Dieta per la colangite: cosa mangiare?

La colangite infiammatoria colpisce i dotti biliari, con forme infettive e autoimmuni. Scopri come la dieta e l'alimentazione posso aiutare con la gestione di questa patologia.

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Dieta per la colangite

La colangite è un’infiammazione delle vie biliari, causata da infezioni batteriche in seguito a ostruzioni o da processi autoimmuni. Vediamo quali sono i sintomi, quali sono le cause e quali sono la cura e la dieta da seguire per gestire al meglio questa patologia.

Colangite infettiva e colangite primitiva sclerosante: di cosa si tratta?

La colangite è un’infiammazione dei dotti biliari che può portare alla formazione di cicatrici all’interno dei dotti biliari che causano un significativo restringimento degli stessi.

La colangite primitiva sclerosante è invece una patologia cronica caratterizzata da infiammazione, fibrosi e graduale ostruzione delle vie biliari sulla base di fattori genetici e immunologici. 

I sintomi della colangite possono essere facilmente confusi con altri disturbi non specifici. Tra i più comuni ci sono, ad esempio, febbre, dolore addominale e ittero (feci di colore chiaro e urine scure), nausea e vomito.

La colangite sclerosante primitiva invece causa, nello stadio iniziale, prurito e senso di fatica che possono poi essere accompagnati, nelle fasi più avanzate del disturbo, da dolore addominale (in particolare nell’area in alto a destra), brividi, febbre e sudorazione notturna.

Infine, potrebbero manifestarsi anche altri sintomi tipici della cirrosi epatica come ipertensione sanguigna della vena porta, ossia quella che conduce il sangue dall’intestino al fegato, ascite (accumulo di liquido a livello addominale) e insufficienza epatica anche grave.

Ad oggi non sono ancora state individuate le cause precise della colangite. 

Colangite cura

Trattamento della colangite

La colangite è una malattia irreversibile, per cui non esiste una cura. Il trattamento ha quindi l'obiettivo di gestire i sintomi e monitorare la funzione epatica mediante medicinali o interventi chirurgici. 

Quando la colangite ha origine infettiva, il trattamento consiste nella somministrazione di antibiotici. In questo caso, però, bisogna risolvere anche l’ostruzione delle vie biliari: l’opzione è quella chirurgica con un intervento endoscopico oppure in laparoscopia.

Il trattamento delle colangiti sclerosanti primarie, invece, ha come obiettivo la gestione dei sintomi principali, di eventuali complicanze e dei possibili danni a carico del fegato sul lungo termine. Per contrastare il prurito, per esempio, si utilizza un acido biliare come l’ursodiolo, che favorisce l’assorbimento della bile. Ci sono poi dei farmaci, detti “sequestranti degli acidi biliari”, che impediscono il ritorno al fegato degli acidi biliari appunto.

La chirurgia è l’unica soluzione definitiva per combattere la colangite, ma ci sono diverse procedure endoscopiche di preparazione all’intervento: l'ERCP (Colangiopancreatografia retrograda endoscopica) operativa, che rappresenta un intervento palliativo in attesa del trapianto, la rimozione del segmento stenotico/fibrotico e, infine, il trapianto di fegato, che rappresenta la soluzione definitiva nei casi di grave insufficienza epatica. 

Di colangite si può guarire, seppur raramente (circa nel 10% dei casi) ma la patologia può recidivare anche sull’organo trapiantato, quindi occorre comunque eseguire controlli regolari anche dopo l’intervento chirurgico.

Prevenzione e gestione a lungo termine

La prevenzione della colangite è difficile se non impossibile, proprio per il fatto che non si conoscono esattamente nemmeno le cause precise che portano allo sviluppo di questa infiammazione. Tuttavia, esistono dei comportamenti e delle abitudini che possono migliorare la salute e prevenire diverse malattie del fegato.

Una volta ricevuta la diagnosi di colangite è opportuno adottare alcuni sani comportamenti:

  • eliminare completamente il consumo di alcolici e superalcolici;
  • effettuare le vaccinazioni contro epatite A ed epatite B a salvaguardia dell’organo;
  • consultare il medico prima di assumere ogni tipo di farmaco;
  • raggiungere e mantenere il peso forma;
  • seguire una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura;
  • praticare una regolare attività fisica.

