Nutrizionista per colon irritabile: l’importanza di rivolgersi a uno specialista

Un nutrizionista per il colon irritabile può aiutare a costruire una dieta personalizzata, riducendo i cibi che peggiorano i sintomi senza ricorrere a esclusioni inutili o schemi eccessivamente restrittivi.

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Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito
nutrizionista colon irritabile

Il nutrizionista per il colon irritabile può aiutare a impostare un’alimentazione adatta a contenere e gestire i sintomi dell’IBS. Il percorso nutrizionale in questo caso aiuta a riconoscere gli alimenti tollerati e valutare i possibili trigger, costruendo una dieta che possa essere sostenibile nel tempo.

Perché affidarsi a un nutrizionista specializzato nell'intestino?

Affidarsi a un nutrizionista per il colon irritabile serve a costruire una dieta adatta non solo ai sintomi, ma anche alla propria situazione specifica.

La sindrome dell’intestino irritabile, o IBS (acronimo per Irritable Bowel Syndrome), è infatti un disturbo gastrointestinale cronico che può manifestarsi con diversi sintomi e diversi alimenti scatenanti, motivo per cui non è possibile definire un piano alimentare che sia valido per tutti. Alcuni alimenti possono, infatti, peggiorare i sintomi in una persona e risultare tollerabili in un’altra. 

Un nutrizionista specializzato nella cura dell’intestino può quindi valutare la situazione ed elaborare un piano ad-hoc sulla persona.

Identificare i trigger alimentari individuali

Identificare i trigger alimentari individuali è fondamentale. Si tratta, in pratica, di identificare quei cibi che causano il peggioramento dei sintomi del colon irritabile.

La tolleranza dei singoli alimenti, infatti, cambia da persona a persona e può dipendere non solo dall’alimento in sé, ma anche da:

  • Quantità;
  • Frequenza di consumo; 
  • Tipologia di cottura;
  • Abbinamenti con altri cibi. In questo senso è potenzialmente utile valutare le verdure per il colon irritabile, che generalmente risultano più tollerabili;
  • “Fase” dei sintomi: un alimento può risultare fastidioso in un periodo e più tollerabile in un altro.

Benefici di un piano alimentare mirato

Un piano alimentare mirato per il colon irritabile e costruito con il supporto di un nutrizionista può aiutare a ridurre i sintomi senza “impoverire” la dieta, evitando carenze nutrizionali e rendendo l’alimentazione sostenibile nel tempo.

In particolare, un nutrizionista può costruire una dieta settimanale per colon irritabile che tenga conto:

  • Dei sintomi prevalenti;
  • Delle abitudini quotidiane;
  • Delle preferenze alimentari;
  • Dell’eventuale presenza di intolleranze o allergie.

Un piano ben strutturato può inoltre aiutare a organizzare la giornata alimentare, evitando digiuni prolungati e pasti troppo abbondanti.

Il percorso nutrizionale per la Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS)

Il percorso nutrizionale per la sindrome dell’intestino irritabile, o IBS, non serve per “guarire”, ma piuttosto per gestire i sintomi attraverso una dieta personalizzatamodificabile nel tempo.

Un nutrizionista per il colon irritabile dunque, all’inizio del percorso raccoglie tutte le informazioni utili riguardo il paziente, e in particolare:

  • Sulle abitudini alimentari;
  • Sullo stile di vita;
  • Sull'eventuale livello di attività fisica;
  • Sull’andamento dei disturbi intestinali. In particolare aiuta a valutare quando e se alcuni alimenti causino il peggioramento gonfiore, crampi o irregolarità intestinale.

Il percorso nutrizionale può inoltre includere tutta una serie di indicazioni e buone pratiche da seguire per contenere la sintomatologia, in particolare:

  • Preferire pasti leggeri e frequenti, rispetto a pochi pasti abbondanti;
  • Masticare lentamente ogni boccone;
  • Curare la propria idratazione;
  • Ridurre il consumo di alimenti che tendono a fermentare o irritare l’intestino;
  • Effettuare attività fisica leggera, ma in maniera regolare.

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La dieta low-FODMAP: cos'è e come funziona

La dieta low-FODMAP è un protocollo alimentare che riduce temporaneamente il consumo di alcuni carboidrati fermentabili, in modo da poterne valutare l’effetto sui sintomi del colon irritabile

I FODMAP, infatti, sono carboidrati a corta catena, cioè zuccheri che l’intestino tenue in alcuni casi tende ad assorbire con difficoltà. Quando arrivano nel colon, possono richiamare acqua e fermentare a contatto con il microbiota intestinale, aumentando la produzione di gas e peggiorando alcuni sintomi, in particolare gonfiore, dolore addominale e alterazioni dell’evacuazione.

