Sovrappeso e obesità: differenze, rischi e cosa fare

Mentre il sovrappeso rappresenta un iniziale incremento del tessuto adiposo che funge da campanello d'allarme, l'obesità è una vera e propria patologia cronica infiammatoria che richiede un approccio medico integrato. In questo articolo analizziamo tutte le differenze e come è consigliato procedere in entrambi i casi.

|
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito
Sovrappeso e obesità

Punti chiave

  • Sovrappeso e obesità differenze: il sovrappeso indica un iniziale scostamento dal peso forma considerabile come un fattore di rischio reversibile, mentre l'obesità è una vera e propria malattia cronica sistemica caratterizzata da uno stato infiammatorio permanente.
  • Sovrappeso e obesità calcolo: la valutazione clinica iniziale si basa sull'indice di massa corporea (IMC o BMI), calcolato dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell'altezza in metri.
  • Importanza dei parametri aggiuntivi: il BMI presenta precisi limiti strutturali poiché non distingue tra massa magra e grassa, rendendo fondamentale il monitoraggio della circonferenza addominale per stimare il grasso viscerale.
  • Cause sovrappeso e obesità: l'aumento ponderale è governato da un'eziologia multifattoriale che include la predisposizione genetica, alterazioni neuroendocrine come l'insulino-resistenza e l'impatto dello stress cronico sul comportamento alimentare.
  • Approccio multidisciplinare integrato: per invertire la rotta in modo efficace e sicuro è necessario evitare i regimi restrittivi fai-da-te, affidandosi a professionisti per impostare una terapia basata su nutrizione clinica, movimento e supporto psicologico.

Sovrappeso e obesità sono la stessa cosa?

Sovrappeso e obesità non sono la stessa cosa. Anche se nel linguaggio comune vengono spesso usati come sinonimi, dal punto di vista medico indicano due condizioni ben distinte. Rappresentano due stadi differenti legati all'eccesso di peso corporeo e comportano rischi e approcci terapeutici molto diversi.

Distinguere il sovrappeso dall'obesità è fondamentale per stabilire la giusta strategia d'azione:

  • Nel caso del sovrappeso, piccoli e costanti aggiustamenti quotidiani (mangiare un po' meglio, ridurre i dolci, camminare di più) sono spesso sufficienti per invertire la rotta e tornare in una fascia di peso salutare.
  • Nel caso dell'obesità, i semplici consigli generici o le diete "fai-da-te" raramente bastano. Trattandosi di una patologia complessa, richiede una diagnosi clinica e un percorso guidato da professionisti della salute (medici, nutrizionisti, psicologi) che esamini le cause profonde del problema.
Imposta un piano alimentare che funzioni davvero.

Rivolgiti a un professionista per ottenere risultati duraturi.

  • Trova il professionista migliore per te tra nutrizionisti, dietologi ed endocrinologi
  • Il primo colloquio è gratuito
  • Primi risultati dopo 3 incontri

Cosa vuol dire essere in sovrappeso

Il sovrappeso indica un moderato eccesso di peso rispetto all'altezza. Non è ancora considerato una malattia vera e propria, ma piuttosto una situazione di transizione e un campanello d'allarme.

  • Come si misura: L'Indice di Massa Corporea (IMC) è compreso tra 25 e 29,9.
  • Cosa comporta: Il corpo accumula grasso in più, ma in questa fase l'organismo riesce generalmente a compensare lo sforzo. Il rischio di sviluppare malattie è aumentato rispetto a chi è in normopeso, ma non è ancora critico.

Cosa vuol dire essere obeso

L'obesità è una vera e propria malattia cronica e progressiva (formalmente riconosciuta anche dalla legge italiana). Si verifica quando l'accumulo di grasso corporeo diventa talmente elevato da compromettere attivamente la salute.

  • Come si misura: L'Indice di Massa Corporea (IMC) è pari o superiore a 30.
  • Cosa comporta: Il tessuto adiposo in eccesso smette di essere una semplice "riserva di energia" e inizia a produrre sostanze infiammatorie nocive per l'organismo. Questo altera il metabolismo e danneggia organi vitali, aumentando drasticamente il rischio di diabete, infarti, ictus e problemi respiratori.

 

CaratteristicaSovrappesoObesità
Valore IMCCompreso tra 25 e 29,9Pari o superiore a 30
Classificazione medicaCondizione di rischioMalattia cronica a tutti gli effetti
Impatto sulla saluteIniziale / ModeratoElevato e diffuso a tutto l'organismo
Gestione principaleCorrezione dello stile di vita e della dietaPercorso medico e terapeutico multidisciplinare

 

Come capire se si è in sovrappeso o obeso

Per capire in quale fascia di peso ci si trova, la medicina non si affida semplicemente alle impressioni visive o al giudizio della bilancia, ma utilizza degli indicatori scientifici standardizzati. Il metodo principale, utilizzato a livello mondiale, è il calcolo dell'IMC (Indice di Massa Corporea), spesso indicato con l'acronimo inglese BMI (Body Mass Index).

