Quale acqua bere se si hanno calcoli renali?
Capire quale acqua bere per i reni può essere estremamente utile per prevenire la formazione di calcoli renali. Tuttavia occorre tenere presente anche la propria condizione clinica e il tipo di calcoli.

Bere molto è utile in presenza di calcoli, ma non basta: occorre anche capire e tenere presente quale acqua bere per i reni. La risposta dell’organismo, infatti, dipende dal tipo di calcoli, dalla dieta e dalle proprie condizioni di salute in generale.
Idratazione e salute dei reni
Per mantenere i reni in buona salute è fondamentale mantenere un'idratazione adeguata.
Infatti, questi organi filtrano il sangue, eliminano le scorie attraverso l’urina e contribuiscono a mantenere in equilibrio i principali minerali presenti nell’organismo.
Quando l’apporto di liquidi è insufficiente e si va incontro a disidratazione, le urine si concentrano e aumenta il rischio di formazione di calcoli renali. Una carenza di acqua prolungata, infatti, può favorire l’aggregazione di quelle sostanze che normalmente vengono disciolte nelle urine, come calcio, ossalato o acido urico, che cristallizzano formando piccoli aggregati solidi.
Tenuto presente questo è evidente che bere regolarmente nel corso della giornata permette di diluire queste sostanze e facilitarne l’espulsione tramite le urine, riducendo così la probabilità che si trasformino in calcoli. Inoltre, una buona idratazione aiuta a mantenere fluido il flusso sanguigno verso i reni, “aiutandoli” a lavorare meglio.
Quanta acqua bere per mantenere i reni in salute?
Premettendo che il fabbisogno idrico varia da persona a persona, mantenere una buona idratazione è, a prescindere, importante per supportare le funzioni renali.
In generale, per favorire l’eliminazione delle scorie attraverso le urine e diluire le sostanze potenzialmente litogene (ovvero tutte quelle sostanze potenzialmente in grado di formare i calcoli renali), si raccomanda un apporto quotidiano di liquidi che consenta di produrre circa due litri di urina al giorno.
Questo si traduce in un’assunzione complessiva di almeno 2-2,5 litri di acqua al giorno, considerando anche l’acqua contenuta negli alimenti.
Chi ha una predisposizione alla formazione di calcoli renali potrebbe aver bisogno di bere di più, ma solo se indicato da un medico. Un’assunzione eccessiva di liquidi, infatti, può causare squilibri nei livelli di sodio nel sangue, soprattutto in persone con funzionalità renale compromessa (ad esempio in presenza di insufficienza renale) o in dialisi, dove l’organismo non riesce a eliminare l’eccesso di acqua. In questi casi, insomma, bere troppa acqua rischia di “affaticare” i reni.
Ad ogni modo, controllare il colore delle urine può essere un indicatore utile dello stato di idratazione dell’organismo. In linea di massima, un’urina di colore chiaro riflette un buon livello di idratazione, mentre un’urina di colore scuro può indicare un apporto insufficiente di liquidi.
Quale acqua bere per la salute dei reni?
Per la salute dei reni è preferibile scegliere acque con caratteristiche che aiutino a “diluire” le sostanze presenti nelle urine e facilitare la loro eliminazione.
In particolare, sono consigliate acque oligominerali o minimamente mineralizzate, con un residuo fisso inferiore a 500 mg/l. Queste acque sono povere di sodio e calcio, tendono a favorire la diuresi e possono essere utili anche e soprattutto nella prevenzione della formazione dei calcoli renali.
In presenza della cosiddetta calcolosi da acido urico, invece, può essere indicata un’acqua cosiddetta bicarbonato-alcalina, che aiuta ad alcalinizzare le urine, rendendo meno probabile la formazione di nuovi cristalli.
Ogni caso, tuttavia, richiede una valutazione individuale da parte di un medico.
La composizione dell’acqua più adatta per la salute dei reni (ma anche del fegato, ad esempio) può infatti cambiare in base al tipo di calcoli, al profilo metabolico e alle condizioni cliniche del singolo paziente.
Dunque, purtroppo non esiste una singola risposta valida per tutti alla domanda “quale acqua bere per i reni”, o qual è la migliore acqua oligominerale per i reni. La scelta deve essere guidata dal medico o dallo specialista, anche alla luce dei risultati di eventuali esami per la funzionalità renale.

Residuo fisso dell'acqua: che impatto ha sui reni?
