Veganuary 2026: cos'è e come nasce
Il veganuary è un’iniziativa nata nel Regno Unito, che invita a seguire per un mese un’alimentazione completamente vegetale.

Il cosiddetto veganuary, arrivato all’edizione 2026, è un’iniziativa internazionale che incoraggia a provare, per tutto il mese di gennaio, una dieta basata su alimenti vegetali. Nata nel Regno Unito nel 2014, ad oggi si è diffusa in tutto il mondo.
Veganuary 2026: di cosa si tratta
Il veganuary 2026 è una campagna che invita a seguire per il mese di gennaio un’alimentazione vegana, quindi priva di carne, pesce, pollame, latticini, uova e miele.
L’idea è, anche se normalmente non si segue una dieta vegana, quella di provare un approccio “a base vegetale” per 30 giorni e, per chi lo desidera, portare alcune abitudini anche oltre gennaio.
Cos'è il veganuary?
Veganuary, o gennaio vegano, è una campagna internazionale che incoraggia a seguire un’alimentazione vegana per tutto il mese di gennaio, rinunciando o riducendo fortemente il consumo di carne, pesce e derivati animali, sostituendoli con alimenti vegetali come legumi, cereali integrali, frutta, verdura, semi e derivati della soia. In questo modo è possibile sperimentare uno stile alimentare basato sui vegetali, con la possibilità di scoprirne benefici, limiti e informarsi riguardo l’impatto ambientale di entrambi gli approcci.
Si tratta insomma di un’occasione per “provare” la dieta vegana (oppure la dieta vegetariana, qualora l’alimentazione vegana risulti troppo restrittiva), senza assumere “obblighi” permanenti, ma con la possibilità di proseguire del tutto o in parte se l’esperienza risulta positiva.
Non riguarda solo l’alimentazione, ma il suo obiettivo è quello di promuovere un approccio maggiormente consapevole e informato anche nei confronti di diversi prodotti di uso comune, come:
- Capi di abbigliamento;
- Cosmetici;
- Articoli per la casa in generale.
Spesso prodotti, anche se lo ignoriamo, utilizzando materiali di origine animale.
Come nasce il veganuary?
Il veganuary nasce nel 2014 nel Regno Unito come iniziativa di un’organizzazione no-profit fondata per promuovere un’alimentazione priva di prodotti animali. Poiché la dieta vegana è spesso oggetto di pregiudizi e false credenze, l’idea di fondo era di fornire un’occasione “collettiva” per sperimentare un mese completamente vegano.
La scelta del mese di gennaio non è casuale, ma coincide con il momento in cui, con l’arrivo dell’anno nuovo, molte persone si propongono nuovi obiettivi e di adottare nuove abitudini, spesso legate alla propria salute.
Il movimento si è sviluppato con una doppia finalità:
- Ridurre la sofferenza degli animali impiegati nella filiera alimentare, e non solo;
- Favorire un’esistenza a minore impatto ambientale, mostrando al tempo stesso che una dieta a base vegetale può essere sana e varia tanto quanto una dieta “onnivora”.
Con il tempo il veganuary si è diffuso in tutto il mondo, Italia compresa, e non si limita più al periodo di gennaio, ma promuove diverse iniziative durante tutto il corso dell’anno, collaborando con ristoranti, supermercati, marchi alimentari e aziende per ampliare l’offerta di prodotti vegetali.

Perché provare il "gennaio vegano"?
Provare il veganuary può essere un modo per sperimentare un’alimentazione “diversa”, riducendo temporaneamente o completamente il consumo di prodotti di origine animale e scoprendo le possibili alternative. Tuttavia l’obiettivo non è solo cambiare dieta per un mese, ma più ampio. In particolare, si viene invitati a riflettere anche sull’impatto ambientale delle proprie abitudini alimentari.
L’approccio è, ovviamente, flessibile. Non è necessario cambiare alimentazione da un giorno all’altro “stravolgendo” le proprie abitudini. Chi lo desidera può proporsi semplicemente di consumare meno prodotti di origine animale, oppure scegliere di adottare una dieta vegetariana. A questo proposito, è utile tenere presenti le differenze tra vegetariano e vegano.
Detto questo, altri motivi per avvicinarsi alla dieta vegana riguardano il possibile impatto positivo sulla salute. Diversi studi mostrano che una dieta equilibrata e a basso contenuto di carne e derivati animali può contribuire a:
- Abbassare i livelli di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo “cattivo”;
- Far sì che l’organismo mostri una migliore sensibilità all’insulina.
Tuttavia, occorre sempre rivolgersi ad un nutrizionista, per evitare di sviluppare carenze nutrizionali.
Oltre al possibile impatto sulla salute, seguire un mese di alimentazione vegana può rappresentare anche un’esperienza di “esplorazione” culinaria.
