Rimedi per il reflusso gastroesofageo

I rimedi per il reflusso gastroesofageo comprendono modifiche dello stile di vita, dieta mirata e, qualora necessario, assunzione di farmaci.
FMFrancesca Menta
Scritto daFrancesca MentaGiornalista e copywriter specializzata sul settore nutrizione
Revisionato daTeam clinico Serenis
Pubblicato12 gennaio 2026
Aggiornato12 gennaio 2026
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rimedi per il reflusso gastroesofageo non comprendono solamente l’utilizzo di farmaci, ma includono anche scelte alimentari e comportamentali, cercando allo stesso tempo di comprendere da cosa nasca il disturbo per intervenire in maniera mirata. 

Il reflusso gastroesofageo: sintomi e cause

Il reflusso gastroesofageo si manifesta quando il contenuto acido dello stomaco risale nell’esofago a causa di un malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore, ovvero la “valvola” che separa lo stomaco dall’esofago. Questa condizione provoca infiammazione e fastidi ricorrenti.

In presenza di reflusso gastroesofageo i sintomi più comuni includono:

  • Bruciore di stomaco, in particolare localizzato nell’area dietro lo sterno;
  • Rigurgito acido, spesso accompagnato dalla percezione di liquido amaro o acido in bocca;
  • Acidità gastrica, talvolta accompagnata da crampi addominali;
  • Nausea;
  • Difficoltà nella deglutizione
  • Singhiozzo ricorrente
  • Tosse persistente;
  • Raucedineabbassamento della voce;
  • Disturbi del sonno, motivo per cui si potrebbe essere spinti a cercare dei rimedi per il reflusso notturno

Per quanto riguarda le cause più comuni del reflusso gastroesofageo possiamo ricordare:

  • Abitudini alimentari scorrette, ad esempio consumo di pasti eccessivamente abbondanti o consumati poco prima di coricarsi;
  • Sovrappesoobesità;
  • Tabagismo; 
  • Consumo regolare di alcolici;
  • Stress prolungato, che può aggravare i sintomi;
  • Presenza di ernia iatale;
  • Uso o abuso di alcuni farmaci.

Diagnosi del reflusso gastroesofageo: a chi rivolgersi?

La diagnosi dereflusso gastroesofageo si basa inizialmente sulla valutazione dei sintomi più comuni, come il bruciore retrosternale e il rigurgito acido. Quando questi sintomi sono presenti in modo ricorrente, una visita con il proprio medico di base può già essere di per sé sufficiente per identificare il disturbo.

Per i casi più complessi o quando i sintomi non migliorano con le prime indicazioni terapeutiche, è fondamentale rivolgersi a uno specialista in gastroenterologia, come un gastroenterologo

Il gastroenterologo è lo specialista di riferimento per la gestione del reflusso gastroesofageo, soprattutto quando i sintomi sono frequenti, non rispondono ai trattamenti iniziali o si accompagnano ad alcuni segnali d’allarme come difficoltà nella deglutizione, dimagrimento non intenzionale o dolore toracico persistente.

In genere, durante la visita, lo specialista raccoglie un’anamnesi dettagliata e valuta la necessità di effettuare alcune indagini specifiche, come la gastroscopia, la pH-metria e la manometria esofagea
In base al quadro clinico, viene dunque formulata una terapia personalizzata. Nei casi lievi i rimedi per il reflusso gastroesofageo possono consistere in “semplici” in modifiche dello stile di vita e nell’uso di alcuni farmaci come gli antiacidi o alginati. In situazioni più gravi, invece, il gastroenterologo può prescrivere farmaci più “potenti”, come gli inibitori della pompa protonicaH2-antagonisti, che agiscono riducendo la produzione di acido gastrico

Cura e rimedi per il reflusso gastroesofageo

rimedi per il reflusso gastroesofageo, così come le possibili cure, non sono uguali per tutte ma piuttosto variano a seconda della frequenza e della gravità dei sintomi.
In particolare, in genere viene consigliato di:

