Rientro dalle vacanze: 28 nutrizionisti dicono la stessa cosa (e non è “mettersi a dieta”)

Ripartire a settembre non significa mettersi a dieta rigida o vivere con il senso di colpa. Abbiamo chiesto a 28 nutrizionisti come affrontare il rientro dalle vacanze: ecco perché digiuni e bilancia nei primi giorni sono un errore e quali sono i 4 passi fondamentali per ritrovare l'equilibrio.
Scritto daFrancesca MentaGiornalista e copywriter specializzata sul settore nutrizione
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato18 settembre 2026
Aggiornato18 settembre 2026
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Interrogati separatamente, 28 professionisti della nutrizione di tutta Italia hanno risposto quasi con le stesse parole a una domanda molto comune a settembre, come si affronta il rientro dalle vacanze. Il 86% di loro (24 su 28) cita spontaneamente diete drastiche o digiuni come reazione tipica dei pazienti al rientro, mentre altrettanti (23 su 28) parlano di bilancia e del bisogno di pesarsi subito. La risposta che danno, però, va contro quello che la maggior parte delle persone farebbe d'istinto.

Lo stesso copione, ogni settembre

Nelle risposte raccolte da Serenis Nutrizione tra i propri professionisti compare sempre la stessa scena. Il paziente torna dalle vacanze convinto di aver rovinato tutto e chiede un piano più rigido per rimediare. Si pesa il primo giorno e interpreta ogni oscillazione come un fallimento. Divide il cibo in categorie morali, quello permesso e quello da eliminare, e vive settembre come un esame da superare.

Una nutrizionista racconta che la frase che sente più spesso in assoluto è, testualmente, “non sono stato bravo”. Un'altra collega descrive lo stesso fenomeno con parole quasi identiche, la richiesta di un piano più stringente, più ipocalorico, più detox, per espiare i peccati che si pensa di aver commesso. Più di una risposta parla di un vero e proprio effetto gennaio spostato a settembre, si decide contemporaneamente di cambiare alimentazione, allenarsi ogni giorno, dormire di più ed eliminare alcol e dolci, tutto insieme e da subito.

C'è poi un tema che ricorre quasi quanto quello della dieta, la fame emotiva. Diversi professionisti notano che lo stress da rientro al lavoro, l'ansia per gli impegni che ripartono e persino la malinconia per la fine delle vacanze vengono spesso scambiati per fame fisica, quando in realtà è il corpo che chiede una pausa, non del cibo.

Cosa notano davvero i nutrizionisti al rientro

La risposta quasi corale di chi torna dalle vacanze è guidata dall'impulsività: ben l'85,7% dei nutrizionisti rileva come prima reazione la tentazione di rifugiarsi in diete rigide o digiuni compensativi. A questo approccio punitivo si aggancia l'ansia del controllo, con l'82,1% degli esperti che segnala l'urgenza dei pazienti di salire subito sulla bilancia, un gesto immediato ma fuorviante nei primi giorni. In perfetto parallelismo, l'82,1% dei professionisti individua invece la vera priorità nel ripristino della regolarità dei pasti, indicandola come il vero pilastro da cui ripartire. A chiudere il cerchio è un fattore psicologico determinante: per il 50% dei nutrizionisti interpellati, è proprio il senso di colpa a guidare queste azioni, trasformando un naturale ritorno alla routine in una sorta di penitenza da affrontare.

Perché digiuni e diete drastiche peggiorano le cose

Il punto su cui converge la quasi totalità delle risposte è che restringere drasticamente l'alimentazione dopo un periodo più libero produce l'effetto opposto a quello sperato. La fame fisica aumenta, insieme al pensiero ossessivo per il cibo, e dopo pochi giorni subentrano stanchezza, irritabilità e la sensazione di perdere il controllo, fino ad abbandonare tutto e sentirsi in colpa un'altra volta.

C'è anche un equivoco più tecnico dietro il numero sulla bilancia dei primi giorni, il calo rapido di peso che si osserva con una dieta molto restrittiva riflette soprattutto perdita di acqua, glicogeno e contenuto intestinale, non una reale riduzione della massa grassa.

Le linee guida per una sana alimentazione elaborate dal CREA e adottate dal Ministero della Salute vanno in questa direzione da anni, parlano di varietà, di equilibrio mantenuto nel tempo e di attenzione alle frequenze di consumo, non di eliminazioni drastiche o regimi detox, un concetto che secondo l'Istituto Superiore di Sanità non ha alcun fondamento scientifico.

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Cosa fare davvero (poche cose, non tutte insieme)

Tra i consigli pratici che tornano più spesso nelle risposte, quattro in particolare sembrano fare davvero la differenza:

  1. Ripartire dalla regolarità ed evitare le restrizioni (23 professionisti su 28): rimettere colazione, pranzo e cena a orari stabili, senza diete drastiche, digiuni o sensi di colpa per compensare le abitudini estive.
  2. Organizzare la spesa e i pasti in anticipo (16 su 28): pianificare la settimana riduce l'improvvisazione, allontana il ricorso ai cibi pronti e rende più semplice comporre piatti completi anche nei giorni più pieni.
  3. Introdurre pochi cambiamenti alla volta, in modo graduale (13 su 28): meglio un obiettivo realistico e sostenibile, per esempio più idratazione, un po' di frutta e verdura in più al giorno o riprendere gradualmente l'attività fisica, piuttosto che rivoluzionare tutto in una settimana.
  4. Rimandare la bilancia di qualche settimana: pesarsi nei primissimi giorni del rientro racconta poco, perché il numero riflette soprattutto liquidi e non grasso corporeo.

Oltre le regole: la necessità di un ascolto su misura

Queste indicazioni funzionano per la maggior parte delle persone, ma non esauriscono il tema. Capire quale intervento serve davvero, quanto conta il fabbisogno individuale o come gestire un rapporto più complicato con la bilancia sono cose che, secondo diversi professionisti coinvolti, richiedono un confronto personalizzato più che una lista di regole valide per tutti. In questi casi, come raccontano diverse delle nutrizioniste interpellate, la scelta più efficace resta rivolgersi a un nutrizionista online, capace di costruire un percorso su misura invece di un piano standard.

Alla fine, tra le 28 risposte raccolte, una frase riassume più di tutte lo spirito comune, “non c'è niente da rimediare”. Settembre non è un esame da superare, ma solo il momento in cui si torna, con calma, alla propria quotidianità.

Fonti:

Sitografia

Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria. (s.d.). 

Linee guida per una sana alimentazione 2018. 

Linee guida per una sana alimentazione.

EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica.