Gradi dell'obesità: classificazione e differenze tra le classi
I gradi dell'obesità permettono di classificare la malattia in base al BMI e al rischio per la salute.

Quanti gradi di obesità ci sono e come si calcolano?
Per stabilire la gravità dell'obesità, la medicina suddivide questa patologia in 3 gradi (o classi) principali, definiti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Lo strumento fondamentale per calcolarli è l'IMC (Indice di Massa Corporea), un parametro matematico che mette in relazione il peso e l'altezza di una persona.
La formula per calcolare l'IMC è molto semplice e consiste nel dividere il peso (in chilogrammi) per il quadrato dell'altezza (in metri):
IMC = Peso / (Altezza × Altezza)
(Ad esempio, se una persona pesa 95 kg ed è alta 1,70 m, il calcolo sarà: 95 / (1,70 × 1,70) = 95 / 2,89 = 32,8).
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In base al numero ottenuto da questo calcolo, si individua il preciso grado di obesità:
- Obesità di Primo Grado (Classe I - Lieve): IMC tra 30 e 34,9
Rappresenta la fase iniziale della patologia. Il rischio di sviluppare malattie correlate (come problemi cardiaci o diabete) inizia a salire, ma i tessuti e gli organi non sono ancora gravemente compromessi. Spesso si riscontrano affaticamento precoce e piccoli dolori articolari. - Obesità di Secondo Grado (Classe II - Moderata): IMC tra 35 e 39,9
In questo stadio l'eccesso di grasso è decisamente marcato. Il rischio per la salute diventa alto e frequentemente compaiono le prime complicazioni croniche, come l'ipertensione arteriosa, il fegato grasso o le apnee notturne. Questa fascia viene considerata "grave" dall'INPS ai fini dell'invalidità se sono presenti complicanze articolari. - Obesità di Terzo Grado (Classe III - Grave o Avanzata): IMC pari o superiore a 40
Definita in passato anche come obesità morbigena, è la forma più severa della malattia. A questo livello il rischio per la salute è immediato e concreto, con un impatto pesantissimo sulla qualità e sull'aspettativa di vita. È la fascia in cui, oltre alla terapia medica e nutrizionale, si valuta molto spesso il ricorso alla chirurgia bariatrica.
Da considerare che l'IMC è un ottimo indicatore statistico, ma per una valutazione medica completa va sempre associato alla misurazione della circonferenza della vita (che non dovrebbe superare i 102 cm negli uomini e gli 88 cm nelle donne), fondamentale per capire quanto grasso si sia accumulato a livello addominale, ovvero quello più pericoloso per il cuore.

Tabella gradi di obesità: parametri, rischi e differenze cliniche
| Classe di obesità | Valore del BMI | Descrizione clinica | Impatto principale sulla salute |
|---|---|---|---|
| Sovrappeso | da 25 a 29,9 | condizione di pre-obesità | iniziale affaticamento, campanello d'allarme metabolico |
| Obesità di primo grado | da 30 a 34,9 | obesità lieve o di classe | rischio moderato di ipertensione e insulino-resistenza |
| Obesità di secondo grado | da 35 a 39,9 | obesità moderata o di classe 2 | carico severo sulle articolazioni, apnee notturne iniziali |
| Obesità di classe 3 | pari o superiore a 40 | obesità grave, severa o di classe 3 | alto rischio cardiovascolare, limitazione nei movimenti quotidiani |
I sintomi e le differenze tra le varie classi di obesità
L'obesità è una malattia evolutiva. Questo significa che i sintomi non sono uguali per tutti, ma tendono ad aggravarsi progressivamente passando dalla classe I alla classe III, trasformandosi da piccoli disagi legati allo sforzo fisico in vere e proprie limitazioni invalidanti che colpiscono gli organi interni.
- Obesità di Classe I (IMC 30 - 34,9) – Fase iniziale e sintomi silenziosi: in questa fase i sintomi fisici sono spesso sfumati e si manifestano principalmente quando l'organismo viene messo sotto stress. Compare il cosiddetto affanno (dispnea) quando si fanno le scale o si cammina velocemente, insieme a una tendenza a sudare molto più facilmente e a una sensazione di stanchezza precoce a fine giornata. Possono iniziare anche i primi dolori saltuari alle ginocchia o alla zona lombare della schiena. A livello interno, è una fase insidiosa perché i danni metabolici sono spesso silenziosi: la persona può sentirsi relativamente bene, ma gli esami medici possono già evidenziare l'inizio di insulino-resistenza, fegato grasso o una pressione arteriosa leggermente più alta della norma.