  • Modificare l’alimentazione, seguendo alcune buone abitudini e una dieta per il reflusso gastroesofageo;
  • Utilizzo di specifici farmaci che agiscono riducendo la produzione di acido, o proteggendo la mucosa esofagea, come avviene anche nel trattamento dell’esofagite. Se la terapia farmacologica non è efficace o tollerata, si può valutare un intervento chirurgico per migliorare la tenuta dello sfintere esofageo;
  • Utilizzo di rimedi di origine vegetale, come il gel di aloe vera o la liquirizia deglicirizzinata, che hanno mostrato un potenziale beneficio nel ridurre i sintomi.

I trattamenti medici e le cure farmacologiche 

Qualora il gastroenterologo lo ritenga opportuno, i rimedi per il reflusso gastroesofageo prevedono l’uso di farmaci, sotto prescrizione o da banco, che agiscono su diversi meccanismi. In particolare, possono essere utilizzati:

  • Gli inibitori di pompa protonica, che riducono la produzione di acido gastrico e consentono alla mucosa esofagea di “proteggersi”;
  • Gli antagonisti dei recettori H2, che riducono l’acidità;
  • Gli alginati, che formano una “barriera” contro il contenuto gastrico;
  • procinetici, che possono essere utilizzati per favorire lo svuotamento dello stomaco e ridurre la pressione sullo sfintere esofageo.

In ogni caso, le terapie farmacologiche devono essere personalizzate e monitorate nel tempo, per evitare effetti collaterali.

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Le cure naturali e "rimedi della nonna" per il reflusso

Alcuni rimedi per il reflusso gastroesofageo di origine naturale possono aiutare a controllare i sintomi nei casi lievi o moderati, anche nei bambini. Tuttavia, è fondamentale ricordare che non sostituiscono in alcun modo l’intervento medico quando il disturbo è ricorrente o grave.

In particolare, tra i rimedi naturali “della nonna” o “immediati” per il reflusso gastroesofageo possiamo ricordare:

  • Il gel di aloe vera per uso interno, che può avere un effetto lenitivo sull’esofago irritato grazie alle sue proprietà antinfiammatorie;
  • La liquirizia deglicirizzinata, che stimolerebbe la produzione di mucina, una sostanza che protegge la mucosa esofagea;
  • Il bicarbonato di sodio, sciolto in acqua, che può “neutralizzare” temporaneamente l’acidità. Tuttavia, andrebbe usato solo occasionalmente, in quanto un uso frequente può peggiorare l’acidità di stomaco;
  • Lo zenzero, assunto in piccole dosi, è stato associato a un miglioramento del tono dello sfintere esofageo e allo svuotamento gastrico più rapido. Tuttavia, in alcuni casi può andare a peggiorare i sintomi. In quel caso, è meglio sospenderne l’assunzione. Discorso simile per il consumo di limone, spesso inserito tra i possibili rimedi per il reflusso gastroesofageo.

Detto ciò, ricordiamo che questi rimedi della nonna per il reflusso possono sì aiutare nell’immediato, ma se i sintomi persistono o peggiorano è necessario rivolgersi al medico per evitare complicanze.

Le indicazioni generali per diminuire i sintomi del reflusso

rimedi per il reflusso gastroesofageo comprendono alcune indicazioni e abitudini quotidiane corrette, che è possibile applicare fin da subito. In particolare:

  • Mangiare porzioni piccole e frequenti, evitando pasti abbondanti;
  • Evitare di mangiare poco prima di coricarsi;
  • Masticare lentamente, restando in posizione eretta dopo i pasti;
  • Evitare di indossare abiti stretti che comprimano l’addome;
  • Evitare sforzi fisici intensi dopo i pasti, preferendo attività leggere;
  • Smettere di fumare;
  • Evitare il consumo regolare di alcol;
  • Evitare di consumare gomme da masticare;
  • Ridurre, se possibile, lo stress, eventualmente con il supporto di un professionista;
  • In caso di sovrappesoobesitàperdere peso con il supporto di un nutrizionista, il quale può indicare anche cosa mangiare in caso di acidità di stomaco.

