Calcio: a cosa serve, fabbisogno giornaliero e carenza

Il calcio è un elemento essenziale per l’organismo, fondamentale per la salute di ossa e denti, la contrazione muscolare e il corretto funzionamento del sistema nervoso. Il fabbisogno giornaliero varia tra 800 e 1000 mg, aumentando in gravidanza e allattamento. Una carenza di calcio (ipocalcemia) può causare osteoporosi, crampi muscolari e problemi dentali. Si tratta con dieta mirata o integratori. Tuttavia, anche un eccesso (ipercalcemia) può risultare dannoso, portando a disturbi renali e alterazioni cardiache.

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A cosa serve il calcio

Il calcio è un elemento essenziale per l’organismo, fondamentale per la salute di ossa e denti, la contrazione muscolare e il corretto funzionamento del sistema nervoso. Il fabbisogno giornaliero varia tra 800 e 1000 mg, aumentando in gravidanza e allattamento.

Una carenza di calcio (ipocalcemia) può causare osteoporosi, crampi muscolari e problemi dentali. Si tratta con dieta mirata o integratori. Tuttavia, anche un eccesso (ipercalcemia) può risultare dannoso, portando a disturbi renali e alterazioni cardiache.

Cos'è il calcio?

Il calcio è uno dei minerali fondamentali per il buon funzionamento dell’organismo umano. Si stima che la maggior parte si trovi nelle ossa e nei denti, e che solo l’1% si trovi nel sangue. Nonostante questo, anche questa piccola parte sarebbe fondamentale per la buona salute, partecipando a diverse funzioni vitali.

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Il fabbisogno giornaliero di calcio

Il fabbisogno giornaliero varia in base all'età, al sesso e alle condizioni fisiologiche, come gravidanza e allattamento.
I valori di riferimento per fascia di popolazione, secondo i LARN SINU 2014 sono:

Fascia di popolazioneFabbisogno giornaliero di calcio
Bambini piccoli (1-3 anni)Circa 500 mg
Bambini (4-10 anni)Circa 700-900 mg
Adolescenti (11-17 anni)1.200-1.300 mg (il fabbisogno più elevato, perché è il periodo in cui si costruisce il picco di massa ossea)
Adulti (18-59 anni)Circa 1.000 mg
Donne in post-menopausa (senza terapia estrogenica)1.200-1.500 mg
Uomini over 60Circa 1.000-1.200 mg
Gravidanza e allattamentoCirca 1.200-1.300 mg

A cosa serve il calcio?

Il calcio è il minerale più abbondante nel nostro organismo e svolge numerose funzioni essenziali, molte delle quali vanno ben oltre la salute delle ossa. In particolare:

  • Contribuisce alla formazione e al mantenimento di ossa e denti: circa il 99% del calcio presente nell'organismo è immagazzinato nel tessuto osseo e nei denti, dove contribuisce a mantenerne struttura, resistenza e mineralizzazione.
  • Partecipa alla contrazione muscolare: il calcio permette alle fibre muscolari di contrarsi correttamente: quando viene rilasciato all'interno delle cellule muscolari, attiva i meccanismi che consentono il movimento dei muscoli scheletrici, del diaframma e del muscolo cardiaco.
  • Contribuisce al normale funzionamento del cuore: il calcio partecipa alla regolazione della contrazione del muscolo cardiaco e alla trasmissione degli impulsi elettrici che permettono al cuore di battere in modo coordinato.
  • Interviene nell'attività di numerosi enzimi: agisce come cofattore di diversi enzimi coinvolti in processi metabolici fondamentali, contribuendo al corretto svolgimento di molte reazioni biochimiche dell'organismo.
  • È coinvolto nella coagulazione del sangue: il calcio partecipa all'attivazione di diversi fattori della coagulazione, rendendo possibile la formazione del coagulo in caso di lesioni dei vasi sanguigni.
  • Favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi: il calcio permette ai neuroni di comunicare tra loro regolando il rilascio dei neurotrasmettitori nelle sinapsi, processo indispensabile per il corretto funzionamento del sistema nervoso.

È fondamentale assumere abbastanza calcio tramite l’alimentazione (come avviene per altri elementi, come il ferro, il potassio o il sodio), poiché se non assunto tramite il cibo, l’organismo tende a “sottrarlo” alle ossa, aumentando il rischio di sviluppare condizioni o malattie.

Dove si trova? Le principali fonti alimentari di calcio

Il calcio è presente in numerosi alimenti. Le principali fonti alimentari sono il latte e i suoi derivati, come yogurt e formaggi, che contengono elevate quantità di calcio facilmente assorbibile dall'organismo. Anche alcuni alimenti di origine vegetale e il pesce consumato con le lische contribuiscono all'apporto quotidiano di questo minerale.