- Obesità di Classe II (IMC 35 - 39,9) – Sintomi evidenti e limitazioni quotidiane: a questo livello l'eccesso di peso inizia a condizionare attivamente le azioni della vita di tutti i giorni. L'affanno non compare più solo sotto sforzo, ma anche per movimenti minimi, come allacciarsi le scarpe o camminare in piano per brevi tratti. I dolori alle articolazioni (anche, ginocchia, caviglie) diventano cronici a causa del carico costante. Diventano frequenti il reflusso gastroesofageo e i disturbi del sonno: il soggetto russa pesantemente e sperimenta le prime apnee notturne (brevi interruzioni del respiro durante la notte) che causano sonnolenza e mal di testa al risveglio. A livello interno, le complicanze si consolidano: in questa classe è comune la diagnosi conclamata di diabete di tipo 2, ipertensione arteriosa che richiede farmaci quotidiani e alterazioni importanti del colesterolo e dei trigliceridi.
- Obesità di Classe III (IMC pari o superiore a 40) – Sintomi gravi e ridotta autonomia: rappresenta la forma più severa della malattia. La qualità della vita è pesantemente compromessa e la salute è a rischio immediato. La deambulazione e i movimenti diventano estremamente difficili e dolorosi, riducendo drasticamente l'autonomia della persona. La respirazione è costantemente faticosa, talvolta anche a riposo. Le apnee notturne diventano severe e pericolose, tanto da richiedere spesso l'uso notturno di una maschera respiratoria (C-PAP). Compaiono problemi circolatori evidenti, come gambe gonfie, ritenzione idrica grave, vene varicose e un rischio elevato di infezioni (intertrigine) nelle pieghe della pelle. A livello interno e psicologico, il rischio di eventi cardiovascolari maggiori (come infarto e ictus) è altissimo, e a questo si associa quasi sempre un pesante carico emotivo, caratterizzato da isolamento sociale, ansia e depressione.
Ecco uno specchietto riassuntivo per confrontare a colpo d'occhio le tre diverse classi:
| Classe di Obesità | Impatto sul movimento | Disturbi del respiro e del sonno | Complicanze mediche principali |
|---|---|---|---|
| Classe I (Lieve) | Stanchezza e dolori solo dopo sforzi prolungati. | Affanno sotto sforzo, sudorazione aumentata. | Iniziali alterazioni della pressione o della glicemia. |
| Classe II (Moderata) | Dolori articolari quotidiani, difficoltà nei movimenti veloci. | Forte russamento, affanno per sforzi minimi, apnee lievi. | Diabete di tipo 2, ipertensione, fegato grasso. |
| Classe III (Grave) | Grave limitazione motoria, ridotta autonomia nei movimenti. | Apnee notturne severe (uso di C-PAP), affanno a riposo. | Altissimo rischio cardiovascolare, problemi circolatori alle gambe. |
Perché è importante comprendere queste differenze? Riconoscere la classe e la gravità dei sintomi permette all'équipe medica di personalizzare la terapia. Se nella Classe I l'intervento si concentra principalmente sulla rieducazione alimentare e l'attività fisica, nella Classe III i soli cambiamenti nello stile di vita raramente sono sufficienti, rendendo necessario il ricorso a terapie farmacologiche mirate o alla chirurgia bariatrica per salvaguardare la vita del paziente.
Obesità di primo grado
L'obesità di primo grado (detta anche di classe I) rappresenta lo stadio iniziale di questa patologia cronica e viene diagnosticata quando l'Indice di Massa Corporea (IMC) è compreso tra 30 e 34,9. Sebbene sia la forma clinicamente meno severa, non deve essere confusa con un semplice problema estetico, ma considerata un concreto campanello d'allarme per l'organismo: i sintomi tipici includono un affaticamento precoce, dolori articolari saltuari e il classico affanno (dispnea) durante sforzi moderati come salire le scale. Intervenire tempestivamente in questa fase, attraverso un percorso di rieducazione alimentare e attività fisica guidato da professionisti, è di fondamentale importanza, poiché offre le maggiori probabilità di successo nel bloccare l'avanzamento della malattia prima che insorgano complicanze più gravi come il diabete o l'ipertensione.
