Plasil: a cosa serve, come si usa e quali sono gli effetti collaterali

Il Plasil è un farmaco antiemetico a base di metoclopramide, utilizzato contro nausea e vomito. Vediamo indicazioni, modalità d’uso, controindicazioni ed effetti collaterali.
Scritto daManuela AmatoDott.ssa Biologa Nutrizionista e Copywriter
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato24 settembre 2026
•
Aggiornato24 settembre 2026
Trova il professionista giusto per te.
Trova un nutrizionista
plasil.jpg

Il Plasil è uno dei farmaci più diffusi per prevenire e trattare la nausea e il vomito. Il suo uso richiede un'attenta comprensione dei dosaggi, delle indicazioni terapeutiche e dei potenziali effetti indesiderati.

Cos'è il Plasil e a cosa serve

Plasil è un farmaco a base di metoclopramide, un procinetico con attività antiemetica che agisce sul sistema nervoso e sull'apparato gastrointestinale, riducendo nausea e vomito e favorendo la motilità gastrica.

Negli adulti è indicato per la prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia, per la prevenzione di nausea e vomito da radioterapia, e per il trattamento sintomatico di nausea e vomito, anche associati all'emicrania acuta.

Nei bambini da 1 a 18 anni è previsto solo come trattamento di seconda linea per la prevenzione della nausea e del vomito ritardati indotti da chemioterapia.

La metoclopramide non ha alcun effetto dimagrante e non favorisce il calo di peso. Il suo utilizzo deve quindi essere limitato alle indicazioni terapeutiche previste, evitando l'automedicazione.

Come agisce sul sistema digerente (azione procinetica)

La metoclopramide esercita un’azione procinetica, favorendo lo svuotamento gastrico e la progressione del contenuto alimentare verso l’intestino. Agisce principalmente come antagonista competitivo dei recettori della dopamina (D1 e D2) e dei recettori della serotonina (5-HT3) e come agonista aspecifico dei recettori 5-HT4, stimolando la motilità intestinale.

Questa azione aumenta il tono e la forza delle contrazioni gastriche, favorisce il rilassamento del piloro e aumenta il tono dello sfintere esofageo inferiore, contribuendo a ridurre il reflusso gastroesofageo. Il risultato è un più rapido svuotamento dello stomaco, senza significative modifiche della secrezione gastrica, pancreatica e biliare.

In parole semplici: la metoclopramide aiuta lo stomaco a contrarsi e svuotarsi più rapidamente, facilitando il passaggio del cibo nell’intestino e riducendo il reflusso.

Dosaggio e modalità d'uso

Il Plasil è disponibile in diverse formulazioni, tra cui compresse da 10 mg, sciroppo da 10 mg/10 ml e soluzione iniettabile da 10 mg/2 ml. La posologia deve essere sempre stabilita dal medico e seguire le indicazioni riportate nei documenti ufficiali AIFA.

Negli adulti, la dose abituale è di 10 mg per somministrazione, fino a un massimo di 3 volte al giorno. La dose complessiva non deve superare 30 mg al giorno o 0,5 mg/kg di peso corporeo, mentre la durata del trattamento non dovrebbe generalmente superare 5 giorni. Le formulazioni orali, come compresse e sciroppo, vengono generalmente assunte prima dei pasti. Questa precauzione riduce il rischio di assumere una quantità eccessiva di farmaco.

È inoltre fondamentale rispettare un intervallo di almeno 6 ore tra due somministrazioni, anche in caso di vomito dopo l’assunzione.

Nei bambini e negli adolescenti da 1 a 18 anni, la dose viene invece calcolata in base al peso corporeo: 0,1-0,15 mg/kg per dose, fino a un massimo di 3 somministrazioni al giorno e 0,5 mg/kg nelle 24 ore.

Infine, negli anziani e nei pazienti con insufficienza renale o epatica grave può essere necessario modificare la dose. In particolare, la riduzione può arrivare fino al 75% nei casi di grave insufficienza renale e al 50% in presenza di grave insufficienza epatica

Controindicazioni ed effetti collaterali

Plasil agisce bloccando i recettori dopaminergici e può causare effetti indesiderati, soprattutto neurologici. Il più comune è la sonnolenza, mentre tra i più rilevanti ci sono i disturbi extrapiramidali.