Il residuo fisso è un valore che rappresenta la quantità di sali minerali presenti nell’acqua dopo l’evaporazione a 180°C. Viene espresso in milligrammi per litro e permette di “classificare” le acque in base alla loro mineralizzazione. Per quanto riguarda la salute dei reni, il residuo fisso è un parametro importante perché va di fatto a incidere sulla quantità di sodio, calcio e altri minerali assunti attraverso l’acqua.
Le acque oligominerali, con residuo fisso compreso tra 150 e 500 mg/L, sono considerate le più adatte per favorire la diuresi e prevenire la formazione di calcoli.
Un residuo fisso più basso, in genere sotto i 150 mg/L, è generalmente consigliato a chi ha una predisposizione alla formazione di calcoli o ha valori di creatinina alta, e deve dunque prestare attenzione.
Ciò detto, ad oggi il legame tra durezza dell’acqua e rischio di formazione di calcoli renali è ancora oggetto di dibattito. Alcuni studi suggeriscono che un’elevata concentrazione di calcio possa favorire la comparsa di calcoli, mentre altri ritengono che l’impatto dipenda da più fattori, e che in alcuni casi l’assunzione di calcio possa addirittura ridurre il rischio.
In assenza di un consenso univoco, comunque, per evitare errori è sempre raccomandabile affidarsi a un medico prima di modificare le proprie abitudini e prima di adottare una dieta per i calcoli renali.
Quali sono le bevande da evitare per chi ha calcoli ai reni?
In presenza di calcoli ai reni alcune bevande andrebbero fortemente limitate o direttamente evitate. Questo perché alcune di esse possono aumentare il rischio di formazione o recidiva dei calcoli renali.
In particolare:
- Le bevande zuccherate, comprese bibite e succhi industriali, possono favorire l’aumento dell’acido urico e della concentrazione urinaria di calcio, entrambi fattori coinvolti nella formazione dei calcoli;
- Le bevande a base di cola, perché oltre a zuccheri e caffeina contengono acido fosforico, il cui consumo è associato a un maggior rischio di formazione di calcoli;
- Tè, compreso il tè nero e il tè verde, soprattutto se consumato in grandi quantità. Questo perché è ricco di ossalati, sostanze che possono contribuire alla formazione dei calcoli di ossalato di calcio;
- Succhi e bevande ad alto contenuto di potassio, compresa l’acqua e il latte di cocco;
- Le bevande alcoliche, poiché esercitano un effetto disidratante e possono andare potenzialmente ad alterare alcuni equilibri metabolici coinvolti anche nel processo di formazione dei calcoli.
Consigli e indicazioni generali per la salute dei reni
Per mantenere i reni in salute non è importante sapere solo quale acqua bere, ma è anche fondamentale seguire alcune indicazioni pratiche. In particolare:
- Curare la propria idratazione, bevendo regolarmente durante la giornata. Questa abitudine, infatti, oltre ad essere fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo, aiuta a diluire le sostanze presenti nelle urine e a favorirne l’eliminazione, riducendo il rischio che si concentrino e cristallizzino. Questo principio è valido sia nella prevenzione dei calcoli renali, sia nel ridurre la possibilità di recidive;
- L’idratazione non deriva solo dall’acqua bevuta, ma anche da quella introdotta con gli alimenti. Frutta e verdura contribuiscono infatti all’apporto complessivo di liquidi;
- Distribuire l’assunzione di liquidi nell’arco della giornata, evitando di concentrare grandi quantità in poco temp;
- Seguire uno stile di vita sano, e una dieta equilibrata. In particolare, si ritiene che l’adozione della dieta mediterranea, con un apporto moderato di proteine animali, sale e zuccheri semplici, e con il supporto di un nutrizionista, sia associata a un minor rischio di calcolosi.
Fonti:
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- Uribarri, J. (2020). Chronic kidney disease and kidney stones. Current Opinion in Nephrology & Hypertension, 29(2), 237–242. https://doi.org/10.1097/mnh.0000000000000582
- Rule, A. D., Lieske, J. C., & Pais, V. M. (2020). Management of Kidney Stones in 2020. JAMA, 323(19), 1961–1961. https://doi.org/10.1001/jama.2020.0662
- Siener, R. (2021). Nutrition and Kidney Stone Disease. Nutrients, 13(6), 1917–1917. https://doi.org/10.3390/nu13061917