Centro disturbi alimentari a Brescia e provincia: dove trovare supporto specializzato

La rete per i DCA a Brescia offre supporto dai servizi territoriali della npia e dei cps fino all'eccellenza del centro di Gussago. Dai trattamenti ambulatoriali al ricovero riabilitativo, ecco come orientarsi tra le strutture pubbliche e le associazioni di Brescia per affrontare i DCA. Su Serenis puoi iniziare un percorso con per i DCA con nutrizionisti e psicoterapeuti.

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Centri disturbi alimentari Brescia

Brescia e provincia esistono diversi centri per i disturbi alimentari, i quali possono intervenire dalla prima valutazione fino ai trattamenti, in base all’età, alla gravità dei sintomi e alle cure necessarie.

I centri per i disturbi alimentari a Brescia: l'offerta del territorio

Bresciacentri per i disturbi alimentari formano una rete pubblica organizzata su più livelli, con accessi territoriali e percorsi specialistici.

La presa in carico dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione parte di norma dai servizi territoriali. Per i minorenni il riferimento iniziale è la NPIA, Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Per gli adulti, invece, l’accesso passa dai CPS, Centri Psico Sociali, o dagli ambulatori delle Unità Operative di Psichiatria.

Nel territorio sono presenti anche diverse associazioni che collaborano con la rete sanitaria, soprattutto per quanto riguarda orientamento, informazione, sensibilizzazione e sostegno ai familiari.

Il polo di eccellenza di Gussago: un riferimento nazionale

Il Centro Pilota Regionale per i DCA di Gussago è il principale riferimento specialistico bresciano per i percorsi intensivi sui disturbi alimentari. Si trova presso l’Ospedale Richiedei di Gussago, in via Paolo Richiedei 16, ed è collegato all’ASST Spedali Civili di Brescia.

Il centro, un vero e proprio polo di eccellenza per il trattamento dei DCA, si rivolge principalmente alla fascia 16-50 anni, e la sua offerta comprende più livelli, a seconda della gravità del caso. 

L'assistenza pubblica: ASST Spedali Civili di Brescia

L’ASST Spedali Civili di Brescia offre assistenza pubblica per i disturbi alimentari attraverso CPS, NPIA, ambulatori ospedalieri e collegamento con il centro di Gussago. 

Per gli adulti, in genere il primo accesso avviene tramite i Centri Psico Sociali competenti per zona, mentre per quanto riguarda i casi in età evolutiva il principale riferimento è il reparto di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza degli Spedali Civili. L’accesso richiede un’impegnativa per visita neuropsichiatrica infantile con quesito diagnostico legato al disturbo alimentare

Centri DCA Brescia

Come orientarsi tra i diversi centri DCA a Brescia e provincia?

Per orientarsi tra i centri DCA a Brescia e provincia bisogna partire dal livello di cura necessario. Il consiglio in genere è di chiedere un consulto al proprio medico di base, il quale saprà indirizzare verso un primo accesso. 

In genere, comunque, la prima distinzione riguarda l’età. Per i minori il riferimento iniziale è tendenzialmente la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Per gli adulti, invece, il primo accesso avviene tramite i diversi Centri Psico Sociali o ambulatori psichiatrici. Il contatto può partire dalla persona interessata, dai familiari nel caso di minori, dal medico di medicina generale, dal pediatra o da altri specialisti, a seconda del caso.

I livelli di cura: dall'ambulatorio al ricovero riabilitativo

I livelli di cura per i DCA a Brescia vanno dalla valutazione ambulatoriale al ricovero, in base alla gravità del quadro. ‘

  • Il primo livello serve tendenzialmente a valutare il disturbo, le possibili complicanze mediche o psicologiche e l’adeguatezza di un trattamento ambulatoriale. Dopo questa fase, la persona può restare in carico al CPS o alla Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, oppure essere reindirizzata a un servizio specialistico;
  • Nel secondo livello rientrano più possibilità. L’ambulatorio diagnostico terapeutico segue i casi che non richiedono un trattamento intensivo, con visite psichiatriche e psicologiche, valutazioni dietetiche, percorso motivazionale, colloqui e visite di controllo;
  • Infine, vi è il trattamento riabilitativo residenziale, o il ricovero per DCA. Può durare da uno a sei mesi ed è indicato quando serve monitoraggio continuo o quando fattori psichiatrici, familiari o sociali “interferiscono” negativamente con la cura. 

L'importanza di un'equipe multidisciplinare integrata

Per il trattamento dei DCA è fondamentale una equipe multidisciplinare. Questo perché il disturbo coinvolge non solo l’alimentazione, ma anche la salute fisica, psicologica, e può andare ad incidere negativamente sulle relazioni. 

