Tachicardia cosa mangiare: alimenti consigliati e cosa evitare

Quali alimenti scegliere, quali limitare e cosa bere quando il cuore accelera. Consigli pratici della nutrizionista e segnali per cui è meglio sentire il medico.
Scritto daManuela AmatoDott.ssa Biologa Nutrizionista e Copywriter
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato21 ottobre 2024
•
Aggiornato28 settembre 2026
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La tachicardia, cioè un battito cardiaco che a riposo supera i 100 battiti al minuto, non si cura con l'alimentazione, ma ciò che mangi e bevi può influire sia sugli episodi sia su come li vivi. Pasti troppo abbondanti, caffeina, alcol e zuccheri semplici sono tra i fattori più spesso chiamati in causa, mentre un'alimentazione ricca di frutta, verdura, cereali integrali e pesce azzurro sostiene la salute del cuore nel lungo periodo.

In questa guida vediamo cosa mangiare con la tachicardia, quali alimenti evitare, cosa bere e cosa fare quando il battito accelera dopo i pasti. Se la tachicardia è frequente, compare a riposo o si accompagna a dolore al petto, mancanza di respiro o svenimento, serve prima di tutto una valutazione medica.

Tachicardia e alimentazione: che rapporto c'è

L'alimentazione non è la causa più frequente della tachicardia, ma può agire in tre modi. Può scatenare un episodio, per esempio con caffeina, alcol o un pasto molto abbondante. Può influire sull'equilibrio di minerali come potassio e magnesio, che partecipano all'attività elettrica del cuore. Nel lungo periodo può ridurre o aumentare fattori di rischio come sovrappeso, ipertensione e diabete, che sovraccaricano il cuore.

Per questo, quando ci si chiede tachicardia cosa mangiare, l'obiettivo non è trovare un cibo miracoloso che "abbassi" i battiti, ma costruire un modo di mangiare regolare, leggero e povero di stimolanti. Se la tachicardia dipende da una condizione medica, come ipertiroidismo, anemia o un'aritmia, la dieta affianca la terapia e non la sostituisce.

Tachicardia cosa mangiare: gli alimenti consigliati

Non esiste una dieta specifica per la tachicardia. Le indicazioni sono quelle della salute cardiovascolare, in linea con il modello mediterraneo.

Frutta e verdura, fonti di potassio e magnesio

Banane, kiwi, agrumi, albicocche, avocado, patate, spinaci, bietole e altre verdure a foglia verde apportano potassio e magnesio, due minerali coinvolti nella trasmissione dell'impulso elettrico del cuore. Una carenza, dovuta per esempio a sudorazione intensa, vomito, diarrea o uso di diuretici, può favorire palpitazioni e aritmie. La soluzione però è un'alimentazione varia e non l'eccesso: anche valori troppo alti di potassio possono essere pericolosi per il cuore.

Cereali integrali e carboidrati a lento assorbimento

Avena, farro, orzo, riso e pane integrale rilasciano glucosio in modo più graduale rispetto ai carboidrati raffinati. Aiutano quindi a evitare i picchi e i cali di glicemia che, in alcune persone, si accompagnano a palpitazioni. Anche i legumi, ricchi di magnesio, sono un'ottima alternativa.

Pesce azzurro e omega-3

Sgombro, alici, sardine e salmone forniscono acidi grassi omega-3, associati a un profilo cardiovascolare favorevole. Due o tre porzioni di pesce a settimana rientrano nelle indicazioni generali per la salute del cuore. Gli integratori di omega-3 non servono a "curare" la tachicardia e, ad alte dosi, in alcuni studi sono stati associati a un maggior rischio di fibrillazione atriale: meglio parlarne con il medico prima di assumerli.

Frutta secca, semi e olio extravergine

Mandorle, noci e semi, non salati, apportano magnesio e grassi insaturi. L'olio extravergine d'oliva è il condimento di riferimento. Le porzioni vanno mantenute moderate, perché sono alimenti molto calorici.

Cosa bere: acqua, tisane e camomilla

L'acqua è la bevanda di riferimento: una buona idratazione aiuta a mantenere stabile il volume del sangue, mentre la disidratazione può far accelerare il battito. Tra le tisane, camomilla, melissa e tiglio non contengono stimolanti e possono aiutare a rilassarsi, soprattutto se la tachicardia è legata a stress o ansia. Non ci sono però prove che abbassino direttamente la frequenza cardiaca. Il biancospino, spesso citato tra i rimedi naturali, può interagire con farmaci per il cuore e per la pressione e va usato solo con il parere del medico. Per approfondire, leggi il nostro articolo sulla camomilla.

