Cosa mangiare con lo streptococco: guida per adulti e bambini

Con lo streptococco alla gola conviene scegliere cibi morbidi e facili da deglutire ed evitare piccanti, acidi e croccanti. Ecco cosa mangiare, cosa evitare e cosa fare con i bambini.
Scritto daFrancesca MentaGiornalista e copywriter specializzata sul settore nutrizione
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato20 agosto 2025
•
Aggiornato28 settembre 2026
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Con lo streptococco alla gola conviene scegliere cibi morbidi, tiepidi o freddi e facili da deglutire, come yogurt, purè, creme e passati di verdura, e bere spesso. Meglio evitare cibi piccanti, acidi e secchi o croccanti, che irritano la gola già infiammata. L'alimentazione allevia il fastidio e aiuta a mantenersi idratati, ma non cura l'infezione: serve la terapia antibiotica prescritta dal medico.

Perché l'alimentazione conta con lo streptococco

Con lo streptococco il sintomo che più condiziona l'alimentazione è il mal di gola intenso, spesso accompagnato da difficoltà a deglutire, febbre e mancanza di appetito. Mangiare e bere diventa doloroso, e il rischio è di ridurre troppo i liquidi e le calorie proprio mentre l'organismo ha più bisogno di energia.

Per questo, in questa fase, l'obiettivo dell'alimentazione è semplice: ridurre l'irritazione della gola, mantenere una buona idratazione e assicurare un apporto sufficiente di nutrienti, anche con pasti piccoli e frequenti. Nessun alimento, però, è in grado di eliminare il batterio: lo streptococco è un'infezione batterica e la cura è affidata al medico.

Cosa mangiare con lo streptococco

Non esiste una dieta specifica per lo streptococco. Le indicazioni si basano su un criterio pratico: scegliere alimenti che non irritino la gola e che siano facili da mandare giù.

Bevande e liquidi

Bere spesso è la priorità, soprattutto se c'è la febbre, che aumenta la perdita di liquidi. Vanno bene:

  • acqua, a piccoli sorsi frequenti,
  • tisane tiepide, come camomilla o malva,
  • brodi leggeri e tiepidi,
  • succhi di frutta non acidi, diluiti se necessario,
  • latte, se lo si tollera.

Bevande troppo calde possono aumentare il fastidio: meglio tiepide o a temperatura ambiente. Anche il miele sciolto in una tisana tiepida può dare sollievo, ma non va mai dato ai bambini sotto i 12 mesi.

Cibi morbidi e cremosi

Sono la scelta più pratica quando deglutire fa male:

  • yogurt e formaggi spalmabili,
  • purè di patate,
  • creme e passati di verdura tiepidi,
  • pastina o riso ben cotti, in brodo o conditi con un filo d'olio,
  • uova strapazzate o sode ben morbide,
  • pesce bianco lessato o al vapore, ridotto a pezzetti,
  • frutta cotta, banana matura, omogeneizzati o frullati,
  • semolino e creme di cereali.

Cibi freddi per calmare il dolore

Il freddo può dare un temporaneo effetto lenitivo sulle tonsille infiammate. Possono aiutare gelati (meglio quelli alla crema o alla frutta non acida), sorbetti, granite e ghiaccioli. Vanno considerati un sollievo momentaneo e non un pasto: quando possibile è meglio alternarli a cibi più nutrienti.

Ci sono cibi antinfiammatori per la gola?

Spesso si cercano alimenti "antinfiammatori" per la gola, ma nessun cibo ha dimostrato di ridurre in modo significativo l'infiammazione causata dallo streptococco. Alimenti come miele, zenzero tiepido o tisane possono dare una sensazione di sollievo, ma agiscono soprattutto sul comfort e non sull'infezione. Non vanno usati al posto della terapia prescritta.

Cosa evitare con lo streptococco

Con la gola infiammata, alcuni alimenti possono aumentare il dolore:

  • cibi piccanti o molto speziati, che irritano la mucosa,
  • alimenti acidi, come agrumi, pomodoro, aceto e succhi di agrumi, che possono accentuare il bruciore,
  • cibi secchi o croccanti, come crackers, crostini, pane secco, grissini e frutta secca, che graffiano la gola e sono difficili da deglutire,
  • cibi e bevande molto caldi,
  • alcolici e fumo, che seccano e irritano ulteriormente le mucose,
  • cibi molto salati, che possono aumentare il fastidio.