Dieta per la colangite: indicazioni generali

Come sottolineato in precedenza, l'unica cura possibile per la colangite è il trapianto di fegato. La dieta, quindi, non rappresenta uno strumento di cura ma può soltanto aiutare nella gestione dei sintomi e nella prevenzione di alcune gravi complicazioni. 

La gestione nutrizionale nella colangite, in particolare nella forma sclerosante (PSC), ha l'obiettivo primario di prevenire la malnutrizione e correggere le carenze causate dal malassorbimento. Poiché l'infiammazione dei dotti ostruisce il normale flusso della bile, il corpo fatica a digerire correttamente i grassi. Questo processo porta spesso a gravi carenze di vitamine liposolubili (A, D, E, K) e minerali essenziali.

Cosa mangiare in una dieta per la colangite?

Per supportare il fegato e migliorare la qualità della vita, alcuni studi consigliano di includere regolarmente i seguenti alimenti:

  • caffè: il consumo regolare di caffè è fortemente associato a un effetto protettivo sul fegato, rallentando la progressione della fibrosi e riducendo il rischio di complicazioni chirurgiche;
  • fibre, contenute in frutta, verdura e cereali integrali, che favoriscono la produzione di acidi grassi a catena corta, aiutando a mantenere integra la barriera intestinale e riducendo l'infiammazione;
  • grassi buoni: gli omega-3 presenti nel pesce e negli oli vegetali aiutano a contrastare l'infiammazione epatica;
  • proteine magre: sono fondamentali per mantenere la massa muscolare, preferendo fonti vegetali o carni magre per non sovraccaricare il metabolismo dei grassi;
  • probiotici: possono essere utili per ripristinare l'equilibrio della flora batterica intestinale, spesso compromessa in questa patologia.

Alimenti da evitare per la colangite

Per non affaticare ulteriormente il sistema biliare e il fegato, è opportuno limitare o eliminare:

  • grassi saturi: carni rosse grasse, burro, formaggi stagionati, salsicce e margarine ad alto contenuto di grassi sono associati a una peggiore qualità della dieta e a un aumento dell'infiammazione;
  • alcol, che essendo una sostanza epatotossica accelera il danno cellulare;
  • zuccheri aggiunti presenti in dolci, bevande zuccherate, bibite gassate e fritture, che contribuiscono a uno squilibrio metabolico che può aggravare la patologia epatica;
  • eccesso di sodio: ridurre il sale è fondamentale, specialmente nelle fasi avanzate della malattia, per prevenire l'accumulo di liquidi a livello addominale (ascite);
  • crostacei e pesci crudi: chi soffre di malattie epatiche dovrebbe ridurre o evitare il consumo di pesce o molluschi crudi a causa dell'alto rischio di infezioni batteriche gravi. 

Colangite: quando consultare un nutrizionista?

In presenza di una patologia grave come la colangite, è fondamentale affidarsi al supporto di professionisti. 

Dopo aver consultato medici e specialisti e aver ricevuto una diagnosi di colangite e una cura farmacologica o chirurgica per gestire la malattia, è possibile rivolgersi anche a un nutrizionista per costruire abitudini alimentari e ricevere un piano alimentare che possano supportare il paziente nel percorso di cura. 

Se vuoi parlare con un nutrizionista, puoi farlo con Serenis Nutrizione. Siamo un centro medico online con un'equipe di nutrizionisti, dietologi ed endocrinologi. Per provare il servizio ti basterà compilare il questionario e prenotare il primo colloquio gratuito. 

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Fonti:

Sitografia

Cholangitis.

StatPearls - NCBI Bookshelf.

Eating, Diet, & Nutrition for Primary Sclerosing Cholangitis.

National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases.

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Cleveland Clinic.

Bibliografia

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Mammadov, R. A., Roest, H. P., Van Der Laan, L. J., Peppelenbosch, M. P.

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Lindqvist, C., Ingre, M., Kechagias, S., Nilsson, E., Molinaro, A., Rorsman, F., Bergquist, A. (2024)