Mandarino: stagionalità e benefici

Il mandarino è un agrume invernale molto amato, dolce e ricco di vitamina C, antiossidanti e fibre. Tuttavia, è anche ricco di zuccheri.

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mandarino

Il mandarino è uno degli agrumi più consumati durante l’inverno. È molto dolce e ricco di vitamina C, e viene spesso confuso con altri tipi di agrume.

Cos'è il mandarino?

Il mandarino è un agrume appartenente al genere Citrus, della famiglia delle Rutacee. A differenza dell’arancia, con cui viene spesso confuso, è una specie distinta e non un ibrido. 
Si tratta di un frutto di piccole dimensioni, dalla forma sferica leggermente appiattita, dal colore arancione talvolta tendente al rosso, con buccia sottile, liscia o leggermente rugosa, che si stacca facilmente dalla polpa. Gli spicchi interni sono dolci, succosi e separabili con facilità. Tutto questo rende il mandarino pratico da consumare anche fuori casa.

Si ritiene sia originario dell’Asia orientale, e che sia stato introdotto in Europa nel XIX secolo. Ad oggi viene coltivato in molte aree del mondo, soprattutto nelle zone con climi miti e temperati: ad esempio, in Italia la sua produzione è concentrata principalmente nelle regioni meridionali. 

Qual è la stagionalità del mandarino?

Il mandarino è un frutto tipicamente invernale, tant’è che molte persone lo associano istintivamente al periodo natalizio. 
In Italia la sua presenza sul mercato inizia generalmente a novembre e si prolunga fino a febbraio, con alcune varietà che possono essere raccolte già a partire da ottobre. La piena stagionalità corrisponde dunque ai mesi più freddi dell’anno, periodo in cui la disponibilità di agrumi locali è maggiore.

Il consumo di mandarini durante i mesi invernali lo lega anche, per via del contenuto di vitamina C, a leggende metropolitane che collegano vitamina C e raffreddore, secondo cui tale sostanza sarebbe legata alla prevenzione dei malanni stagionali.

Mandarino, mandarancio e clementina: sono lo stesso frutto?

No. Mandarinomandarancioclementina non sono lo stesso frutto, sebbene molte persone colloquialmente tendano a usare i loro nomi come sinonimo. Andando più nello specifico, il mandarino è una specie autonoma all’interno del genere Citrus, mentre il mandarancio e la clementina sono il risultato di incroci botanici che hanno prodotto ibridi con caratteristiche differenti.

Mandarancio” è un termine generico che indica diversi incroci tra il mandarino e altri agrumi, come l’arancia dolce. La clementina, a sua volta, è uno di questi ibridi, come il pompelmo. Nasce infatti dall’incrocio tra il mandarino e l’arancio amaro o dolce
Ha una buccia liscia, un colore più acceso, sapore meno acido e,a  differenza del mandarino, l’interno degli spicchi è privo di semi

Quali sono le caratteristiche del mandarino?

Il mandarino è un agrume di piccole dimensioni, dalla forma sferica leggermente appiattita e con buccia sottile, che si stacca facilmente dalla polpa. 
Il frutto pesa solitamente tra i 50 e i 100 grammi e contiene una serie di spicchi succosi, dolci e ben separabili, coperti da una leggera pellicina biancastra. La colorazione della buccia varia dal giallo-arancio al rosso, a seconda della varietà, mentre la consistenza può essere liscia o leggermente ruvida. 

Si tratta di un frutto ricco di acqua, ma il mandarino maturo si distingue anche per il profumo aromatico e tipico, e per l’elevata concentrazione di zuccheri semplici, che lo rendono uno degli agrumi più dolci.

Per quanto riguarda l’albero del mandarino, le sue foglie sono di piccole dimensioni e la pianta, se coltivata, raggiunge altezze generalmente comprese tra i 2 e i 4,5 metri.