Questi comprendono spasmi e movimenti involontari di viso e collo, tremori, rigidità, distonie, deviazioni involontarie degli occhi e acatisia, cioè irrequietezza motoria. Sono più frequenti nei bambini e nei giovani adulti, soprattutto a dosi elevate, e possono comparire anche dopo una sola dose. Generalmente regrediscono con la sospensione del farmaco, che va interrotto e segnalato tempestivamente al medico in caso di comparsa dei sintomi.

L'uso prolungato può causare discinesia tardiva, caratterizzata da movimenti involontari persistenti e potenzialmente irreversibili, soprattutto negli anziani. Per questo motivo, il trattamento non dovrebbe superare i 3 mesi consecutivi.

Raramente può comparire la Sindrome Neurolettica Maligna, una reazione grave con febbre elevata, rigidità muscolare, alterazioni della pressione, sudorazione intensa e alterazioni dello stato di coscienza. Richiede la sospensione immediata del farmaco e assistenza medica.

Tra gli altri effetti indesiderati sono possibili diarrea, stanchezza, ipotensione, depressione, alterazioni della prolattina, bradicardia e, più raramente, allucinazioni. Sonnolenza, capogiri e vertigini possono inoltre compromettere la capacità di guidare o utilizzare macchinari.

Plasil in gravidanza e allattamento: cosa dice la scheda tecnica

Plasil non è un farmaco da banco indicato per il trattamento della comune nausea in gravidanza o della nausea mattutina. Il suo utilizzo in questo contesto deve, pertanto, avvenire solo su indicazione medica e dopo un'attenta valutazione del rapporto tra benefici e possibili rischi.

I dati disponibili, relativi a oltre 1.000 esposizioni, non hanno evidenziato un aumento del rischio di malformazioni congenite o tossicità fetale. Se necessario, il farmaco può quindi essere utilizzato durante la gravidanza sotto controllo medico. L'uso è invece sconsigliato nel terzo trimestre, poiché può aumentare il rischio di disturbi extrapiramidali nel neonato.

Durante l'allattamento, la metoclopramide passa nel latte materno, seppure a basse concentrazioni. Poiché non si possono escludere effetti indesiderati a livello neurologico nel lattante, il suo impiego non è generalmente raccomandato. Qualora il trattamento fosse ritenuto indispensabile per la madre, il medico dovrà valutare caso per caso anche l'eventuale necessità di interrompere l'allattamento.

Una cosa importante

Le informazioni che trovi in questo articolo hanno uno scopo divulgativo, e non sostituiscono il parere di un medico. Ogni persona reagisce in modo diverso ai farmaci, e questo vale anche per gli eventuali effetti collaterali.

Per capire cosa è meglio per te, parla con un medico e leggi bene il foglietto illustrativo.

Quando non assumerlo senza parere medico

Il Plasil è un farmaco soggetto a prescrizione medica che richiede un'attenta valutazione specialistica prima dell'assunzione. La sua assunzione è assolutamente controindicata nelle seguenti situazioni cliniche:

  • Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti,
  • Emorragia gastrointestinale, ostruzione meccanica o perforazione intestinale,
  • Feocromocitoma, per il rischio di severe crisi ipertensive,
  • Glaucoma,
  • Epilessia o Morbo di Parkinson, poiché può aggravare le crisi o i sintomi parkinsoniani,
  • Associazione con Levodopa o agonisti dopaminergici,
  • Storia di discinesia tardiva da neurolettici o metoclopramide,
  • Bambini di età inferiore a 1 anno.

Plasil è indicato per trattamenti acuti di breve durata e non deve essere impiegato a lungo termine. In caso di nausea cronica o ricorrente, è quindi importante evitare l'automedicazione e rivolgersi a un gastroenterologo, che potrà individuarne la causa e valutare i più adatti rimedi per la nausea in base all'origine del disturbo.

Fonti:

Sitografia

Plasil – Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP).

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). 

Alcune domande che potresti avere