L'IMC mette in rapporto il peso corporeo con l'altezza di una persona. La formula matematica consiste nel dividere il peso (espresso in chilogrammi) per il quadrato dell'altezza (espressa in metri).

Come capire se si è sovrappeso

Esempio pratico: Se una persona pesa 80 kg ed è alta 1,75 m, il calcolo da fare sarà:

  1. Moltiplicare l'altezza per se stessa: 1,75 x 1,75 = 3,06
  2. Dividere il peso per questo risultato: 80 : 3,06 = 26,1
  3. Il valore dell'IMC di questa persona è 26,1.

Tramite il nostro calcolatore del BMI gratuito online è possibile valutare con i propri parametri fisici.

In base al numero ottenuto dal calcolo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito delle fasce precise che permettono di capire subito la propria situazione numerica:

 

Risultato dell'IMCClassificazioneCondizione della persona
Meno di 18,5SottopesoPeso inferiore alla norma
Tra 18,5 e 24,9NormopesoPeso forma ideale
Tra 25 e 29,9SovrappesoFase di accumulo e segnale di allarme
Tra 30 e 34,9Obesità di primo gradoMalattia allo stadio iniziale (lieve)
Tra 35 e 39,9Obesità di secondo gradoMalattia allo stadio moderato
Da 40 in suObesità di terzo gradoMalattia allo stadio grave

Quando il BMI non basta

L'IMC è uno strumento eccellente per un controllo rapido, ma ha un limite fondamentale: non distingue tra massa grassa (tessuto adiposo) e massa magra (muscoli). Per questo motivo, esistono importanti eccezioni alle regole della tabella:

  • Gli atleti e i bodybuilder: una persona molto muscolosa ha un peso elevato perché i muscoli pesano più del grasso. Il suo IMC potrebbe essere superiore a 25 o addirittura a 30, classificandola come "in sovrappeso" o "obesa" pur avendo una percentuale di grasso corporeo bassissima e una salute di ferro.
  • Le persone anziane: con l'avanzare dell'età si tende a perdere massa muscolare. Un anziano potrebbe rientrare nella fascia del "normopeso" secondo l'IMC, ma avere in realtà un eccesso di grasso localizzato e pericoloso.
  • I bambini: per loro non valgono queste soglie fisse, ma si usano i "percentili" in base all'età e al sesso.

Per superare i limiti dell'IMC e capire se si è obesi o in sovrappeso, i medici applicano sempre una seconda regola: la misurazione del girovita con un normale metro da sarta.

Questa misura serve a capire dove si concentra il grasso. Quello depositato sull'addome (grasso viscerale) è infatti il più pericoloso, perché avvolge gli organi interni e aumenta drasticamente il rischio cardiovascolare e di diabete. Si è in una zona di rischio obesità se il girovita supera:

  • 102 cm negli uomini.
  • 88 cm nelle donne.

In sintesi, combinando il calcolo dell'IMC con la misura della circonferenza vita si ottiene una risposta chiara e affidabile. Se entrambi i parametri risultano elevati, è importante evitare soluzioni sbrigative e rivolgersi a un professionista della nutrizione per analizzare la reale composizione corporea.

Cause del sovrappeso e dell'obesità

Per molto tempo si è creduto che l'aumento di peso fosse una semplice questione di matematica o di pigrizia: "mangi troppo e ti muovi poco, quindi ingrassi". Oggi la medicina ha ampiamente dimostrato che non è così semplice. Il sovrappeso e l'obesità sono il risultato di una complessa rete di fattori interagenti biologici, psicologici e ambientali.

Pensare che dipenda solo dalla "forza di volontà" è un errore: ecco quali sono le vere cause che si nascondono dietro a questa condizione.

