Morbo di Addison: cause, sintomi e trattamento

Il morbo di Addison colpisce le ghiandole surrenali alterando la produzione ormonale. Diagnosi e trattamento tempestivi sono fondamentali.
MAManuela Amato
Scritto daManuela AmatoDott.ssa Biologa Nutrizionista e Copywriter
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato27 novembre 2024
Aggiornato27 agosto 2026
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Morbo di Addison

Il morbo di Addison è una condizione rara che riguarda le ghiandole surrenali. Con una terapia ormonale sostitutiva adeguata e un monitoraggio endocrinologico regolare, molte persone possono condurre una vita piena e attiva. Una diagnosi tempestiva è importante per ridurre il rischio di complicazioni gravi. Se si sospetta questa condizione, è necessario rivolgersi a uno specialista.

Cos’è il morbo di Addison

Il morbo di Addison, noto anche come insufficienza surrenalica primaria, è una condizione in cui le ghiandole surrenali non producono abbastanza ormoni, in particolare cortisolo e aldosterone. Questi ormoni sono essenziali per la gestione del metabolismo, la risposta allo stress, l’equilibrio idrosalino e la regolazione della pressione sanguigna. Quando la produzione di questi ormoni diminuisce, il corpo non è in grado di adattarsi adeguatamente a stress fisici o emotivi, e può manifestare una serie di sintomi debilitanti.

Diffusione

Il morbo di Addison è una malattia rara: la sua prevalenza nei Paesi europei è stimata tra 10 e 22 casi ogni 100.000 abitanti, un dato più alto rispetto, ad esempio, ai Paesi asiatici. Colpisce in proporzioni simili uomini e donne e può manifestarsi a qualsiasi età, ma tende a diventare evidente soprattutto dopo un episodio di forte stress fisico, come un'infezione o un trauma.

Alcune condizioni richiedono un’alimentazione mirata per stare meglio.

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Sintomi del morbo di Addison

Il morbo di Addison tende a svilupparsi gradualmente e presenta sintomi variabili. Tra i più comuni rientrano:

  • Affaticamento cronico: una stanchezza persistente che non migliora con il riposo.
  • Perdita di peso e appetito: una riduzione inspiegabile del peso corporeo.
  • Bassa pressione sanguigna: che può causare vertigini o svenimenti, soprattutto in piedi.
  • Ipotensione ortostatica: abbassamento della pressione sanguigna quando ci si alza rapidamente.
  • Nausea, vomito e diarrea: sintomi gastrointestinali che possono essere accompagnati da dolore addominale.
  • Iperpigmentazione della pelle: un cambiamento nel colore della pelle, soprattutto nelle pieghe delle mani, nei gomiti e nei ginocchi, che diventa più scuro.

Crisi surrenalica: quando chiamare i soccorsi

Se il morbo di Addison non viene curato, o se il corpo si trova improvvisamente sotto forte stress (una febbre alta, un'infezione, un trauma o un intervento chirurgico), i livelli di cortisolo possono scendere in modo brusco e portare a una crisi surrenalica (o crisi addisoniana). È una condizione che può mettere a rischio la vita e va trattata come un'emergenza medica.

I segnali a cui prestare attenzione sono: disidratazione marcata, pallore e sudorazione fredda, respiro rapido e superficiale, vomito o diarrea intensi, debolezza muscolare improvvisa, forte mal di testa, sonnolenza fino alla perdita di coscienza.

Se compaiono questi sintomi, è necessario chiamare subito il 112 (o il 118) e richiedere un'ambulanza. Chi convive con il morbo di Addison, insieme al proprio endocrinologo, può anche imparare a gestire un'iniezione di idrocortisone da praticare in autonomia in attesa dei soccorsi, nei casi in cui non sia possibile assumere i farmaci per bocca.

Cause del morbo di Addison

Il morbo di Addison è una forma di insufficienza surrenalica primaria. Spesso ha origine autoimmune: il sistema immunitario danneggia la corteccia delle ghiandole surrenali, riducendo la produzione di cortisolo e, nella maggior parte dei casi, di aldosterone. Esistono però anche altre possibili cause.

Differenza tra insufficienza surrenalica primaria e secondaria

Con l’espressione morbo di Addison si indica quindi l’insufficienza surrenalica primaria, in cui il deficit ormonale dipende da un danno diretto alla corteccia surrenalica.

