Polidipsia: tipologie, patologie correlate e rimedi

La polidipsia è una condizione in cui si avverte una sete costante e “anomala”, anche dopo aver bevuto molto. Può essere temporanea, legata a diversi disturbi o all’uso di farmaci.

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polidipsia

La polidipsia è una sete intensa e continua che non si placa neanche dopo aver bevuto molto. Può comparire in risposta a una perdita di liquidi, ma anche come sintomo di patologie più complesse. Riconoscerla aiuta a intervenire nel modo corretto.

Cos'è la polidipsia

La polidipsia è una condizione caratterizzata da una sensazione di sete eccessiva e persistente, che non si attenua neanche dopo aver bevuto. Non è facile quantificare dopo quanti litri di acqua assunti si parli di polidipsia, ma tendenzialmente è utile tenere presente che normalmente ne assumiamo circa due litri al giorno.

Si tratta in realtà non tanto di una malattia, quanto piuttosto di un sintomo spesso legato ad altre condizioni, e in particolare alla presenza di un’alterazione del normale meccanismo che regola il bilancio idrico nell’organismo. 
Chi ne soffre può arrivare a bere anche diversi litri al giorno, senza mai riuscire a placare del tutto la sensazione di sete. 
Spesso si associa a minzione frequentesecchezza della bocca, ma nei casi più gravi può comparire insieme ad altri sintomi come:

  • Affaticamento
  • Perdita di peso apparentemente ingiustificata;
  • Cambiamenti nell’appetito;
  • Debolezza persistente;
  • Confusione;
  • Difficoltà di concentrazione.

In molti casi, comunque la polidipsia si manifesta come risposta fisiologica alla perdita di liquidi, come accade durante la disidratazione, in caso di sudorazione intensa, in presenza di febbre o a seguito di vomito e diarrea. Tuttavia, può anche essere la spia di disturbi più complessi, tra cui il diabete (compreso il diabete infantile), il diabete insipido, alcune patologie psichiatriche oppure l’effetto collaterale di alcuni farmaci, ad esempio i diuretici.

Può svilupparsi in modo graduale o improvviso, e durare per giorni, settimane o anche mesi. In questi casi, è opportuno consultare un medico.

Tipologie di polidipsia

Esistono diverse forme di polidipsia, distinte in base alla causa che le determina. Le principali sono la polidipsia primaria e la polidipsia secondaria.

  • La polidipsia primaria si divide, a sua volta, in due sottotipi. La forma psicogena è legata ad alcuni disturbi legati alla psiche, come schizofreniadisturbi dell’umoreansia. La forma dipsogenica, invece, si verifica quando vi è un'alterazione dell’ipotalamo, ovvero la regione del cervello che, tra le altre cose, regola anche lo stimolo della sete;
  • La polidipsia secondaria ha invece una causa organica ben identificabile. Può derivare da patologie come il diabete di tipo 1, in cui l’iperglicemia porta a un aumento della diuresi e della sete, o il diabete insipido, un disturbo in cui i reni eliminano un’eccessiva quantità di acqua per carenza o inefficacia dell’ormone antidiuretico (vasopressina). Anche condizioni come insufficienza renalemalattie epatichescompenso cardiacoipokaliemia (ovvero carenza di potassio), o ipercalcemia (ovvero eccesso di calcio nel sangue) possono causare polidipsia secondaria;
  • Polidipsia compensatoria, quando l’eccessivo bisogno di bere è una risposta diretta a una perdita importante di liquidi, come in caso di ustionivomito prolungatodiarrea gravesudorazione eccessiva.

polidipsia

Cause della polidipsia: perché ho sempre sete?

La polidipsia può dipendere da diversi fattori. Questi possono essere fisiologici, comportamentali o legati all’assunzione di farmaci.

In molti casi, l’origine è legata a situazioni comuni e transitorie, e dunque se passeggera non deve creare preoccupazione. In questi casi in genere la causa è legata, ad esempio: 

  • Al consumo di cibi molto salati o piccanti, che tende ad aumentare il fabbisogno di acqua; 
  • L’assunzione di caffeinaalcol, sostanze che favoriscono la diuresi, e dunque la perdita di liquidi; 
  • Lo svolgimento di attività fisica intensa, soprattutto se accompagnata da sudorazione abbondante.

Altre possibili cause di polidipsia possono essere:

  • Disidratazione, quando l’introduzione di acqua non è sufficiente rispetto alle perdite, ad esempio in presenza di febbrevomitodiarrea, oppure quando l’assunzione di liquidi resta bassa per periodi prolungati. In questi casi la sete notturna o diurna non è altro che un segnale di “compensazione” con cui il corpo ci avverte che non riesce a trattenere liquidi a sufficienza;
  • Assunzione di alcuni farmaci , come i diuretici, ma anche corticosteroidi, alcuni antidepressivi o anticolinergici;
  • Alcune patologie;
  • Fattori psicologici. Stati di stress, ansia o specifici disturbi mentali possono indurre un comportamento di assunzione compulsiva di acqua, anche in assenza di una reale necessità fisiologica. In questi casi l’avere sempre sete non riflette una “reale” perdita di liquidi, ma piuttosto un’alterazione del controllo dello stimolo della sete.

