Lupini e olive in gravidanza: sono sicuri?

I lupini in gravidanza e le olive possono essere consumati purché nelle giuste quantità, trattati e conservati correttamente.

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lupini in gravidanza

lupini in gravidanza e le olive possono far parte della propria dieta, ma con qualche precauzione, in particolare riguardanti modalità di preparazione, la presenza di sale ed eventuali reazioni allergiche.

Lupini e olive in gravidanza: si possono mangiare?

Sì, lupini in gravidanza, così come le olive possono essere consumati, purché non siano crudi, siano trattati e conservati in modo sicuro. Questo vale per molti altri alimenti, così come per il salmone in gravidanza, il tonno e simili.

lupini forniscono proteine vegetali, fibre e micronutrienti potenzialmente utili durante la gestazione, tra cui:

  • Folati, che sostengono la formazione del tubo neurale del feto;
  • Ferro;
  • Magnesio;
  • Vitamine del gruppo B.

Si tratta di legumi naturalmente privi di glutine, motivo per cui possono essere consumati anche dalle persone con celiachia
Il consumo richiede però una certa attenzione alla preparazione cui sono sottoposti, soprattutto durante la gravidanza. Questo perché i semi crudi contengono degli alcaloidi che diventano “sicuri” solo dopo ammollo, cottura o alcuni tipi di lavorazioni industriali. Per questo motivo si consiglia in genere di preferire i lupini già pronti, venduti in salamoia.

Anche le olive, purché nelle corrette quantità, possono far parte dell’alimentazione in gravidanza. Infatti, sono una buona fonte di grassi insaturi e antiossidanti.
In particolare, l’acido oleico può aiutare a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo e a mantenere stabile la pressione.

Detto questo, la “sicurezza” dipende molto da come vengono conservate. In gravidanza è preferibile scegliere olive pastorizzate e confezionate in contenitori sigillati, evitando per prudenza, ad esempio, quelle esposte nei banchi gastronomia. Infatti, la manipolazione e la conservazione non controllate possono aumentare il rischio di contaminazioni. Per quanto riguarda la toxoplasmosi, tuttavia, il rischio di contaminazione nelle olive e nei lupini pastorizzati è considerato molto basso.

Per olive e lupini in gravidanza va considerato anche il contenuto di sale, in quanto ne sono ricchi. È comunque sufficiente, in genere, consumarli in quantità moderate.

Lupini e olive in gravidanza: ci sono differenze se consumati freschi o in salamoia?

Sì, ci sono differenze tra lupini e olive freschi e in salamoia, soprattutto in termini di sicurezza alimentare.

Nel caso dei lupini, quelli freschi o secchi non sono commestibili “così come sono”, poiché contengono alcaloidi amari potenzialmente tossici, che vengono rimossi con la lavorazione e l’ammollo. Anche per questo, in gravidanza è prudente consumare lupini venduti pronti al consumo.

Per le olive, invece, la differenza riguarda soprattutto igiene e conservazione. Le olive in salamoia confezionate o in contenitori sigillati sono in genere “più sicure” e meno esposte a contaminazioni rispetto a quelle esposte nei banchi gastronomia.

lupini in gravidanza

I rischi del consumo di lupini e olive in gravidanza

Sebbene siano alimenti considerati sicuri, esistono comunque alcuni rischi legati al consumo di lupini e olive in gravidanza, soprattutto quando non vengono trattati o conservati correttamente.

Nel caso dei lupini, come abbiamo accennato, il problema principale riguarda quelli crudi o secchi
I lupini crudi contengono alcaloidi, ovvero sostanze potenzialmente tossiche che possono causare nausea, disturbi gastrointestinali e sintomi da intossicazione
Dunque, in gravidanza la scelta più prudente è consumarli già pronti, evitando le cotture e preparazioni “casalinghe”, sebbene in tal caso sia necessario tenere presente l’apporto di sodio, tendenzialmente elevato.
Infine, ultimo aspetto riguarda la tolleranza digestiva. I lupini sono ricchi di fibre solubili e insolubili e, soprattutto se consumati in quantità abbondanti, possono favorire gonfiore addominale e fermentazioni intestinali, potenzialmente fastidiose ma, in genere, non pericolose.