Esiste anche un’insufficienza surrenalica secondaria o centrale, diversa dal morbo di Addison vero e proprio. In questo caso le ghiandole surrenali sono generalmente integre, ma ricevono uno stimolo insufficiente a produrre cortisolo: il problema può riguardare l’ipofisi, l’ipotalamo o, in alcuni casi, comparire dopo la sospensione di una terapia corticosteroidea prolungata. A differenza della forma primaria, l’iperpigmentazione della pelle è in genere assente perché i livelli di ACTH non aumentano; anche la produzione di aldosterone tende a essere conservata.

Questa distinzione non è solo terminologica: influenza il tipo di accertamenti che il medico prescrive e, in parte, il percorso di cura.

Altre possibili cause e condizioni associate

Oltre alla forma autoimmune, altre possibili cause del morbo di Addison includono: 

  • Infezioni: alcune infezioni, come tubercolosi, HIV o infezioni fungine, possono danneggiare le ghiandole surrenali.
  • Emorragie surrenali: possono danneggiare le ghiandole, soprattutto quando coinvolgono entrambi i surreni.
  • Malattie infiltrative o metastasi: possono compromettere la funzionalità delle ghiandole surrenali.
  • Rare condizioni genetiche: alcune patologie genetiche possono causare forme di insufficienza surrenalica primaria. 

Il morbo di Addison autoimmune può associarsi ad altre malattie autoimmuni, come vitiligine, diabete di tipo 1 e tiroidite autoimmune. La loro presenza non significa che si svilupperà necessariamente l’Addison, ma può essere rilevante nella valutazione clinica.

Morbo di Addison sintomi

Diagnosi

La diagnosi del morbo di Addison viene effettuata attraverso esami del sangue, che misurano i livelli di cortisolo, aldosterone e altri ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali. Inoltre, può essere eseguito un test di stimolazione con ACTH, un ormone che stimola la produzione di cortisolo, per verificare la reattività delle ghiandole surrenali.

Oltre agli esami del sangue di base (sodio, potassio, cortisolo), la conferma diagnostica avviene di solito con il test di stimolazione con Synacthen: si somministra una versione sintetica dell'ormone ACTH e si misura come rispondono le ghiandole surrenali, controllando i livelli di cortisolo prima e dopo l'iniezione. Se il cortisolo resta basso nonostante lo stimolo, la diagnosi di morbo di Addison è confermata.

Il medico può anche prescrivere una ricerca di anticorpi anti-surrene (per verificare l'origine autoimmune), un controllo della funzionalità tiroidea, spesso alterata in chi ha l'Addison, ed esami di imaging come TC o risonanza magnetica delle ghiandole surrenali, utili soprattutto quando gli anticorpi risultano negativi.

A chi rivolgersi

Se si sospetta di soffrire del morbo di Addison, è fondamentale rivolgersi a un endocrinologo che si occupa delle disfunzioni ormonali e ha le competenze necessarie per diagnosticare correttamente la condizione e guidare il trattamento.

Morbo di Addison cura

Cura e trattamento

Il trattamento del morbo di Addison si concentra sulla sostituzione degli ormoni carenti per ripristinare il normale funzionamento del corpo. Essendo una condizione cronica, richiede un trattamento a lungo termine. Coinvolgere un nutrizionista endocrinologo per ottimizzare la dieta può migliorare significativamente la qualità della vita, attraverso scelte alimentari personalizzate che supportano la terapia ormonale e il benessere generale del paziente.

La terapia sostitutiva si basa su due tipi di ormoni, assunti quotidianamente sotto forma di compresse, generalmente due o tre volte al giorno per imitare il ritmo naturale con cui il corpo li produrrebbe da solo:

  • per il cortisolo, il farmaco più utilizzato è l'idrocortisone (in alcuni casi il medico può scegliere prednisolone o desametasone);
  • per l'aldosterone, si utilizza il fludrocortisone.

Seguita con costanza, questa terapia permette alla maggior parte delle persone di condurre una vita normale. Il dosaggio va sempre stabilito e monitorato da un endocrinologo: assumerne meno del necessario espone al rischio di crisi surrenalica, mentre dosi troppo alte per periodi prolungati possono favorire osteoporosi, sbalzi d'umore e insonnia.