Si tratta di indicazioni di comfort: se un alimento normalmente considerato "da evitare", come un po' di succo di limone in una tisana, non dà fastidio, non c'è motivo di escluderlo in modo rigido.

Cosa mangiare con lo streptococco nei bambini

Nei bambini valgono gli stessi principi, ma con qualche attenzione in più, perché tendono a rifiutare il cibo e a disidratarsi più in fretta.

  • Proporre pasti piccoli e frequenti, senza forzare.
  • Dare priorità ai liquidi: acqua, tisane tiepide, brodo, latte, e ghiaccioli o gelati per invogliare a bere.
  • Scegliere alimenti morbidi come yogurt, purè, creme, pastina, omogeneizzati e frutta cotta.
  • Evitare cibi secchi o duri, che oltre a fare male possono essere un rischio di soffocamento nei più piccoli.
  • Non dare miele ai bambini sotto i 12 mesi.

Cosa fare se un bambino di 3 anni ha lo streptococco? Va contattato il pediatra, che valuterà il tampone faringeo e l'eventuale terapia antibiotica. Con l'antibiotico i sintomi migliorano di solito entro 24-48 ore, e il rientro a scuola è in genere possibile dopo almeno 24 ore di terapia e in assenza di febbre, secondo le indicazioni del pediatra.

Segnali da non sottovalutare: il bambino rifiuta di bere, ha la bocca molto secca, urina poco, piange senza lacrime, è molto sonnolento o fa fatica a respirare. In questi casi bisogna sentire subito il medico.

Un esempio di giornata alimentare con lo streptococco

Un esempio, da adattare a gusti e tolleranza:

  • colazione: yogurt con banana schiacciata, oppure latte tiepido con crema di cereali,
  • spuntino: frullato di frutta non acida o gelato alla crema,
  • pranzo: pastina in brodo con un cucchiaio di parmigiano, e mela cotta,
  • merenda: budino o yogurt,
  • cena: crema di zucca e patate, con pesce bianco lessato a pezzetti e purè.

Nel corso della giornata, acqua e tisane tiepide a sorsi frequenti.

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L'alimentazione può curare lo streptococco?

No. L'alimentazione può rendere l'infezione più sopportabile, ma non elimina il batterio. Il trattamento dello streptococco si basa sugli antibiotici prescritti dal medico, che riducono la durata dei sintomi, limitano il contagio e prevengono complicanze come la febbre reumatica.

Per questo è importante non ricorrere all'autosomministrazione, seguire la posologia indicata e completare il ciclo di terapia anche quando i sintomi migliorano.

cosa mangiare con lo streptococco

Come riconoscere lo streptococco e quando andare dal medico

I sintomi tipici della faringite streptococcica sono mal di gola improvviso e intenso, febbre alta, tonsille arrossate talvolta con placche, linfonodi del collo ingrossati, mal di testa e, nei bambini, anche nausea e mal di pancia. In alcuni casi compare la lingua a fragola, rossa e con papille in rilievo, tipica soprattutto della scarlattina.

Poiché questi sintomi sono simili a quelli di un'infezione virale, la diagnosi richiede il tampone faringeo. Il batterio si trasmette soprattutto con le goccioline di saliva emesse con tosse e starnuti.

Se non trattato, lo streptococco può in rari casi causare complicanze, come la febbre reumatica o la glomerulonefrite. Bisogna rivolgersi al medico se la febbre non scende, se compaiono difficoltà a respirare o a deglutire la saliva, se compare un'eruzione cutanea, o se i sintomi peggiorano dopo alcuni giorni.

Fonti:

Sitografia

Epidemiology of Streptococcus pyogenes.

Nih.gov; University of Oklahoma Health Sciences Center.

Antimicrobial Resistance in Streptococcus spp

Microbiology Spectrum, 6(2).

The Biology of Streptococcus mutans.

Microbiology Spectrum, 7(1).