I valori nutrizionali del mandarino

Di seguito, riportiamo una tabella con i valori nutrizionali medi per 100 grammi di parte edibile di mandarino. Tali valori possono differire leggermente a seconda della varietà del frutto:

ComponenteQuantità per 100 g
Energia72 kcal
Acqua81,4 g
Proteine0,9 g
Lipidi totali0,3 g
Carboidrati totali17,6 g
Zuccheri semplici17,6 g
Fibra alimentare1,7 g
• di cui solubile0,67 g
• di cui insolubile1,03 g
Potassio210 mg
Calcio32 mg
Fosforo19 mg
Ferro0,3 mg
Sodio1 mg
Vitamina C42 mg
Vitamina A18 µg 
Tiamina (Vitamina B1)0,08 mg
Riboflavina (Vitamina B2)0,07 mg
Niacina (Vitamina PP)0,30 mg

mandarino

Le proprietà del mandarino: possibili benefici

Il mandarino possiede diverse proprietà potenzialmente interessanti
È, infatti, ricco di vitamina C, fibre e composti antiossidanti, tutti elementi che possono potenzialmente contribuire a fornire diversi effetti positivi per la salute. 

Basti pensare che una porzione da circa 90 grammi, in genere pari a due frutti di medie dimensioni, copre oltre un quarto del fabbisogno quotidiano di vitamina C per una persona adulta. Questo micronutriente è molto utile per la nostra salute, poiché è coinvolto nella protezione delle cellule dallo stress ossidativo, supporta la salute del sistema immunitario e partecipa alla sintesi del collagene, una proteina essenziale per tessuti come pelle, vasi sanguigni e ossa.

Inoltre:

  • La presenza di carotenoidi come il beta-carotene, che conferisce al mandarino il tipico colore arancione, fornisce i precursori della vitamina A, utile per la vista e per il corretto funzionamento delle difese immunitarie. Questi composti, insieme ai flavonoidi, svolgono un’azione antiossidante e sono stati studiati per il loro potenziale effetto nel contrastare l’ossidazione del colesterolo LDL, processo associato alla formazione di placche aterosclerotiche;
  • Contiene sia fibra solubile, sia fibra insolubile. La prima può contribuire alla riduzione del colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo “cattivo”, e al controllo della glicemia. La seconda, invece, favorisce il senso di sazietà e la regolarità intestinale;
  • Tra i minerali, il mandarino fornisce potassio, utile per regolare la pressione sanguigna, calcio, magnesio e piccole quantità di ferro e rame. La presenza di questi elementi può, potenzialmente, contribuire al mantenimento della densità ossea.

Tuttavia, come sempre ricordiamo che questi benefici sono solo potenziali e “ottenibili” solo inserendo con criterio questo agrume all’interno di una dieta bilanciata, stilata da un nutrizionista sulla base delle proprie esigenze individuali.

Quali sono le controindicazioni del mandarino?

Le principali controindicazioni del mandarino riguardano  soprattutto il contenuto di zuccheri semplici. 
Dal punto di vista nutrizionale, infatti, 100 grammi di mandarino apportano circa 17 grammi di zuccheri solubili, in gran parte fruttosio. 
Questa caratteristica rende il frutto tendenzialmente meno saziante rispetto ad altri tipi di frutta più ricchi di fibra e può favorire l’assunzione di quantità elevate, soprattutto come spuntino ripetuto.

Per questo motivo, il mandarino andrebbe consumato con moderazione soprattutto qualora si segua una dieta per insulino-resistenza e in presenza di diabete

Un altro aspetto da considerare riguarda i prodotti conservati a base di mandarino, ad esempio frutti sciroppati o conserve, che possono contenere zuccheri aggiunti. In questi casi occorre seguire i classici consigli su come fare la spesa, controllando scrupolosamente le informazioni riportate sulla confezione.  

Infine, come del resto avviene per altri agrumi, la buccia sottile può danneggiarsi facilmente, favorendo il deterioramento del frutto se non conservato correttamente. Qualora la buccia appaia danneggiata, e il frutto molle, maleodorante o dal sapore alterato, solitamente è prudente evitare di consumarlo.

Fonti:

  • Wang, H., Cheng, Z., & Smyth, R. (2019). Health outcomes, health inequality and Mandarin proficiency in urban China. China Economic Review, 56, 101305–101305. https://doi.org/10.1016/j.chieco.2019.101305‌