Dieta a basso indice glicemico: una guida completa
La dieta a basso indice glicemico (IG) classifica i cibi in base all'impatto sulla glicemia. Può essere utile per gestire peso, diabete di tipo 2 e PCOS se impostata da un esperto. Scopri come bilanciare i pasti e quali cibi ridurre.

Punti chiave:
- Come funziona la dieta a basso indice glicemico: questo regime classifica i cibi da 0 a 100 in base alla velocità con cui innalzano la glicemia dopo il pasto, privilegiando quelli con punteggio inferiore a 55. Si basa sulla scelta di carboidrati complessi e poco processati che, rilasciando glucosio gradualmente, evitano i picchi glicemici e mantengono stabili i livelli di insulina.
- Benefici della dieta a basso indice glicemico: è particolarmente indicata per la gestione del diabete di tipo 2 e dell'insulino-resistenza, poiché migliora la sensibilità insulinica e riduce l'infiammazione. Contribuisce inoltre alla perdita di peso, alla riduzione del colesterolo e al miglioramento dell'equilibrio ormonale in condizioni come la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS).
- Cosa mangiare nella dieta con basso indice glicemico: il menù ideale include un'ampia varietà di verdure, legumi, frutta fresca (come mirtilli e mele) e cereali integrali come farro o quinoa. È fondamentale abbinare questi carboidrati a proteine di qualità (pesce, carni magre, yogurt greco) e grassi sani per rallentare ulteriormente l'assorbimento degli zuccheri.
Dieta a basso indice glicemico: di cosa si tratta?
La dieta a basso indice glicemico è regime alimentare basato sull'impatto che gli alimenti hanno sui livelli di zucchero nel sangue. L’indice glicemico (IG) classifica gli alimenti da 0 a 100 in base alla velocità con cui innalzano la glicemia dopo il pasto, confrontando l’aumento glicemico prodotto da un alimento con quello provocato da zucchero puro o pane bianco:
- IG basso: 1–55
- IG medio: 56–69
- IG alto: 70 o più
Tuttavia, presenta dei limiti: non considera le porzioni reali, né la qualità nutrizionale complessiva degli alimenti. Per questo è stato introdotto il carico glicemico (GL), che valuta l’impatto glicemico di una porzione tipica. Anche il GL è suddiviso in tre categorie:
- GL basso: 1–10
- GL medio: 11–19
- GL alto: 20 o più
Inoltre, il valore di IG può variare in base al tipo di alimento, alla sua preparazione e al grado di lavorazione. Non tutti i cibi sono inclusi nei database disponibili, che contengono soprattutto alimenti già studiati. In sintesi, l’IG è una guida utile, ma va interpretato considerando porzioni, carico glicemico e valore nutrizionale complessivo. Ad esempio, sebbene il melone abbia un punteggio IG medio-alto e un punteggio GL medio, è una buona fonte di vitamina C, beta carotene e altri nutrienti importanti. La qualità nutrizionale complessiva del cibo potrebbe essere, quindi, più rilevante del valore IG del singolo alimento.
Chi dovrebbe seguire una dieta a basso indice glicemico?
Ci sono diverse ragioni per cui una persona potrebbe scegliere di seguire una dieta a basso indice glicemico. Studi su dieta a basso IG hanno mostrato risultati variabili, ma in generale indicano che può contribuire a:
- Perdere peso;
- Abbassare la pressione sanguigna;
- Ridurre i livelli di colesterolo totale;
- Abbassare il rischio di diabete e di malattie cardiache e dei vasi sanguigni;
- Migliorare la gestione del diabete.
Il beneficio della dieta, secondo i ricercatori, potrebbe essere collegato agli alimenti ricchi di nutrienti e ad alto contenuto di fibre inclusi negli studi, suggerendo che la qualità nutrizionale complessiva sia fondamentale.
Dieta a basso indice glicemico per il diabete
La dieta a basso indice glicemico, o dieta ipoglicemica, può essere particolarmente utile in diversi casi, soprattutto per le persone che necessitano di aiuto per mantenere i livelli di glicemia entro un intervallo equilibrato e migliorare condizioni correlate al metabolismo del glucosio. Per questo motivo, rappresenta un approccio spesso consigliato come dieta per diabetici, in particolare per chi soffre di diabete di tipo 2, prediabete o insulino-resistenza. Infatti, controllare la risposta glicemica dei pasti è fondamentale. In questi soggetti, seguire una dieta a basso IG può contribuire a:
- evitare picchi glicemici dopo i pasti;
- mantenere più stabile l’insulina;
- migliorare la sensibilità insulinica nel lungo periodo;
- ridurre l’infiammazione e i rischi cardiovascolari.
Dieta a basso indice glicemico per la PCOS
La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è spesso associata all’insulino-resistenza. In questo contesto, un’alimentazione a basso indice glicemico rappresenta uno degli approcci più utilizzati come dieta per gestire l’ovaio policistico, poiché può contribuire a migliorare l’equilibrio ormonale e metabolico nelle donne che ne sono affette. Le evidenze scientifiche suggeriscono infatti che questo tipo di alimentazione possa:
- supportare la regolarizzazione del ciclo mestruale;
- ridurre la produzione eccessiva di androgeni tipica della PCOS;
- favorire il dimagrimento nelle donne che hanno difficoltà a perdere peso;
- ridurre sintomi come acne e aumento dei peli superflui.