La tabella seguente riporta il contenuto medio di calcio in alcuni alimenti comunemente consumati.

AlimentoCalcio (mg per 100 g)
Parmigiano Reggiano1.160-1.200
Grana Padano1.160-1.200
Pecorino stagionato900-1.100
Alici con lisca (in scatola)350-400
Mandorle240-270
Yogurt bianco110-130
Latte vaccino120
Broccoli45-50

Per alcuni soggetti, ad esempio chi soffre di intolleranza al lattosio o segue una dieta vegana, può essere complesso raggiungere il fabbisogno minimo giornaliero. In questi casi diviene fondamentale rivolgersi ad un professionista della nutrizione, come l'equipe medica formata da nutrizionisti, dietologi, endocrinologi di Serenis con cui puoi avviare un percorso nutrizionale con incontri online. 

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La carenza di calcio

La carenza di calcio viene anche chiamata ipocalcemia. Si ipotizza che le persone maggiormente a rischio sarebbero:

  • Chi segue una dieta vegetariana;
  • Chi segue una dieta vegana;
  • Chi soffre di intolleranza al lattosio;
  • Donne in menopausa;
  • Chi soffre di malattie renali;
  • Persone che soffrono di alcuni disturbi, come l’ipoparatiroidismo o la carenza di vitamina D.

Parliamo di ipocalcemia quando i valori di questo elemento nel sangue sono inferiori a 8,8 mg/dL. Può infatti essere diagnosticata efficacemente tramite un prelievo di sangue venoso, un esame tendenzialmente veloce, indolore e non pericoloso.

Alimenti ricchi di calcio

I sintomi

L’ipocalcemia è solitamente asintomatica, soprattutto durante le prime fasi. Tuttavia, a lungo termine può causare:

  • Riduzione della densità delle ossa, che può a sua volta evolversi in osteoporosi;
  • Crampi o spasmi muscolari;
  • Formicolio o intorpidimento agli arti;
  • Aritmia;
  • Senso di stanchezza persistente;
  • Problemi alle unghie e ai capelli, come fragilità e/o rottura;
  • Pelle secca ed eczemi;
  • Problemi ai denti.

Le possibili conseguenze

Se l’organismo non riceve abbastanza calcio, tende a “prelevarlo” dalle riserve nelle ossa e nei denti. Ciò può renderli più fragili, ridurre la densità delle ossa e, alla lunga, causare osteoporosi. Inoltre, aumenta il rischio di fratture o di sviluppare problemi posturali a lungo termine.

Cosa comporta l’ipocalcemia in gravidanza?

Se non trattata tempestivamente e adeguatamente, la carenza di calcio in gravidanza può causare:

  • Problemi di sviluppo del feto;
  • Spasmi uterini;
  • Rischio di aborto.

Gli integratori

Se l’ipocalcemia viene scoperta in tempo, si può trattare facilmente con degli integratori di calcio. Nella maggior parte dei casi è sufficiente l’integrazione per bocca per periodi che variano da qualche settimana ad un paio di mesi, con eventuali cambiamenti mirati alla dieta.

La cura dipende anche dalla causa del problema. Se la carenza di calcio è legata a una malattia, come un disturbo ai reni, è importante affrontare anche quella. Inoltre, se mancano altri nutrienti fondamentali, come la vitamina D o il magnesio, è opportuno integrare anch’essi.

Dopo la terapia, servono controlli regolari per assicurarsi che i livelli di calcio siano tornati alla normalità e si siano stabilizzati.

L’eccesso di calcio

Anche un eccesso di calcio può causare problemi di salute. Si tratta di una condizione detta ipercalcemia, e che può essere causata da:

  • Tumori;
  • Disturbi a carico delle ossa;
  • Dieta inadeguata con assunzione eccessiva;
  • Assunzione eccessiva di vitamina D;
  • Patologie delle paratiroidi.

I sintomi e le conseguenze

I sintomi dell’ipercalcemia comprendono:

  • Difficoltà ad evacuare;
  • Nausea e/o vomito;
  • Dolori o crampi addominali;
  • Inappetenza;
  • Aumento della sete;
  • Urinazione frequente.

Le conseguenze a lungo termine comprendono:

È fondamentale che l’ipercalcemia venga trattata adeguatamente con il supporto di un medico. Può essere diagnosticata tramite esami del sangue.

Fonti:

Bibliografia

Diagnosis and management of hypocalcemia., — Endocrine

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Terell, K, Choi, S. (2023)

Hypocalcemia in Pregnancy: A Clinical Review Update. — Oman Medical Journal

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