Salmonella in gravidanza: trasmissione, rischi e conseguenze
La salmonella è un’infezione batterica che può causare complicanze in gravidanza, sia per la madre, sia per il feto. Conoscere sintomi, vie di trasmissione e misure preventive è fondamentale per ridurre i possibili rischi.

La salmonella è un’infezione che, se contratta in gravidanza e non gestita correttamente, può comportare conseguenze anche molto gravi.
Il rischio di contrarla aumenta con il consumo di alimenti crudi, scarsa igiene o manipolazione errata dei cibi.
Cos'è la salmonella
La salmonella è un’infezione causata dai batteri appartenenti al genere Salmonella, appunto, in particolare Salmonella enteritidis e Salmonella typhimurium. Si tratta di microrganismi che vivono normalmente nell’intestino di animali e esseri umani, ma possono contaminare alimenti e superfici attraverso le feci.
La forma più frequente di salmonella è la cosiddetta salmonella non tifoidea, che in genere causa dei disturbi gastrointestinali. I ceppi tifoidei (come Salmonella typhi), invece, sono responsabili della cosiddetta febbre tifoide, malattia che in Italia è, comunque, piuttosto rara.
La salmonella in gravidanza, come del resto nelle altre fasce di popolazione, si acquisisce principalmente per via alimentare. L'infezione è comunque più pericolosa nei soggetti con difese immunitarie ridotte, come appunto le donne in stato interessante, i bambini piccoli e le persone anziane.
Sintomi e trasmissione della salmonella
La salmonella, in gravidanza e non, si manifesta con sintomi gastrointestinali simili a quelli di una gastroenterite.
I disturbi compaiono generalmente tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di cibi contaminati.
I sintomi più comuni della salmonella sono:
- Diarrea, spesso con scariche abbondanti e frequenti;
- Crampi addominali;
- Febbre;
- Nausea, spesso accompagnata da vomito;
- Senso di spossatezza persistente.
In alcuni casi, e soprattutto nei soggetti più fragili, si possono presentare complicazioni come:
- Disidratazione grave;
- Batteriemia, ovvero presenza del batterio nel sangue;
- Meningite, sebbene si tratti di una complicazione rara.
La trasmissione della salmonella avviene principalmente per via oro-fecale, attraverso il consumo di alimenti contaminati da feci infette.
I veicoli principali dell’infezione sono:
- Uova crude o poco cotte;
- Carne non sufficientemente cotta, soprattutto per quanto riguarda pollame e maiale;
- Latte e formaggi non pastorizzati;
- Pesce crudo o affumicato;
- Frutta e verdura non lavate accuratamente.
Non solo: a facilitare la diffusione del batterio può essere anche la contaminazione incrociata tra alimenti crudi e cotti, l’uso di utensili sporchi o la scarsa igiene nella manipolazione dei cibi.
In questo senso è fondamentale avere ben chiaro cosa mangiare in gravidanza e cosa non mangiare in gravidanza.
Sebbene tenda ad essere un mezzo di trasmissione più raro, la salmonella può essere trasmessa anche dal contatto diretto con animali portatori, come rettili, uccelli o roditori, o con le superfici da essi contaminate.
Quali sono le conseguenze della salmonella in gravidanza?
La salmonella in gravidanza può causare complicazioni anche gravi, soprattutto nei casi in cui l’infezione non viene trattata o si presenta in forma sistemica.
Durante la gravidanza, la malattia può:
- Alterare l’equilibrio metabolico;
- Ridurre l’apporto di ossigeno alla placenta;
- Compromettere la crescita del feto.
Inoltre, la disidratazione legata a diarrea e vomito può peggiorare questa condizione, aumentando il rischio di sofferenza fetale.
Nei casi più gravi, il batterio può superare la barriera placentare e andare ad infettare direttamente il liquido amniotico. Questa condizione può comportare parto prematuro e infezioni neonatali.
Un’altra possibile complicanza è la cosiddetta batteriemia, cioè la presenza del batterio nel sangue materno, che può potenzialmente diffondere l’infezione in tutto l’organismo e, nei casi più gravi, evolvere in sepsi.
La trasmissione da madre a feto è rara ma documentata. Quando avviene, il neonato può sviluppare sepsi neonatale o meningite, condizioni che richiedono un trattamento tempestivo per evitare danni permanenti.
Infine, sebbene si tratti di eventi rari, è opportuno sottolineare che sono stati segnalati dei casi di aborto spontaneo legati a infezioni sistemiche da salmonella.

