Dieta per l'Helicobacter pylori: cosa mangiare e cosa evitare

L'Helicobacter pylori è un batterio a forma di spirale che può insediarsi nella mucosa gastrica, e che può causare gastrite e ulcere. Vediamo quali alimenti consumare e quali evitare in una dieta che aiuti con la gestione dei sintomi. 

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Dieta per l’helicobacter pylori

La dieta può contribuire a ridurre i sintomi dell'infezione da Helicobacter pylori e supportare il trattamento prescritto dal medico. Scegliere gli alimenti più adatti può aiutare a limitare l'irritazione della mucosa gastrica e rendere più tollerabile il percorso terapeutico.

Cos'è l'Helicobacter pylori?

L'Helicobacter pylori è un batterio a forma di spirale che colonizza la mucosa dello stomaco. Si tratta di una delle infezioni batteriche più diffuse al mondo: molte persone non manifestano alcun sintomo, mentre altre possono sviluppare gastrite e ulcera peptica o altri disturbi gastrointestinali. Se non trattata, in alcuni casi l'infezione può aumentare il rischio di complicanze gastriche, motivo per cui è importante seguire il percorso diagnostico e terapeutico indicato dal medico.

L’infezione da Helicobacter pylori può essere asintomatica o difficile da rintracciare, poiché la sintomatologia che causa è comune a diverse altre patologie alimentari, o collegate al tratto gastrointestinale, come il reflusso o i disturbi causati dalla celiachia. Tra i sintomi più comuni dell'Helicobacter pylori troviamo:

In presenza di sintomi persistenti o di segnali di allarme, come sangue nelle feci, vomito con sangue, perdita di peso involontaria o anemia, è importante rivolgersi tempestivamente al medico.

Alcune condizioni richiedono un’alimentazione mirata per stare meglio.

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Come si prende l'Helicobacter pylori?

L'Helicobacter pylori si trasmette principalmente per via oro-orale o oro-fecale, attraverso il contatto con saliva, alimenti o acqua contaminati. La trasmissione avviene più frequentemente durante l'infanzia e può essere favorita da condizioni igienico-sanitarie non ottimali e dalla convivenza in ambienti affollati.

Nella maggior parte dei casi non è possibile individuare con certezza quando o come sia avvenuto il contagio. 


Helicobacter pylori come si prende

Come si cura l'Helicobacter pylori?

In caso di infezione da Helicobacter pylori confermata da un test diagnostico, solo il medico può prescrivere la terapia più appropriata.

Generalmente, il trattamento prevede la somministrazione di antibiotici specifici, associati, quando necessario, a farmaci gastroprotettori per ridurre i sintomi della gastrite e gli altri disturbi causati dall'infezione.

Al termine del trattamento di solito viene ripetuto un test diagnostico per valutare se l’eradicazione sia andata o meno a buon fine.

Cosa mangiare con l'Helicobacter pylori durante il trattamento

Durante il trattamento dell'infezione da Helicobacter pylori è consigliabile seguire un'alimentazione equilibrata, scegliendo alimenti generalmente ben tollerati e limitando quelli che possono peggiorare i sintomi gastrointestinali. Sebbene non esista una dieta valida per tutti, alcuni accorgimenti possono contribuire a rendere più confortevole il percorso terapeutico. In particolare, può essere utile:

  • consumare pasti piccoli e frequenti, evitando pasti molto abbondanti;
  • preferire cotture semplici, come al vapore, al forno o alla piastra;
  • mantenere una buona idratazione;
  • seguire la terapia prescritta dal medico senza interromperla autonomamente.

L'alimentazione deve comunque essere adattata ai sintomi e alla tolleranza individuale. Alcuni alimenti possono accentuare il bruciore o altri disturbi gastrici, mentre altri risultano generalmente meglio tollerati.

Alimenti da evitare con l'Helicobacter pylori

Non esistono alimenti che debbano essere eliminati in modo assoluto da tutte le persone con Helicobacter pylori. Tuttavia, durante l'infezione o la terapia alcuni cibi possono peggiorare i sintomi gastrointestinali. Se si nota un aumento del fastidio dopo averli consumati, può essere utile limitarne l'assunzione.

Tra gli alimenti che è generalmente consigliabile consumare con moderazione troviamo:

  • alcol, che può irritare la mucosa gastrica,
  • cibi molto grassi, che possono rallentare la digestione e aumentare la sensazione di pesantezza,
  • alimenti molto piccanti, che in alcune persone possono accentuare bruciore e dolore gastrico,
  • cibi ricchi di sale, poiché un consumo eccessivo è associato a un maggior rischio di danno della mucosa gastrica,
  • carni lavorate, come salumi e insaccati, da consumare con moderazione nell'ambito di una dieta equilibrata,
  • bevande zuccherate e alimenti ricchi di zuccheri aggiunti, il cui consumo elevato è stato associato a un'alterazione dell'equilibrio del microbiota intestinale.

È poi fondamentale evitare di seguire diete sbilanciate o ridurre in autonomia intere categorie di alimenti, poiché si potrebbe incorrere in un peggioramento dei sintomi.

Cosa mangiare con l'Helicobacter pylori

Una dieta per l'Helicobacter pylori dovrebbe essere equilibrata, varia e adattata alla tolleranza individuale. Alcuni alimenti sono stati studiati per il loro possibile ruolo nel supportare la salute della mucosa gastrica o nel ridurre la colonizzazione del batterio. Tuttavia, le evidenze disponibili non sono sufficienti a considerarli una terapia e non sostituiscono il trattamento prescritto dal medico.

Alimenti generalmente ben tolleratiAlimenti da limitare se peggiorano i sintomi
Verdura cottaAlcol
Frutta ben tollerataCibi molto grassi
Cereali integrali (se ben tollerati)Cibi molto piccanti
Legumi (secondo tolleranza)Salumi
PesceBevande zuccherate
Olio extravergine d'olivaCibi molto salati

Tra gli alimenti maggiormente studiati per il loro possibile ruolo nel supportare la gestione dell'infezione troviamo:

  • germogli di broccoli, fonte di sulforafano, un composto oggetto di studio per il suo potenziale effetto sull'Helicobacter pylori,
  • frutti di bosco, in particolare i mirtilli rossi (cranberry), che in alcuni studi hanno mostrato di ostacolare l'adesione del batterio alla mucosa gastrica,
  • olio extravergine d'oliva e alimenti ricchi di omega-3, come il pesce azzurro, inseriti nell'ambito di un'alimentazione equilibrata,
  • tè verde, ricco di polifenoli studiati per il loro possibile effetto protettivo sulla mucosa gastrica,
  • miele, in particolare quello di Manuka, che ha mostrato attività antibatterica in studi di laboratorio, anche se le evidenze cliniche sono ancora limitate.

È importante ricordare che nessun alimento è in grado di sostituire la terapia antibiotica prescritta dal medico. La dieta rappresenta un supporto al trattamento e deve essere personalizzata in base alle esigenze del singolo paziente.
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Fonti:

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