Convivere con una terapia ormonale a vita, imparare a riconoscere i segnali di allarme e gestire l'ansia legata al rischio di crisi surrenalica può pesare, sia per chi riceve la diagnosi sia per i genitori di bambini con Addison. Un supporto psicologico, oltre alla terapia farmacologica, può aiutare ad accettare la diagnosi e a costruire strategie concrete per gestirla nella quotidianità senza che diventi fonte di ansia costante.

Cosa fare in caso di febbre, interventi o forte stress

Chi ha il morbo di Addison deve sapere che, in alcune situazioni, la dose abituale di farmaci non basta più e va aumentata temporaneamente, sempre secondo le indicazioni dell'endocrinologo di riferimento. Le situazioni più comuni sono:

  • febbre pari o superiore a 38°C, o un'infezione in corso;
  • un incidente o un trauma;
  • un intervento chirurgico o una procedura dentale importante.

Per questo motivo è utile avere sempre con sé farmaci di scorta (in borsa, in auto, sul lavoro), portarne una quantità doppia quando si viaggia, e indossare un bracciale o un ciondolo di allerta medica che indichi la patologia: in caso di emergenza, permette al personale sanitario di intervenire correttamente anche se la persona non è cosciente o non può spiegare la propria condizione.

Cibi da evitare o da limitare con il Morbo di Addison

Non esistono alimenti da eliminare in modo categorico, ma alcuni vanno gestiti con attenzione, sempre insieme al proprio medico o nutrizionista:

  • Alimenti molto ricchi di potassio (banane, agrumi, patate, spinaci, avocado): la carenza di aldosterone riduce la capacità dell'organismo di eliminare il potassio in eccesso, quindi un consumo molto abbondante di questi alimenti va valutato caso per caso, soprattutto nelle fasi in cui la terapia sostitutiva non è ancora ben calibrata.
  • Alcol: può favorire la disidratazione e interferire con il metabolismo dei farmaci steroidei assunti quotidianamente, per cui è preferibile limitarne il consumo.
  • Zuccheri semplici e carboidrati raffinati (dolci, bevande zuccherate, farine raffinate): possono causare picchi e cali glicemici che si sommano alla stanchezza già tipica della malattia, aggravando temporaneamente i sintomi.
  • Sodio "di bassa qualità": l'apporto di sale va aumentato rispetto alla popolazione generale (per compensare la carenza di aldosterone), ma è meglio farlo con fonti di qualità piuttosto che con snack ultra-processati, che portano con sé additivi e grassi poco salutari senza reali benefici aggiuntivi.

Cosa mangiare con il Morbo di Addison

Una dieta equilibrata è fondamentale per gestire il morbo di Addison e supportare la terapia ormonale. Sebbene non esista una dieta specifica, alcuni accorgimenti possono migliorare il benessere:

  • Sale: le persone con morbo di Addison potrebbero necessitare di aumentare l’assunzione di sale, poiché l'aldosterone è carente. È importante seguire i consigli medici.
  • Carboidrati complessi: cereali integrali, legumi, frutta e verdura stabilizzano i livelli di zucchero nel sangue e forniscono energia costante.
  • Proteine: alimenti come pesce, carne magra, uova e legumi aiutano a mantenere la massa muscolare e a supportare la produzione ormonale.
  • Grassi sani: oli vegetali, avocado e pesce grasso sono essenziali per il metabolismo e la funzione ormonale.
  • Evitare zuccheri raffinati: è preferibile optare per zuccheri naturali, come quelli della frutta, per evitare fluttuazioni nei livelli di glucosio.
  • Controllo dei liquidi: monitorare l’assunzione di liquidi può aiutare a prevenire la disidratazione e mantenere l'equilibrio idrosalino.
Fonti:

Sitografia

Addison disease.

In StatPearls

Addison's disease: Diagnosis and management strategies.

International Journal of General Medicine, 16

An update on Addison's disease.

Experimental and Clinical Endocrinology & Diabetes, 127(2-03)

Adrenal Insufficiency in Adults: A Review.

JAMA, 334(8)

Adrenal Insufficiency.

Alcune domande che potresti avere