Come organizzare i pasti

Meglio pasti di dimensioni moderate, distribuiti in quattro o cinque momenti nella giornata, mangiando lentamente. Evita di andare a letto subito dopo cena e di saltare i pasti, perché in alcune persone i digiuni prolungati possono favorire cali di glicemia.

Cosa non mangiare con la tachicardia: alimenti e sostanze da limitare

Quando si soffre di tachicardia o palpitazioni, l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Alcuni cibi e bevande, infatti, possono stimolare eccessivamente il sistema nervoso o affaticare la digestione, innescando o peggiorando gli episodi. Ecco a cosa fare particolare attenzione a tavola:

  • Caffeina ed energy drink: caffè, tè forte, cola e soprattutto energy drink stimolano il sistema nervoso. Nella maggior parte degli adulti sani un consumo moderato di caffè non aumenta il rischio di aritmie, ma chi soffre di palpitazioni può essere più sensibile. Una strategia pratica è ridurre gradualmente la caffeina e osservare se gli episodi diminuiscono. Gli energy drink, che uniscono caffeina, zuccheri e altre sostanze stimolanti, sono da evitare.
  • Alcol: anche quantità moderate di alcol possono scatenare episodi in alcune persone, in particolare di fibrillazione atriale (la cosiddetta holiday heart syndrome). In chi ha già aritmie, ridurre o eliminare l'alcol è una delle indicazioni più frequenti.
  • Zuccheri semplici, fritti e pasti abbondanti: dolci, bibite zuccherate e carboidrati raffinati provocano rapidi rialzi della glicemia, seguiti da cali che possono accompagnarsi a palpitazioni. Fritti e pasti molto ricchi di grassi rallentano la digestione e appesantiscono il lavoro dell'organismo dopo mangiato.
  • Sale e cibi processati: l'eccesso di sale favorisce l'ipertensione, fattore di rischio per le aritmie. L'OMS raccomanda meno di 5 grammi di sale al giorno. Limita salumi, formaggi stagionati, cibi in scatola e snack salati, e insaporisci con erbe aromatiche e spezie.
  • Liquirizia: un consumo elevato e prolungato di liquirizia (glicirrizina) può ridurre il potassio nel sangue e aumentare la pressione, favorendo le aritmie. Attenzione a caramelle, tisane e liquori alla liquirizia.
  • Un'attenzione ai farmaci: alcuni alimenti interagiscono con i farmaci per il cuore, per esempio il succo di pompelmo con alcuni antiaritmici e calcio-antagonisti. Se assumi una terapia, chiedi al medico o al farmacista.

Gestire la propria dieta in presenza di disturbi come la tachicardia può sembrare complesso, ma non devi farlo da solo. Con Serenis Nutrizione puoi affidarti a un nutrizionista online esperto, che ti aiuterà a costruire un piano alimentare completamente personalizzato, sicuro e su misura per le tue specifiche esigenze di salute e il tuo stile di vita.

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Tachicardia dopo i pasti: perché succede e cosa fare

Dopo mangiare è normale che il cuore lavori un po' di più: una parte del sangue si sposta verso l'apparato digerente e l'organismo compensa con un lieve aumento della frequenza. Quando l'accelerazione è marcata, tra le cause possibili ci sono:

  • pasti molto abbondanti o ricchi di grassi
  • picchi e cali di glicemia dopo pasti ricchi di zuccheri semplici
  • reflusso ed ernia iatale: la distensione dello stomaco e il reflusso possono stimolare il nervo vago e provocare palpitazioni, la cosiddetta sindrome gastrocardiaca (o di Roemheld)
  • caffeina o alcol assunti durante o dopo il pasto
  • ansia, che può amplificare la percezione del battito

In pratica aiuta mangiare porzioni più piccole e lentamente, evitare di sdraiarsi subito dopo mangiato, ridurre caffè, alcol e cibi grassi e, se c'è reflusso, seguire le indicazioni della dieta per il reflusso gastroesofageo. Se la tachicardia dopo i pasti è frequente, parlane con il medico: potrebbe servire un elettrocardiogramma.