La dieta low-FODMAP prevede quindi una riduzione iniziale degli alimenti ricchi di FODMAP, seguita da una loro reintroduzione progressiva per capire quali gruppi di alimenti vengano tollerati e quali causino, invece, un peggioramento dei i sintomi.

Le tre fasi del protocollo: eliminazione, reinserimento e personalizzazione a lungo termine

Il protocollo low-FODMAP prevede tre fasi: eliminazione temporaneareinserimento gradualepersonalizzazione della dieta. In particolare:

  • La fase dell’eliminazione di solito dura da 3 a 6 settimane e prevede la riduzione degli alimenti ad alto contenuto di FODMAP. L’obiettivo è osservare se i sintomi gastrointestinali migliorino quando diminuiscono i carboidrati fermentabili nella dieta;
  • La seconda fase è il reinserimento. Gli alimenti vengono reintrodotti uno alla volta, in quantità crescenti. Ogni gruppo di FODMAP viene testato separatamente per comprendere quale sia la tolleranza dell’organismo. In genere in questa fase viene richiesto di compilare un diario alimentare, che può aiutare ad annotare sintomi, porzioni e tempi di comparsa dei disturbi.
  • La terza e ultima fase è la personalizzazione a lungo termine. Una volta individuate le tolleranze individuali, la dieta viene ampliata il più possibile, limitando solo gli alimenti o i gruppi che causano sintomi rilevanti.

Il nutrizionista per il colon irritabile guida, ovviamente, ogni fase del protocollo, valutando di effettuare eventuali modifiche in base ai sintomi, alle abitudini alimentari e alla tolleranza personale del paziente

Serenis Nutrizione: specialisti al tuo fianco

Serenis Nutrizione permette di iniziare un percorso online con una serie di professionisti della nutrizione, anche quando serve supporto per gestire la sindrome del colon irritabile.

Il servizio mette a disposizione nutrizionisti online, dietologi ed endocrinologi. Il primo colloquio è gratuito e le visite possono essere effettuate da casa o da qualunque luogo si desideri: sono necessari solo un dispositivo con una webcam e una connessione internet stabile.

Il percorso online con il nutrizionista funziona in modo simile a quello in presenza. Nel primo incontro il professionista raccoglie informazioni sulla storia personale e familiare, sulle eventuali allergie o intolleranze, sugli obiettivi e sulle abitudini quotidiane. Quando non può effettuare direttamente alcune misurazioni, può richiedere dati, foto, analisi o misurazioni eseguite in autonomia o presso dei laboratori.

Serenis Nutrizione offre anche tutta una serie di strumenti digitali utili durante il percorso, come il piano alimentare consultabile nell’area personale e il diario alimentare. Nel caso dell’IBS, il monitoraggio è particolarmente utile perché i sintomi possono cambiare nel tempo: un percorso guidato che comprenda le indicazioni su come iniziare una dieta permette di correggere il piano alimentare “in corsa” qualora necessario.

FAQs

Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati?

Le tempistiche non sono uguali per tutti, ma dipendono dai sintomi, dalla tolleranza individuale e dalla risposta al piano alimentare.
Se viene impostata una dieta low-FODMAP, la prima fase dura in genere da 3 a 6 settimane, ma il percorso completo richiede anche la reintroduzione graduale degli alimenti e la personalizzazione della dieta.

Che dieta devo fare per il colon irritabile?

La dieta per il colon irritabile deve essere personalizzata in base ai sintomi e alla tolleranza individuale.
In alcuni casi può essere indicata una dieta low-FODMAP, cioè povera di alcuni carboidrati fermentabili. Tuttavia, le indicazioni variano da persona a persona.

Il nutrizionista cura anche la disbiosi intestinale?

Il nutrizionista non “cura” la disbiosi intestinale in senso medico, ma può intervenire sull’alimentazione quando questa influisce sui sintomi intestinali.

Per l'IBS meglio il dietologo o il nutrizionista?

Per l’IBS la scelta tra dietologo e nutrizionista dipende strettamente dalla situazione clinica.

Il nutrizionista per il colon irritabile può seguire il percorso alimentare, valutare abitudini, tolleranze e piano nutrizionale. Il dietologo, essendo medico, può occuparsi anche di diagnosi, gestione di patologie e prescrizione di farmaci qualora necessario.

Fonti:

  • Bertin, L., Zanconato, M., Crepaldi, M., Marasco, G., Cremon, C., Barbara, G., Barberio, B., Zingone, F., & Savarino, E. V. (2024). The Role of the FODMAP Diet in IBS. Nutrients, 16(3), 370. https://doi.org/10.3390/nu16030370