Cosa significa obesità di 2 grado
L'obesità di secondo grado (o di classe II) è una forma moderata ma già severa di questa patologia, caratterizzata da un Indice di Massa Corporea (IMC) compreso tra 35 e 39,9. A questo livello, l'eccesso di grasso corporeo smette di essere un semplice campanello d'allarme e inizia a compromettere concretamente la salute e l'autonomia quotidiana. Chi si trova in questa fascia sperimenta spesso sintomi evidenti come un forte affanno anche per sforzi minimi (ad esempio una breve camminata in piano), dolori cronici alle articolazioni dovuti al sovraccarico meccanico e disturbi del sonno, tra cui le apnee notturne. Dal punto di vista medico, l'obesità di secondo grado comporta un rischio elevato di sviluppare o consolidare malattie cardiovascolari e metaboliche gravi, come l'ipertensione arteriosa e il diabete di tipo 2, richiedendo per questo un intervento terapeutico strutturato e guidato da specialisti.
Che cos'è l'obesità di classe 3
L'obesità di terzo grado (definita anche grave o avanzata) rappresenta lo stadio più severo e critico della malattia e si diagnostica quando l'Indice di Massa Corporea (IMC) raggiunge o supera il valore di 40. A questo livello, l'accumulo di grasso corporeo diventa fortemente invalidante e compromette l'autonomia quotidiana della persona, limitando gravemente i movimenti e causando una respirazione faticosa persino a riposo. Oltre ai dolori articolari cronici e a problemi circolatori evidenti, questa condizione si associa a un rischio altissimo di complicanze vitali, come gravi apnee notturne, depressione, diabete di tipo 2 ed eventi cardiovascolari maggiori (infarti e ictus). Trattandosi di un quadro clinico così complesso, i soli sforzi alimentari o di attività fisica raramente sono sufficienti da soli; per questo motivo, il percorso di cura richiede quasi sempre un intervento medico multidisciplinare intensivo, che spesso include terapie farmacologiche di ultima generazione o il ricorso alla chirurgia bariatrica.

Cosa fare: il trattamento multidisciplinare per ogni grado di obesità
Essendo l'obesità una malattia complessa, il fai da te o la semplice prescrizione di una scheda alimentare non sono efficaci nel lungo periodo. L'unico approccio terapeutico realmente valido è quello multidisciplinare, che vede la collaborazione di un'équipe di esperti (medici specialisti, biologi nutrizionisti, psicologi e professionisti del movimento) pronti ad affrontare le cause della patologia da ogni punto di vista. Il percorso di cura viene personalizzato e intensificato in base alla gravità e alla classe di obesità del paziente:
- Trattamento per l'Obesità di Primo Grado (Classe I): in questa fase iniziale, il pilastro fondamentale è la rieducazione dello stile di vita. L'intervento si concentra su una dieta ipocalorica moderata e personalizzata (ispirata al modello mediterraneo) abbinata a un programma di attività fisica mirata, strutturato per proteggere le articolazioni e riattivare il metabolismo. Il supporto psicologico di tipo cognitivo-comportamentale è prezioso in questo stadio per aiutare il paziente a riconoscere la fame nervosa e a scardinare le abitudini alimentari scorrette.
- Trattamento per l'Obesità di Secondo Grado (Classe II): quando l'eccesso di peso è moderato e iniziano a comparire complicanze come il diabete o l'ipertensione, ai cambiamenti dello stile di vita si affianca spesso la terapia farmacologica per l’obesità. Oggi i medici hanno a disposizione farmaci di ultima generazione che agiscono sui centri del cervello regolando il senso di sazietà e migliorando il metabolismo degli zuccheri. Se il paziente presenta patologie croniche gravi che non migliorano con i farmaci e la dieta, in questa classe si può iniziare a valutare l'opzione della chirurgia bariatrica.
- Trattamento per l'Obesità di Terzo Grado (Classe III): trattandosi dello stadio più severo della malattia, l'approccio terapeutico deve essere tempestivo e incisivo. In questo quadro clinico, i soli sforzi alimentari o motori raramente bastano a garantire un calo ponderale sufficiente e stabile. La chirurgia bariatrica (come il bypass gastrico o la sleeve gastrectomy) rappresenta spesso la terapia d'elezione per salvaguardare la vita del paziente, poiché permette di ottenere una riduzione di peso significativa e di mandare in remissione malattie gravi come il diabete di tipo 2. Anche dopo l'intervento chirurgico, tuttavia, il monitoraggio medico e nutrizionale prosegue per tutta la vita per garantire il mantenimento dei risultati.
Indipendentemente dal peso di partenza, il primo passo fondamentale è sempre quello di rivolgersi a un centro medico specializzato nella cura dell'obesità, evitando soluzioni miracolose e affidandosi a professionisti in grado di tracciare un percorso sicuro, dignitoso e personalizzato.
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