Tachicardia cosa mangiare: alimenti consigliati

Esempio di giornata alimentare in caso di tachicardia

Un esempio indicativo, non un piano personalizzato:

  • colazione: yogurt naturale con fiocchi d'avena e una banana, oppure pane integrale con marmellata senza zuccheri aggiunti
  • spuntino: un frutto oppure una manciata di mandorle non salate
  • pranzo: farro con verdure e legumi, condito con olio extravergine
  • merenda: kiwi o agrumi
  • cena: sgombro o alici al forno con spinaci o bietole e patate lesse
  • bevande: acqua durante la giornata, tisana non stimolante la sera

Integratori di magnesio e potassio: servono?

Gli integratori non sono la prima scelta: nella maggior parte dei casi, una dieta varia copre il fabbisogno. Hanno senso solo se una carenza è documentata dagli esami e su indicazione del medico. L'assunzione di potassio senza controllo è rischiosa in caso di insufficienza renale o se si assumono ACE-inibitori, sartani o diuretici risparmiatori di potassio.

Tachicardia e stile di vita

L'adozione di uno stile di vita sano è una parte cruciale della prevenzione e del trattamento della tachicardia. Alcuni cambiamenti chiave includono:

  • Esercizio fisico regolare: un'attività fisica moderata può rafforzare il cuore e migliorare il ritmo cardiaco nel tempo. È importante scegliere attività aerobiche come camminare, nuotare o andare in bicicletta.
  • Alimentazione equilibrata: seguire una dieta equilibrata ricca di frutta, verdura, cereali integrali e ridurre l'assunzione di cibi ricchi di grassi saturi e zuccheri può migliorare la frequenza cardiaca, suggerendo una connessione tra alimentazione e salute del sistema nervoso autonomo. Young, H. A., & Benton, D. (2018) hanno ipotizzato che la variabilità della frequenza cardiaca possa rappresentare un biomarcatore utile per esplorare l'influenza della nutrizione sulla salute fisica e psicologica. In alcuni casi, consultare un nutrizionista può essere utile per stabilire un piano alimentare personalizzato che favorisca il benessere cardiovascolare e mentale.
  • Gestione dello stress: pratiche come lo yoga, la meditazione e il rilassamento muscolare progressivo sono utili per ridurre il rischio di tachicardia legata a stress e ansia. Quando lo stress o l'ansia diventano cronici, rivolgersi a uno psicoterapeuta può aiutare a sviluppare strategie efficaci per la gestione delle emozioni e migliorare il controllo del battito cardiaco.

Cosa fare subito quando viene la tachicardia

Se l'episodio è breve e non ci sono sintomi importanti, puoi provare a:

  • sederti o sdraiarti in un luogo tranquillo
  • fare respiri lenti e profondi (per esempio inspirando per 4 secondi ed espirando per 6)
  • bere acqua a piccoli sorsi
  • evitare caffè, alcol e altri stimolanti nelle ore successive
  • allentare i vestiti e allontanarti da fonti di stress

Le manovre per rallentare il battito, come quelle vagali, vanno usate solo se te le ha indicate il medico. Se il battito non torna normale in pochi minuti, oppure compaiono dolore al petto, mancanza di respiro, capogiri o svenimento, chiama il 112 o vai al pronto soccorso. Per altre strategie, leggi l'articolo su come abbassare i battiti cardiaci.

Quando rivolgersi al medico per la tachicardia 

Se la tachicardia si accompagna a dolore al petto, mancanza di respiro, vertigini o svenimento, rivolgiti subito a un medico: potrebbe indicare un problema cardiaco grave. È consigliabile una visita anche se il battito accelerato dura a lungo o si ripete senza una causa apparente.

Fonti:

Bibliografia

2019 ESC guidelines for the management of patients with supraventricular tachycardia: The Task Force for the management of patients with supraventricular tachycardia of the European Society of Cardiology (ESC). — European Heart Journal, 41(5), pp. 655-270

ESC Scientific Document Group. (2020)

Sex differences in healthy human heart rate variability: A meta-analysis. — Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 64, pp. 288-310

Koenig, J., Thayer, J. F. (2016)

Heart-rate variability: A biomarker to study the influence of nutrition on physiological and psychological health? — Behavioral Pharmacology, 29(2 and 3-Spec Issue), pp. 140-151

Young, H. A., Benton, D. (2018)

Guideline on pharmacotherapy of cardiac arrhythmias. — Journal of Arrhythmia, 38(6), pp. 833-973

JCS/JHRS (2020)

Alcune domande che potresti avere