Dieta per l'Helicobacter pylori: cosa mangiare e cosa evitare
L'Helicobacter pylori è un batterio a forma di spirale che può insediarsi nella mucosa gastrica, e che può causare gastrite e ulcere. Vediamo quali alimenti consumare e quali evitare in una dieta che aiuti con la gestione dei sintomi.

Cos'è l'Helicobacter pylori?
L'Helicobacter pylori è un batterio a forma di spirale che può insediarsi nella mucosa gastrica e causare gastrite e ulcere gastriche e duodenali.
L’infezione da Helicobacter pylori può essere asintomatica o difficile da rintracciare, poiché la sintomatologia che causa è comune a diverse altre patologie alimentari, o collegate al tratto gastrointestinale, come il reflusso o i disturbi causati dalla celiachia.
Tra i sintomi più comuni, ricordiamo:
- Dolori all’addome, soprattutto nella parte alta (la cosiddetta “bocca dello stomaco”) ad esempio il bruciore di stomaco;
- Difficoltà nella digestione e sensazione di gonfiore;
- Nausea e/o vomito;
- Dispepsia, ovvero difficoltà nella digestione;
- Meteorismo.
Possono però essere presenti anche sintomi considerati più gravi, in presenza dei quali è necessario rivolgersi ad un medico nel minor tempo possibile.

Trattamenti e cure per l'infezione da Helicobacter pylori
Qualora il paziente sia affetto da un’infezione da Helicobacter pylori e a seguito di un test positivo, solo un medico può prescrivere una cura adeguata.
Generalmente, il trattamento avviene con la somministrazione di antibiotici specifici, uniti ad eventuali farmaci gastroprotettori per ridurre l’incidenza dei sintomi della gastrite e gli altri disagi causati dall’infezione stessa.
Al termine del trattamento di solito viene ripetuto un test diagnostico per valutare se l’eradicazione sia andata o meno a buon fine.
Dieta e precauzioni durante il trattamento dell'infezione
Durante il trattamento per l’eradicazione dell’infezione da Helicobacter pylori è necessario attenersi scrupolosamente alle indicazioni del medico, anche in merito alla dieta da seguire. Alcune buone pratiche comprendono:
- Astenersi dal consumo di alcol e caffeina;
- Evitare di mangiare alimenti eccessivamente piccanti o speziati;
- Evitare cibi ad alto contenuto di grassi;
- Evitare di effettuare pasti eccessivamente abbondanti;
- Prediligere il consumo di latte scremato o parzialmente scremato, ed evitarne un consumo eccessivo;
- Evitare di fumare se si è fumatori abituali;
- Astenersi dal consumo di integratori alimentari senza prima aver consultato il proprio medico di riferimento.
In generale è opportuno seguire una dieta magra e bilanciata, evitando alimenti eccessivamente grassi e, in generale, alimenti che potrebbero irritare ulteriormente la mucosa intestinale. È poi fondamentale evitare di seguire diete sbilanciate o ridurre in autonomia intere categorie di alimenti, poiché si potrebbe incorrere in un peggioramento dei sintomi.
Se hai bisogno di una dieta per l'helicobacter pylori rivolgiti a un professionista. Con Serenis Nutrizione puoi parlare con nutrizionisti, dietologi ed endocrinologi online: per provare il servizio ti basterà compilare il questionario e prenotare il primo colloquio gratuito.
Rivolgiti a uno dei nostri professionisti per un piano alimentare adatto alle tue esigenze
- Trova il professionista migliore per te
- Il primo colloquio è gratuito
- Fai le visite da casa, o da dove vuoi
Dieta per l'helicobacter pylori per il miglioramento dei sintomi
Non possiamo considerare l'alimentazione come una vera e propria cura per l'helicobacter pylori: per eradicare completamente il batterio sono infatti necessari antibiotici prescritti dal medico.
Il ruolo dell'alimentazione nel trattamento dell'H. pylori può però avere l'obiettivo di ridurre la carica batterica e la virulenza, ovvero la capacità del batterio di fare danni.
Una dieta corretta può trasformare un'infezione aggressiva in una colonizzazione a basso impatto, riducendo drasticamente il rischio di complicazioni gravi come l'ulcera o il cancro gastrico.