Una dieta a basso indice glicemico fa dimagrire?
Diversi studi hanno dimostrato che le diete a basso IG possono essere utili anche per la perdita di peso. Tuttavia, i benefici sembrano dipendere non solo dall’ IG, ma anche dall’elevato consumo di alimenti ricchi di fibre e nutrienti. La qualità nutrizionale complessiva del cibo consumato è spesso più importante del valore IG del singolo alimento. Ad esempio, il latte intero ha IG e GL bassi, ma è ricco di grassi e calorie, risultando poco adatto se l’obiettivo è il controllo del peso. In sintesi, la dieta a basso IG può essere uno strumento efficace anche per dimagrire se inserita in un modello alimentare equilibrato.
Indicazioni generali per una dieta a basso indice glicemico
Seguire una dieta a basso indice glicemico significa orientare le scelte alimentari verso cibi che determinano un aumento graduale della glicemia. L’assunzione di carboidrati viene quindi indirizzata verso quelli a basso IG, privilegiando fonti integrali, ricche di fibre e poco processate. Al contrario, gli alimenti con indice glicemico elevato vengono limitati o evitati, poiché favoriscono rapidi picchi glicemici.
Un approccio a basso IG prevede anche l’abbinamento equilibrato dei pasti, includendo proteine, grassi sani e fibre, che rallentano l’assorbimento degli zuccheri. È inoltre importante considerare porzioni, modalità di cottura e grado di lavorazione degli alimenti, fattori che influenzano l’indice glicemico finale del pasto. L’obiettivo è adottare uno schema alimentare equilibrato e sostenibile.
Quali alimenti inserire in una dieta a basso indice glicemico?
Una dieta a basso indice glicemico si basa sulla scelta di cibi che rilasciano glucosio in modo graduale favorendo un migliore controllo della glicemia. Tra gli alimenti a basso indice glicemico (compreso tra 1 e 55) rientrano soprattutto verdure, legumi e la maggior parte della frutta.
In generale, la maggior parte delle Linee Guida Dietetiche evidenziano l’importanza di adottare nel tempo un modello alimentare equilibrato e nutrizionalmente completo. Questo approccio prevede un’ampia varietà di frutta e verdura, alimenti integrali ricchi di fibre, oltre a fonti proteiche di qualità come legumi, pesce, latticini a ridotto contenuto di grassi e carni magre, contribuendo così a un’alimentazione sana e sostenibile.
Alimenti da ridurre in una dieta a basso indice glicemico
Al contrario, in una dieta a basso indice glicemico è opportuno evitare o limitare il consumo degli alimenti caratterizzati da un IG elevato, spesso definiti “carboidrati a rapido assorbimento”, poiché determinano un aumento rapido della glicemia. Tra quelli con valori di IG pari o superiori a 70 rientrano, ad esempio, il riso bianco, il pane bianco e le patate.
Gli alimenti con indice glicemico medio (56–69) dovrebbero, invece, essere assunti con maggiore cautela e in quantità controllate. In questa categoria si collocano, ad esempio, il mais dolce, le banane, l’ananas crudo, l’uvetta, alcuni cereali per la colazione e diverse tipologie di pane.
In generale, le Linee Guida Dietetiche suggeriscono di focalizzarsi su modelli alimentari equilibrati e sostenibili nel tempo, piuttosto che sulla semplice esclusione di singoli alimenti. È inoltre importante considerare che molte tabelle dell’indice glicemico includono anche prodotti altamente processati, spesso meno nutrienti rispetto agli alimenti freschi o minimamente trasformati.
Quando rivolgersi al nutrizionista?
Rivolgersi a un professionista può essere fondamentale, specialmente se si intende seguire una dieta a basso IG per gestire condizioni mediche specifiche, come nel caso di un piano di trattamento del diabete. Come visto precedentemente, sebbene l'indice glicemico possa essere uno strumento utile per fare scelte alimentari più sane, non dovrebbe necessariamente essere l'unico strumento su cui basarsi. È importante concentrarsi su modelli alimentari sani e alimenti ricchi di nutrienti.
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Esempio di un menù di dieta a basso indice glicemico
Ecco un esempio di giornata alimentare equilibrata e a basso IG, ricca di proteine, fibre e grassi buoni, che garantiscono sazietà e stabilità glicemica:
Colazione
- Yogurt greco naturale;
- Una manciata di mirtilli;
- Un cucchiaino di semi di chia;
Spuntino di metà mattina
- Una mela piccola + 10 mandorle
Pranzo
- Insalata mista con lattuga, pomodori, cetrioli, carote crude;
- 80 g di farro o quinoa;
- 120–150 g di petto di pollo o legumi (es. ceci, lenticchie);
- Insalata mista con lattuga, pomodori, cetrioli, carote crude;
- Un cucchiaio di olio extravergine d’oliva;
- Una porzione di frutta fresca (preferibilmente a basso IG, come frutti di bosco);
Spuntino del pomeriggio
- Hummus con verdure crude (carote, sedano, finocchio) oppure Yogurt naturale + un cucchiaio di avena integrale;
Cena
- Pesce alla griglia o al forno (salmone, sgombro, orata);
- Panino integrale;
- Verdure cotte (es. broccoli, zucchine, melanzane);
- Un cucchiaio di olio extravergine d’oliva
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