Le patologie correlate alla sete eccessiva

La polidipsia persistente può essere il sintomo di diverse patologie, che interferiscono con il controllo dei liquidi o con il metabolismo.

 

  • Una delle cause più comuni è il diabete, tra cui diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2. Infatti, livelli elevati di glucosio nel sangue, condizione detta iperglicemia, determinano un aumento della produzione di urina. La perdita di grandi quantità di liquidi causa a sua volta una sensazione di sete intensa e continua;
  • Un’altra condizione normalmente legata alla polidipsia è il diabete insipido, un disturbo non correlato al glucosio, ma che riguarda la produzione o l’azione dell’ormone antidiuretico, la cosiddetta vasopressina. Quest’ultima regola la capacità dei reni di concentrare le urine. In presenza di diabete insipido si vanno ad eliminare urine molto diluite e in grandi volumi, e la condizione causa sete intensa e persistente;
  • Alterazioni degli elettroliti, tra cui livelli bassi di potassio nel sangue (ipokaliemia) o livelli elevati di calcio (ipercalcemia), che interferiscono con la funzione renale e con i meccanismi di regolazione dei liquidi;
  • Altre patologie come insufficienza renaleinsufficienza epaticascompenso cardiaco.

Conseguenze e complicazioni della polidipsia

La polidipsia, quando protratta nel tempo e non trattata, può causare diverse complicazioni. Inoltre, poiché si tratta spesso del sintomo di ulteriori condizioni, queste ultime se trascurate possono causare danni anche gravi.

Detto questo, le conseguenze pericolose della polidipsia sono legate all’assunzione di liquidi, qualora quest’ultima divenga eccessiva rispetto alle reali necessità dell’organismo. In particolare possiamo ricordare:

  • L’iponatriemia, ovvero la riduzione della concentrazione di sodio nel sangue. Quando la concentrazione di sodio si abbassa oltre una certa soglia in maniera prolungata, possono comparire cefaleanauseacrampi muscolaririflessi rallentatistato confusionale. Nei casi più gravi, se l’iponatriemia peggiora, possono verificarsi convulsioni o addirittura coma
  • La cosiddetta intossicazione da acqua, che avviene in seguito all’ingestione massiva di liquidi in breve tempo. Si tratta di un evento raro, ma che può avvenire ad esempio in presenza di potomania.

Oltre agli squilibri elettrolitici, la polidipsia può interferire con la qualità del sonno a causa della nicturia, ovvero la necessità di urinare durante la notte. 
Le complicazioni, comunque, non derivano tanto dalla sete in sé, ma dall’eccesso di liquidi non adeguatamente regolato dai normali meccanismi fisiologici e dalle complicazioni eventualmente legate alle cause scatenanti della condizione.

Quando preoccuparsi?

È opportuno preoccuparsi della polidipsia quando la sete intensa persiste per più giorni senza che vi sia una causa evidente, e non si riduce nonostante l’assunzione di grandi quantità di liquidi.

Altri sintomi che richiedono attenzione comprendono:

  • Vista offuscata;
  • Senso di stanchezza marcata e persistente; 
  • Aumento o riduzione dell’appetito
  • Perdita di peso non intenzionale;
  • Debolezza muscolare
  • Confusione;
  • Difficoltà di concentrazione.

La polidipsia merita una valutazione medica anche quando si inserisce in un quadro già noto di diabetemalattie renaliepatichecardiache, oppure in presenza di disturbi di natura psichiatrica

Trattamento e rimedi per la polidipsia

Non esiste un trattamento vero e proprio per la polidipsia, ma dipende esclusivamente dalla causa che la determina. 
Nei casi in cui la sete rappresenti una risposta a una perdita di liquidi, il primo intervento consiste nel reintegro adeguato di questi ultimi, privilegiando l’acqua e limitando invece tutte le sostanze che aumentano la diuresi, come alcolcaffeina.

Quando la polidipsia è legata a una patologia, invece, la terapia è ovviamente mirata alla gestione della malattia sottostante, motivo per cui l’intervento del medico è fondamentale.
Se la causa è farmacologica, il medico può valutare una modifica del dosaggio o una sostituzione del farmaco responsabile. 

Infine, nel caso di polidipsia psicogena, l’intervento può prevedere un supporto psicologico, alcune strategie per aumentare la consapevolezza dell’assunzione di liquidi e, quando necessario, un trattamento farmacologico mirato al disturbo di base. 

Detto questo, qualunque sia la causa occorre identificare l'origine della polidipsia, anche attraverso tutta una serie di esami prescritti dal medico.

Fonti:

  • Rajesh Kotagiri, & Sridharan, G. K. (2023, July 24). Primary Polydipsia. Nih.gov; StatPearls Publishing. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK562251/
  • Ahmadi, L., & Goldman, M. B. (2020). Primary polydipsia: Update. Best Practice & Research Clinical Endocrinology & Metabolism, 34(5), 101469. https://doi.org/10.1016/j.beem.2020.101469
  • Dundas, B., Harris, M., & Narasimhan, M. (2007). Psychogenic polydipsia review: Etiology, differential, and treatment. Current Psychiatry Reports, 9(3), 236–241. https://doi.org/10.1007/s11920-007-0025-7
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