Alimenti da evitare con l'helicobacter pylori
Alcune abitudini alimentari agiscono sinergicamente con il batterio, aumentando il rischio di lesioni gravi (gastrite atrofica, ulcere e cancro gastrico).
Tra gli alimenti da ridurre, se non addirittura evitare, in caso di Helicobacter Pylori troviamo quindi:
- Sale, in particolare un eccesso di sodio: è uno dei fattori di rischio principali. Il sale disturba l'integrità della mucosa gastrica e ne altera la viscosità, favorendo la colonizzazione di H. pylori. Studi in vivo hanno dimostrato che una dieta ricca di sale aumenta l'espressione della tossina CagA e promuove la carcinogenesi.
- Carni rosse e lavorate: sono associate a un aumento della progressione dell'infezione, probabilmente a causa del ferro eme che favorisce la produzione di composti N-nitro e stress ossidativo.
- Zuccheri e carboidrati raffinati: diete ad alto contenuto di zuccheri e bevande dolcificate sono collegate a una maggiore prevalenza dell'infezione e possono indurre disbiosi del microbiota intestinale.
- Cibi conservati (affumicati o in salamoia): contengono nitrosammine che possono indurre metaplasia intestinale in presenza del batterio
Cosa mangiare durante l'infezione?
In generale, durante l'infezione è fondamentale consumare una dieta equilibrata e leggera che non appesantisca ulteriormente l'apparato digerente.
Alcuni studi hanno inoltre individuato alimenti che potrebbero aiutare a debellare il batterio e che quindi potrebbero aiutare con la gestione dell'helicobacter pylori. Tra questi troviamo:
- germogli di broccoli (che contengono sulforafano): si tratta di un alimento particolare che contiene sulforafano, ovvero un isotiocianato che agisce come un potente antibiotico selettivo, riducendo la colonizzazione e mitigando la gastrite. È efficace anche contro ceppi resistenti alla claritromicina.
- frutti di bosco, e mirtilli in particolare: estratti di mirtillo rosso (cranberry), lampone, fragola e mirtillo nero inibiscono l'adesione del batterio alla mucosa gastrica e ne aumentano la suscettibilità agli antibiotici.
- olio d'oliva e acidi grassi polinsaturi: Gli omega-3 (presenti nel pesce e in alcuni oli vegetali) inibiscono la crescita di H. pylori e possono ridurre la prevalenza della gastrite atrofica.
- tè verde: ricco di sostanze fitochimiche che esercitano un ruolo protettivo contro la carcinogenesi e inibiscono l'attività dell'ureasi (enzima vitale per il batterio).
- miele: il miele di Manuka, in particolare, mostra attività antibatterica in vitro, sebbene i risultati in vivo siano meno consistenti a causa della difficoltà di mantenere alte concentrazioni nella mucosa.
Bibliografia
Helicobacter PyloriInfection. — New England Journal of Medicine, 362(17), pp. 1597-1604
McColl, K. E. (2010)
A conceptual model of water’s role as a reservoir in Helicobacter pylori transmission: a review of the evidence. — Epidemiology and Infection, 134(3), pp. 439-449
Bellack, N. R., Koehoorn, M. W., Macnab, Y. C., Morshed, M. G. (2006)
The role of Helicobacter species in newly recognized gastrointestinal tract diseases of animals. — Abstract - Europe PMC.
Fox, J.G., Lee, A. (1997)
Association between Helicobacter pylori infection and metabolic syndrome: a systematic review and meta‐analysis. — Journal of Digestive Diseases, 17(7), pp. 433-440
Upala, S., Jaruvongvanich, V., Riangwiwat, T., Jaruvongvanich, S., Sanguankeo, A. (2016)
Diet and Helicobacter pylori infection. — Gastroenterology Review, 3(3), pp. 150-154
Hołubiuk, Ł., Imiela, J.
Nutrition and Helicobacter pylori: Host Diet and Nutritional Immunity Influence Bacterial Virulence and Disease Outcome. — Gastroenterology Research and Practice, 2016, pp. 1-10
Haley, K. P., Gaddy, J. A. (2016)
Impact of Dietary Patterns on H. pylori Infection and the Modulation of Microbiota to Counteract Its Effect. A Narrative Review. — Pathogens, 10(7), 875.
Rueda-Robles, A., Rubio-Tomás, T., Plaza-Diaz, J., Álvarez-Mercado, A. I. (2021)