L’equipe lavora in sinergia, e si occupa di valutazione diagnostica, supporto nutrizionale, motivazione alla cura, consulenza familiare. Molti tra i migliori centri per il trattamento dei disturbi alimentari mettono a disposizione dei familiari dei gruppi di ascolto e di educazione al disturbo, fornendo informazioni utili ad esempio su come aiutare una persona anoressica, cosa occorre sapere sul binge eating e così via.

Affrontare i DCA con Serenis: il supporto psicologico e nutrizionale online

Serenis può offrire un supporto online nei DCA, in particolare quando il quadro consente un percorso ambulatoriale e non sono presenti urgenze mediche.

Il servizio prevede un’equipe composta da nutrizionisti e psicoterapeuti specializzati:

  • La psicoterapia può lavorare sui pensieri e sui comportamenti legati al corpo, al controllo, alla vergogna, agli episodi di binge eating o alle restrizioni alimentari;
  • Il nutrizionista, invece, interviene sugli aspetti alimentari, sul piano nutrizionale e sulla gestione di fame e sazietà.

Il supporto online non sostituisce la valutazione medica “di persona”, ma piuttosto va ad affiancarla.

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Possiamo aiutarti. Nel nostro centro medico online trovi tanti psicoterapeuti e nutrizionisti che sanno come trattare e risolvere i DCA.

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Guida pratica per pazienti e familiari: i primi passi per la guarigione

Il primo passo, davanti a un sospetto DCA, è chiedere una valutazione specialistica prima che il problema diventi un’urgenza. I DCA, come l’anoressia nervosa e la bulimia, infatti, non riguardano solo il cibo, ma coinvolgono anche pensieri, emozioni, salute fisica e relazioni interpersonali. Parlarne con il proprio medico di fiducia, anche qualora si tratti di un sospetto vago, anche qualora ci si senta “sciocchi” nel farlo, non è mai un errore.

La persona che sospetta di avere un DCA dovrebbe fare tre cose: 

  • Riconoscere che c’è, o che potrebbe esserci, un DCA;
  • Chiedere aiuto a un professionista, eventualmente partendo proprio dal medico di base. È in genere sufficiente descrivere cosa sta accadendo, ovvero se sono presenti sintomi e da quanto, se ci sono state variazioni di peso, episodi di abbuffate o restrizioni alimentari, condotte compensatorie. È importante tenere a mente che il medico non si trova lì per giudicarci, ma per aiutarci;
  • Accettare una prima valutazione. 

Anche familiari e caregiver possono facilitare il primo contatto con i servizi, soprattutto quando la persona con DCA fatica a riconoscere il problema. I segnali da tenere sotto controllo sono diversi: 

  • Perdita o aumento di peso significativi;
  • Episodi di digiuno o alimentazione molto ridotta;
  • Vomito autoindotto;
  • Abbuffate incontrollate;
  • Uso di lassativi o diuretici;
  • Esercizio fisico eccessivo;
  • Isolamento;
  • Evitamento dei pasti;
  • Difficoltà scolastiche o lavorative;
  • Forte controllo sul cibo.

Altresì, occorre evitare:

  • Commenti sul peso;
  • Pressioni e colpevolizzazioni;
  • Tentativi di controllo rigido dei pasti. 

Il sostegno da parte di familiari e caregiver può consistere nell’aiutare a prenotare una visita, accompagnare ai colloqui e alle visite, raccogliere informazioni pratiche sui servizi disponibili e sull’epidemiologia dei DCA.

Come accedere ai servizi DCA bresciani: l'iter burocratico

Per accedere ai servizi DCA bresciani si parte, in genere, dai servizi territoriali pubblici: CPS per gli adulti e NPIA per i minori. L’invio può arrivare anche dal medico di medicina generale, dal pediatra o da specialisti. Il sospetto di un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione viene considerato un criterio di accesso urgente, dunque la prima visita dovrebbe avvenire in tempi brevi, indicativamente entro 15-20 giorni.

Dopo il primo accesso, il servizio territoriale effettua una valutazione specialistica, da lì sono i medici a valutare come muoversi e se indirizzare il paziente verso ulteriori servizi.

Associazioni e gruppi di supporto locale in Lombardia

Le associazioni e i gruppi di supporto, pur non sostituendo i servizi sanitari, possono essere comunque di grande supporto per i pazienti e per i loro familiari, contribuendo ad attività formative e divulgative.

Particolare possiamo ricordare:

  • A Brescia è presente A.Gen.D.A. Lilla ODV, Associazione di Genitori per la lotta ai Disturbi Alimentari, nata nel 2023. Le attività organizzate comprendono assistenza ai pasti, gruppi di supporto per familiari, incontri di sensibilizzazione e formazione per genitori e insegnanti;
  • AMA Brescia ospita un gruppo di auto mutuo aiuto per familiari di persone con anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari;
  • Per chi cerchi un centro per DCA a Milano, in Lombardia opera anche Nutrimente ETS, associazione no profit attiva nel territorio milanese che offre attività orientate a prevenzione, formazione, gruppi di ascolto e supporto alla cura. 
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