Per le olive, invece, i possibili rischi sono collegati soprattutto alle eventuali contaminazioni batteriche. 
Come abbiamo accennato, per prudenza è meglio evitarle se provengono da banchi gastronomia o se sono state esposte fuori dal frigorifero, perché possono potenzialmente entrare in contatto con alimenti crudi o non pastorizzati. Tutto questo va ad aumentare la probabilità di contrarre infezioni, potenzialmente rischiose durante la gravidanza. 
Come per i lupini, inoltre, occorre tenere presente l’apporto di sale, soprattutto in presenza di pressione alta, così come la presenza di eventuali condimenti, tra cui il peperoncino. Il piccante in gravidanza, infatti, sebbene non considerato “pericoloso” può causare qualche disturbo gastrointestinale.

Lupini e olive possono provocare allergia?

Sì, lupini e olive possono provocare allergia. In particolare:

  • lupini appartengono alla famiglia delle leguminose e possono dare reazioni crociate con altri legumi, soprattutto arachidi, lenticchie e fagioli. In chi è già sensibile a questi alimenti, il consumo può scatenare sintomi gastrointestinali oppure manifestazioni tipiche dell’allergia, come orticaria, eruzioni cutanee o difficoltà respiratorie;
  • Le olive, invece, sono collegate all’allergia ai pollini dell’ulivo. In alcune persone può comparire una reazione anche al contatto o al consumo di prodotti derivati dall’olivo, con sintomi che variano da lieve fastidio orale, come prurito o formicolio in bocca, a reazioni più gravi, come gonfiore e difficoltà respiratorie

Soprattutto in presenza di ulteriori allergie è dunque fondamentale consumare olive e lupini con prudenza, a maggior ragione in una fase di vita delicata come la gravidanza.

Come consumare lupini e olive in gravidanza?

È possibile consumare lupini e olive in gravidanza, ma conviene scegliere prodotti trattati in modo sicuro e avere qualche piccola accortezza.

Per quanto riguarda i lupini, vanno consumati solo se già pronti o comunque derivanti da lavorazioni che eliminano gli alcaloidi amari presenti nei semi crudi. Ammollo, cottura o salamoia li rendono commestibili e riducono il rischio di assumere sostanze potenzialmente tossiche
In gravidanza, quindi, i lupini in salamoia confezionati sono in genere la scelta più sicura e consigliata.

Le olive possono essere consumate purché provengano da contenitori sigillati e siano pastorizzate. Le versioni in salamoia sono in genere sicure, ma richiedono attenzione al contenuto di sale e, possibilmente, andrebbero sciacquate con acqua corrente. 

Per approfondire, comunque, è possibile consultare i nostri articoli riguardo cosa mangiare in gravidanzacosa non mangiare in gravidanza.

Quanti lupini e olive posso mangiare in gravidanza?

Le quantità di lupini e olive “sicure” da consumare in gravidanza dipendono soprattutto dal contenuto di sale e dalla tolleranza personale. In genere, considerate le quantità di sodio e il profilo lipidico, si consiglia di non eccedere, mantenendo delle porzioni inferiori ai 30 grammi giornalieri.

Per indicazioni personalizzate e in linea con la propria alimentazione nel suo complesso, comunque, a maggior ragione durante una fase di vita delicata come la gravidanza, si consiglia di consultare un nutrizionista.

Fonti:

  • Danielewicz, H., G. Myszczyszyn, A. Dębińska, A. Myszkal, A. Boznański, & L. Hirnle. (2017). Diet in pregnancy—more than food. European Journal of Pediatrics, 176(12), 1573–1579. https://doi.org/10.1007/s00431-017-3026-5