Si possono mangiare i funghi durante l'allattamento?
Mangiare funghi durante l'allattamento è generalmente sicuro e offre nutrienti preziosi come vitamina D e potassio. Scopri perché non causano coliche e come cambiano il sapore del latte materno.

Il periodo di allattamento al seno è fondamentale per una mamma e per il suo bambino: oltre al nutrimento, il latte materno contiene anche vitamine, minerali e difese immunitarie che serviranno al neonato per crescere sano e forte. Di fatto è un alimento completo e bilanciato per la salute dei più piccoli.
Quello che mangiamo nel periodo di allattamento è altrettanto importante in quanto attraverso il latte passa anche al nostro bambino. Sebbene non vi siano più le numerose restrizioni alimentari previste per la gravidanza, anche in allattamento bisogna prestare attenzione a quello che si mangia. Per esempio, se durante i nove mesi di gestazione i funghi sono importanti come fonte di fosforo e potassio e contribuiscono alla formazione corretta delle ossa e dei denti del bambino, si possono mangiare invece durante l'allattamento?
Funghi in allattamento: si possono mangiare?
Non esistono restrizioni particolari sul consumo di funghi durante l’allattamento: anche la neo mamma può mangiare tranquillamente questo prodotto, prestando sempre attenzione alla provenienza e alla cottura. I funghi freschi del supermercato sono sicuri, così come quelli di un discount, ma bisogna sempre ricordare di cuocere il prodotto prima di ingerirlo per evitare contaminazioni.
Mangiare funghi in allattamento potrebbe alterare il gusto del latte materno: ci sono infatti degli alimenti che incidono sul gusto del latte come ad esempio aglio, cipolle, asparagi, cavoli e carciofi. Per questi motivi alcuni specialisti suggeriscono di evitare o limitare il consumo di funghi, specificando, tuttavia, che i bambini si adattano facilmente a questi sapori.
I pediatri invece sostengono che i funghi non sarebbero da eliminare completamente dalla dieta in quanto l’alterazione del gusto del latte è un meccanismo ideato dalla natura per permettere al bambino di abituarsi alla cucina di casa. L’ideale sarebbe quindi variare la dieta affinché il bambino si abitui ai diversi gusti degli alimenti.

Benefici e proprietà dei funghi
I funghi sono un alimento particolarmente ricco di benefici e proprietà nutritive sia per la neo mamma sia per il bambino. Costituiscono infatti un’ottima fonte di proteine e amminoacidi, folati e minerali come potassio, ferro e zinco. Sono poi ricchi di vitamina D e possono contribuire al raggiungimento delle calorie minime giornaliere per una neo mamma. Inoltre, svolgono importanti funzioni antinfiammatorie.
In allattamento, così come in gravidanza, i funghi dovrebbero essere consumati ben cotti, meglio se accompagnati dal brodo per migliorare e amplificare i benefici:
- grazie al potassio, i funghi sono in grado di ridurre la tensione arteriosa;
- hanno un effetto antinfiammatorio e quindi migliorano le capacità del sistema immunitario;
- contribuiscono alla perdita di peso e incidono sull’indice di massa corporea.
Consumare funghi in gravidanza e in allattamento non solo è consigliato, ma apporta anche numerosi benefici per l’intero organismo. Non bisogna però eccedere nelle quantità.
Precauzioni: come preparare e cucinare i funghi
Come abbiamo visto, consumare funghi in gravidanza non è nocivo per la salute e non comporta rischi. Bisogna però sottolineare che il prodotto deve essere acquistato da fonti certificate e garantite: per esempio, i funghi dei supermercati sono assolutamente sicuri, ma devono essere consumati previa cottura.
Le indicazioni del Ministero della Salute sul consumo di funghi per le mamme in allattamento prevedono alcune regole fondamentali:
- non consumare funghi raccolti lungo le strade e nei centri industriali e coltivati, per il pericolo di pesticidi;
- mangiare funghi solo se in un perfetto stato di conservazione e ben cotti, in quanto da crudi tendono a essere scarsamente digeribili;
- sbollentarli prima del congelamento e consumarli entro sei mesi;
- mangiare funghi in quantità moderate.
Nei funghi sott’olio si può sviluppare la tossina botulinica, pericolosa per le donne in allattamento: sarebbero da preferire i funghi champignon freschi o altre tipologie certificate.
Prima di consumare il fungo è necessario effettuare un doppio lavaggio sotto l’acqua corrente, bollire il prodotto e poi cuocerlo in padella per almeno 30 minuti.

Quali cibi vanno evitati durante l'allattamento?
Come abbiamo accennato ci sono degli alimenti da evitare in allattamento proprio perché potrebbero alterare il gusto del latte o incidere negativamente sulla salute e sulla crescita del bambino. Il dibattito comunque è aperto e le posizioni degli esperti sono contrastanti.
In linea generale, tutti i medici e pediatri sono concordi nel consigliare di evitare gli alcolici e di consumare moderatamente la caffeina, preferendo invece prodotti decaffeinati o deteinati.
Alcuni sostengono che sia preferibile non assumere cibi piccanti, come pepe, peperoncino, curry e noce moscata, e alimenti potenzialmente allergizzanti, come ad esempio crostacei, frutta secca, molluschi, fragole, selvaggina e formaggi fermentati. Ci sono poi coloro che escludono la correlazione tra alimentazione e coliche: i funghi in sé, per esempio, non sono una causa diretta di coliche, che derivano più da gas intestinali.
Secondo altri esperti, inoltre, le mamme che hanno particolari allergie agli alimenti potrebbero mangiare il prodotto “incriminato” per permettere al neonato di sviluppare una tolleranza e di ridurre la gravità di un’eventuale allergia.
La regola generale è quella di variare la propria alimentazione per permettere al bambino di assaggiare tutti i gusti degli alimenti che piacciono alla mamma e abituarsi da subito alla cucina di famiglia. Per qualsiasi dubbio o consiglio è opportuno rivolgersi al proprio pediatra o a un nutrizionista esperto.
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Bibliografia
Potentially Toxic Foods While Breastfeeding: Garlic, Caffeine, Mushrooms, and More. — Breastfeeding medicine : the official journal of the Academy of Breastfeeding Medicine, 13(10), pp. 642-644
Anderson P. O. (2018)