  • ambiente "obesogeno" e stile di vita: viviamo in un mondo che ci spinge costantemente verso l'aumento di peso. I mercati sono saturi di alimenti industriali ultra-processati (ricchi di zuccheri e grassi, economici e progettati per stimolare il cervello a volerne sempre di più). A questo si aggiunge una sedentarietà forzata: i lavori d'ufficio, l'uso costante dell'auto e il tempo passato davanti ai display hanno ridotto drasticamente il nostro dispendio energetico quotidiano.
  • genetica e biologia interna: il nostro DNA gioca un ruolo cruciale ereditato dai nostri antenati. Per millenni, gli esseri umani hanno dovuto sopravvivere a lunghe carestie, evolvendo un codice genetico formidabile nell'accumulare energia sotto forma di grasso non appena il cibo era disponibile. Oggi il cibo è sempre a disposizione, ma i nostri geni sono rimasti gli stessi. Inoltre, alcune varianti genetiche influenzano la produzione di ormoni chiave come la leptina (che segnala la sazietà) e la grelina (che stimola la fame), rendendo difficile per alcune persone percepire quando è il momento di fermarsi.
  • fattori psicologici ed emotivi (fame nervosa): il cibo ha una fortissima componente emotiva e viene spesso usato come meccanismo di compensazione per gestire emozioni negative. Lo stress cronico, ad esempio, stimola la produzione di cortisolo, un ormone che aumenta l'appetito e favorisce l'accumulo di grasso proprio nella zona addominale. Anche noia, ansia e depressione attivano la ricerca di cibi ricchi di zuccheri, in grado di accendere temporaneamente i centri del piacere nel cervello.
  • sonno insufficiente e ritmi alterati: dormire poco e male è un fattore di rischio enorme e spesso sottovalutato. Quando il corpo viene privato del giusto riposo, i livelli di ghrelina (l'ormone della fame) aumentano, mentre quelli di leptina (la sazietà) scendono. Di conseguenza, una persona stanca cercherà fisiologicamente cibi più calorici durante la giornata per compensare la mancanza di energie.
  • condizioni mediche e farmaci: in una percentuale di casi, l'aumento di peso è la conseguenza diretta di altre patologie o dei trattamenti necessari per curarle. Tra queste ci sono le malattie endocrine ed effetti collaterali di medicinali assunti per lunghi periodi, come i cortisonici, alcuni antidepressivi, antipsicotici o farmaci per il diabete, che possono causare ritenzione idrica e alterazioni metaboliche.

In sintesi, nessuno sceglie l'obesità o il sovrappeso. Curare questa condizione significa smettere di colpevolizzarsi e iniziare ad affrontare il problema da ogni punto di vista (nutrizionale, fisico e psicologico) insieme a un medico specialista.

sovrappeso.jpg

I numeri di sovrappeso e obesità in italia

I dati più recenti raccolti dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dall'Istat mostrano che il peso corporeo in eccesso è ormai una sfida sanitaria di proporzioni enormi per il nostro Paese, arrivando a colpire quasi la metà della popolazione.

In Italia, circa il 46% della popolazione adulta si trova in una condizione di eccesso ponderale. Questo significa che, stringendo l'obiettivo, quasi un italiano su due pesa più di quanto dovrebbe per essere in salute.

La quota più grande di questa percentuale è rappresentata dalle persone in sovrappeso, che corrispondono a circa il 35% degli adulti. In termini pratici, parliamo di una platea di circa 17 milioni di persone che si trovano nella fascia di transizione e di rischio (con un IMC compreso tra 25 e 29,9).

L'obesità vera e propria (con un IMC da 30 in su) colpisce circa l'11% della popolazione adulta. Tradotto in numeri assoluti, in Italia ci sono circa 5 milioni di persone affette da questa patologia cronica, molte delle quali presentano già complicanze mediche collegate. I dati riguardanti i più piccoli sono tra i più critici d'Europa. Secondo il sistema di sorveglianza nazionale "Okkio alla SALUTE", circa il 20% dei bambini italiani è in sovrappeso e quasi il 10% è affetto da obesità. Questo significa che circa un bambino su tre convive con un eccesso di peso fin dai primi anni di vita.

Le statistiche mostrano che l'eccesso di peso non è distribuito in modo uniforme sul territorio. Esiste un netto "gradiente geografico": le regioni del Sud e del Centro (con la Campania stabilmente in cima alle classifiche, seguita da Molise, Puglia e Sicilia) registrano i tassi di sovrappeso e obesità più elevati, superando spesso il 50% della popolazione, mentre le regioni del Nord mostrano generalmente percentuali inferiori alla media nazionale.

Fonti:

Sitografia

Obesity and overweight.

World Health Organization.

Bibliografia

Weight-reducing treatments are associated with an improvement in depression, functional health status, and quality of life: A meta-analysis of randomized controlled trials. — Diabetes, obesity & metabolism, 28(1), 347–357. https://doi.org/10.1111/dom.70202

Silverii, G. A., Monami, M., Rotella, F., et al. (2025)

Italian clinical practice GRADE-based guidelines on the diagnosis and treatment of overweight and obesity, endorsed by the Italian National Institute of Health. — Eating and weight disorders : EWD, 31(1), 9

Barazzoni, R., Buscemi, S., Sbraccia, P., Bo, S., et al.

Alcune domande che potresti avere