La dieta per il reflusso gastroesofageo: cosa mangiare e cosa evitare

Gli aggiustamenti nella dieta fanno parte dei possibili rimedi per il reflusso gastroesofageo, soprattutto nei casi lievi o intermittenti. Alcuni alimenti, infatti, possono peggiorare la sintomatologia.

Tra i cibi da evitare rientrano quelli ricchi di grassi, come:

  • Insaccati;
  • Carni grasse;
  • Formaggi stagionati.

Andrebbero inoltre limitati:

  • Pomodori;
  • Agrumi;
  • Cipolle;
  • Aglio; 
  • Cioccolato; 
  • Menta;
  • Bevande gassate;
  • Tè; 
  • Caffè;
  • Alcolici;
  • Spezie piccanti;
  • In generale, alimenti molto conditi o fritti. 

Al contrario, sono generalmente ben tollerati i cibi a basso contenuto di grassi e poveri di fibre insolubili. È dunque possibile consumare verdure cottecarni bianchepesce magrolatticini freschi e poco grassi come la ricotta, uova in quantità moderate e cereali,

È consigliato consumare pasti piccoli e frequenti, masticare bene e mangiare lontano dall’orario in cui solitamente ci si corica. 

Infine, bere circa due litri di acqua al giorno, preferibilmente lontano dai pasti, può aiutare a “diluire” i succhi gastrici, prevenendo o attenuando l’acidità di stomaco

Il ruolo del nutrizionista

Il nutrizionista può offrire un contributo importante nella gestione del reflusso gastroesofageo, soprattutto quando i sintomi sono legati ad abitudini alimentari scorrette o a condizioni come sovrappeso e obesità. L’obiettivo è elaborare un piano nutrizionale personalizzato, che riduca la pressione sullo sfintere esofageo e minimizzi l’acidità gastrica.

Il nutrizionista individua quelli che sono i cibi potenzialmente irritanti, proponendo delle alternative. Inoltre, in caso vi sia un eccesso di peso e dunque la necessità di dimagrire, può impostare una dieta ipocalorica personalizzata.

La prevenzione del reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo non può essere prevenuto del tutto, ma ridurre i fattori che aumentano la pressione sullo stomaco e sullo sfintere esofageo inferiore può limitare l’insorgenza dei sintomi e prevenire la progressione verso forme croniche.

In particolare è utile:

  • Tenere sotto controllo il proprio peso corporeo. Il sovrappeso, infatti, favorisce la comparsa di reflusso comprimendo lo stomaco. In questi casi, una perdita di peso anche modesta può migliorare i sintomi;
  • Evitare il fumo di sigaretta;
  • Limitare o eliminare il consumo di alcolcaffeina, cibi fritti e bevande gassate;
  • Gestire lo stress;
  • Evitare di coricarsi entro tre ore dai pasti e mantenere una posizione eretta dopo aver mangiato;
  • Dormire con il busto leggermente sollevato in caso di reflusso notturno
  • Effettuare attività fisica moderata e regolare, almeno un paio d’ore a settimana

Fonti:

  • Berzofsky, C., & Sandhaus, H. (2020). The Treatment of Reflux Disease: Standard and Alternative Approach. Laryngopharyngeal and Gastroesophageal Reflux, 251–269. https://doi.org/10.1007/978-3-030-48890-1_29
  • Ahuja, A., & Ahuja, N. K. (2019). Popular Remedies for Esophageal Symptoms: a Critical Appraisal. Current Gastroenterology Reports, 21(8). https://doi.org/10.1007/s11894-019-0707-4