastrointestinali.
Per accertare questa condizione è necessario agire tempestivamente effettuando una serie di indagini cliniche e strumentali.
Quali esami fare?
Per diagnosticare l'infarto intestinale, sono necessari:
- raccolta anamnestica ed esame obiettivo: il medico identifica i sintomi e segni clinici, effettuando ispezione, palpazione, percussione e auscultazione dell’addome.
- esami ematici: emocromo, indici infiammatori, d-dimero, emogasanalisi per valutazione dei lattati sono gli esami solitamente prescritti.
- ecografia e radiografia addominale: per escludere altre cause di dolore addominale.
- TC addominale con e senza mezzo di contrasto (MDC): gold standard per la diagnosi di infarto intestinale.
- colonscopia: se necessario; quest’ultima viene spesso utilizzata anche per trattamento del volvolo quando non vi è l’indicazione chirurgica.
Persone con evidenti segni e sintomi di peritonite devono essere indirizzati per effettuare un intervento chirurgico esplorativo che consente sia la diagnosi che il trattamento.
Diagnosi e trattamento precoce e aggressivo aumentano le probabilità di sopravvivenza, soprattutto se effettuati prima che la condizione devolva in un quadro peritonitico e settico.

Cause dell'ischemia intestinale
Le principali cause di ischemia intestinale includono:
- Un coagulo di sangue che blocca un vaso sanguigno
- Il restringimento di un’arteria a causa della presenza di un accumulo di depositi adiposi intraluminali, come di colesterolo “cattivo”, o LDL. Questa condizione è chiamata aterosclerosi.
- Bassa pressione arteriosa che determina una riduzione acuta o cronica dell’afflusso di sangue verso l’intestino.
- Ostruzione di una vena a causa di un trombo, che si verifica meno frequentemente.
In particolare, possiamo distinguere cause occlusive, cause non occlusive e situazioni in cui c'è una combinazione di cause. Vediamole nel dettaglio.
Cause occlusive
Tra le cause occlusive troviamo:
- cause occlusive di origine arteriosa: si verifica quando vi è un’ostruzione totale o parziale di un'arteria (embolie e trombosi arteriose, le prime spesso conseguenti ad endocardite settica o fibrillazione atriale, le seconde ad aterosclerosi);
- cause occlusive di origine venosa: occlusione parziale o totale di una vena (trombosi venosa), ipertensione portale, flogosi addominali (pancreatiti, diverticoliti, appendicite, ascesso pelvico...), condizioni paraneoplastiche;
- cause occlusive da volvolo, ovvero provocate dalla torsione dell'intestino su una struttura (mesentere), che collega l'intestino con l'addome; questo porta ad un restringimento dell'intestino nel punto di rotazione e la compressione dei vasi sanguigni che lo nutrono.
Cause non occlusive
Le cause non occlusive invece inclusono:
- insufficienza cardiaca (il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue per soddisfare le richieste dei tessuti, quindi l'infarto intestinale può anche essere conseguenza di un precedente infarto cardiaco);
- grave ipotensione;
- infezioni locali;
- eccessiva viscosità ematica;
- spasmo severo dei vasi sanguigni (che si contraggono oltremodo riducendo pesantemente la quantità di sangue che scorre al loro interno; può accadere in caso di forte stress emozionale, abuso di alcune droghe come cocaina ed amfetamine o iniezione di alte dosi di farmaci vasocostrittori).
Combinazione di più cause
Spesso l'ischemia intestinale è il risultato di una combinazione di due o più delle cause sopra citate. Ad esempio, una persona con un lume intestinale ridotto a causa della presenza di placche aterosclerotiche a livello delle arterie mesenteriche che subisce un episodio di ipotensione arteriosa può essere particolarmente a rischio di sviluppare ischemia intestinale.
L'ischemia intestinale è spesso divisa in gruppi. L'ischemia del colon, detta anche colite ischemica, colpisce l'intestino crasso.
Altri tipi di ischemia colpiscono l'intestino tenue, come l'ischemia mesenterica acuta, l'ischemia mesenterica cronica e l'ischemia dovuta a trombosi venosa mesenterica.

Cura e trattamento dell'ischemia mesenterica
Per trattare un infarto intestinale si rimuove l'ostruzione vascolare o si procede a un bypass; qualora ciò non fosse possibile, si asporta il tratto dell'intestino colpito da ischemia. Vediamo come si può procedere.
Le opzioni di trattamento per l'infarto intestinale includono:
- Chirurgia: che si svolge tramite embolectomia, rimuovendo l'ostruzione e, se non fosse possibile, asportando il tratto di intestino colpito.
- Intervento angiografico (non indicato in presenza di segni peritoneali): consiste nella somministrazione intraluminale di farmaci vasodilatatori attraverso catetere angiografico (papaverina) o applicazione di tecniche di trombolisi.
- Terapia farmacologica: possono essere prescritti anticoagulanti per trattare l’embolia arteriosa o la trombosi venosa o antiaggreganti per casi di ischemia non occlusiva, tipica delle terapie a lungo termine, con l’obiettivo di prevenire eventuali recidive.
È importante notare che la brusca riperfusione dopo diverse ore di ischemia può portare all'immissione in circolo di sostanze che aumentano sensibilmente il rischio di arresto cardiaco e/o insufficienza multi-organo, come i radicali liberi.
Questo fenomeno è noto come shock da riperfusione.
Trattamenti farmacologici
I trattamenti farmacologici per l'ischemia intestinale includono:
- anticoagulanti: come l'eparina, per prevenire la formazione di nuovi coaguli di sangue e trattare quelli esistenti, utili nei casi di trombosi venosa mesenterica.
- trombolitici: come l'urochinasi o l'alteplase, per dissolvere rapidamente i coaguli di sangue e ripristinare il flusso sanguigno.
- antibiotici: per prevenire o trattare infezioni secondarie alla necrosi intestinale.
- vasodilatatori: come la papaverina, per dilatare i vasi sanguigni e migliorare rapidamente il flusso sanguigno verso l'intestino.
- supporto emodinamico: farmaci per sostenere la pressione sanguigna e migliorare la perfusione degli organi, come agenti inotropi o vasopressori.
- analgesici: per alleviare il dolore. Tuttavia, è importante monitorare attentamente i sintomi, poiché il controllo del dolore può mascherare segni di peggioramento dell'ischemia.