Ad oggi, nei supermercati e nei ristoranti è possibile trovare una grande varietà di alternative plant-based alla carne e ai derivati animali, e il veganuary può essere l’occasione per sperimentare con ricette e ingredienti che normalmente non si utilizzano o si utilizzano poco, come seitan, tempeh, soia o tofu.
Alcuni consigli per provare una dieta vegetale
Adottare un’alimentazione completamente vegana dall’oggi al domani può risultare difficile, per cui se si desidera partecipare al veganuary può essere utile tenere presenti alcuni consigli. In particolare:
- Spesso è utile adottare un approccio graduale, senza “stravolgere” dieta e abitudini dall’oggi al domani. Un’iniziativa che viene spesso suggerita è quella del meatless monday, il lunedì senza carne. Si basa sullo scegliere un giorno a settimana (il lunedì o altri) in cui evitare di mangiare carne e, se possibile, altri derivati animali. Stesso discorso per quanto riguarda l’adozione di un veganuary solo parziale, limitato a più giorni a settimana;
- “Partire” con un’alimentazione vegetariana, senza escludere uova e latticini. Poi, eventualmente, andare a ridurli con il passare del tempo;
- Chiedere consiglio ad un nutrizionista, per evitare carenze alimentari. In alcuni casi il professionista può andare a suggerire l’assunzione di integratori o indicare le alternative possibili, spiegando come sostituire la carne;
- Evitare di sostituire i prodotti di origine animale con alimenti ultra processati e confezionati. Piuttosto, privilegiare alimenti “semplici” e nutrienti, ricchi di fibre e di grassi “buoni”;
- Tenere presente che le prime settimane di alimentazione vegana possono comportare lievi fastidi come gonfiore o cambiamenti nella digestione, legati in genere all’aumento nel consumo di fibre. Si tratta di una reazione del tutto normale, che tende a stabilizzarsi nel tempo. In questi casi occorre avere un poco di pazienza, bere acqua a sufficienza e inserire i “nuovi” alimenti nella propria dieta in maniera graduale.
3 ricette da provare durante il veganuary
Durante il veganuary, scegliere piatti semplici e nutrienti può facilitare l’adattamento a una “nuova” dieta completamente, o in parte vegetale. Tre ricette facili e veloci da preparare, gustose e nutrienti, possono essere:
- Tofu con verdure saltate. Il tofu è una delle principali fonti proteiche vegetali. Saltato in padella con un filo d’olio, verdure di stagione e spezie a piacere, è un secondo piatto completo che può, volendo, essere anche utilizzato come ripieno per piadine o panini. Inoltre, può essere servito con della pasta o del riso integrale, oppure della quinoa;
- Hummus di ceci. Si tratta di una sorta di salsa cremosa, che viene preparata frullando dei ceci lessati, della tahina (ovvero una crema di sesamo, che ad oggi è possibile reperire facilmente nei supermercati ben forniti), succo di limone e un filo di olio d’oliva. L’hummus può essere impiegato come antipasto o come merenda, ed è ricco di fibre e proteine. Si accompagna bene a delle verdure crude o spalmato sul pane;
- Vellutata di zucca con patate dolci. Spesso, erroneamente, crediamo che i piatti vegani richiedano ingredienti particolari, ma così non è. Le zuppe di verdure, rese cremose grazie all’aggiunta di legumi o patate, sono pasti leggeri e sazianti, che forniscono vitamine, sali minerali e carboidrati complessi.
Fonti:
- Giraud, E. H. (2021). Veganism. Bloomsbury Publishing. https://www.torrossa.com/it/resources/an/5216376
- Wang, T., Masedunskas, A., Willett, W. C., & Fontana, L. (2023). Vegetarian and vegan diets: benefits and drawbacks. European Heart Journal, 44(36), 3423–3439. https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehad436
- Dimitra Rafailia Bakaloudi, Halloran, A., Rippin, H. L., Artemis Christina Oikonomidou, Dardavesis, T. I., Williams, J., Kremlin Wickramasinghe, Breda, J., & Michail Chourdakis. (2020). Intake and adequacy of the vegan diet. A systematic review of the evidence. Clinical Nutrition, 40(5), 3503–3521. https://doi.org/10.1016/j.clnu.2020.11.035
- Weikert, C., Trefflich, I., Menzel, J., Obeid, R., Longree, A., Dierkes, J., Meyer, K., Herter-Aeberli, I., Mai, K., Stangl, G. I., Müller, S. M., Schwerdtle, T., Lampen, A., & Abraham, K. (2020). Vitamin and Mineral Status in a Vegan Diet. Deutsches Ärzteblatt International. https://doi.org/10.3238/arztebl.2020.0575