Quali sono i rischi della salmonella in gravidanza?
La salmonella in gravidanza può comportare tutta una serie di rischi sia per la gestante, sia per il feto, in particolare se l’infezione evolve o non viene riconosciuta e trattata in tempo.
In gravidanza, infatti, alcune condizioni fisiologiche rendono l’organismo più vulnerabile, aumentando la possibilità di sviluppare complicanze anche gravi.
Durante la gravidanza, il sistema immunitario subisce infatti un naturale adattamento per permettere la “tolleranza” immunologica del feto. Questo cambiamento può rendere l’organismo materno più suscettibile alle infezioni batteriche come appunto la salmonella.
L’infezione può dunque causare:
- Disidratazione;
- Febbre persistente.
In alcuni casi, può diffondersi oltre l’intestino, entrando nel flusso sanguigno, condizione detta batteriemia.
Le conseguenze per il bambino dipendono da diversi fattori, tra cui la gravità dell’infezione, il momento in cui si verifica e la risposta dell’organismo materno.
I rischi per la mamma
La salmonella in gravidanza può causare nella gestante un’infezione più intensa rispetto alla media, a causa della fisiologica riduzione dell’attività immunitaria.
Una delle complicanze più gravi è la già citata batteriemia, ossia la presenza del batterio nel sangue. Questa condizione può causare:
- Febbre alta;
- Malessere generalizzato e persistente;
- Rischio di sepsi, una risposta infiammatoria sistemica dell’organismo potenzialmente pericolosa per la vita se non trattata tempestivamente.
La gestione della salmonella in gravidanza richiede quindi particolare attenzione, anche quando i sintomi iniziali sembrano lievi o legati ad una gastroenterite. In caso di dubbio o di comparsa di diarrea in gravidanza è fondamentale consultare un medico.
I rischi per il bambino
La salmonella in gravidanza può avere delle conseguenze anche sul feto, soprattutto se l’infezione non viene trattata tempestivamente.
Il principale meccanismo attraverso cui il batterio può danneggiare il bambino è legato alla trasmissione verticale, ossia il passaggio del patogeno dalla madre al feto durante la gravidanza o al momento del parto.
Quando l’infezione raggiunge il liquido amniotico, può provocare:
- Infiammazioni delle membrane, che aumentano il rischio di parto pretermine;
- La nascita anticipata, a sua volta, è associata a un maggior pericolo di complicanze respiratorie, metaboliche e infettive;
- Può ostacolare il corretto apporto di ossigeno e nutrienti al feto, determinando un rallentamento della crescita intrauterina e una condizione di basso peso alla nascita. Questo, a prescindere che la salmonella in gravidanza venga contratta durante il primo, secondo o terzo trimestre;
- Sepsi neonatale;
- Meningite.
Infine, sebbene sia un’occorrenza rara, sono stati segnalati episodi di aborto spontaneo.
Lo sviluppo di rischi per il bambino dipende, comunque, dalla rapidità della diagnosi, dalla gestione clinica e dalla fase della gravidanza in cui avviene il contagio.
Come prevenire la salmonellosi in gravidanza?
La salmonella in gravidanza può essere prevenuta adottando tutta una serie di precauzioni, tra cui:
- Seguire delle misure igieniche rigorose per quanto riguarda preparazione, conservazione e consumo degli alimenti;
- Evitamento di alcuni alimenti considerati a rischio.
Quali alimenti evitare?
Per ridurre il rischio di contrarre la salmonella in gravidanza (ma non solo), è fondamentale evitare tutti quegli alimenti che possono veicolare il batterio se consumati crudi, poco cotti o non pastorizzati.
In particolare nell’alimentazione in gravidanza è fondamentale evitare il consumo di:
- Uova crude o poco cotte, comprese quelle usate in ulteriori preparazioni “casalinghe”, come maionese, zabaione, creme. Anche le uova con il guscio sporco o rotto non dovrebbero essere consumate, poiché possono essere contaminate all’esterno e trasmettere il batterio attraverso delle crepe. Le uova in gravidanza vanno infatti consumate solo cotte e pastorizzate e la maionese in gravidanza va consumata solo se “sicura”;
- Latte e formaggi freschi non pastorizzati;
- Frutta e verdura non lavata e disinfettata accuratamente;
- Carne cruda o poco cotta, in particolare pollame e maiale;
- Frutti di mare crudi o affumicati, come ostriche e crostacei;
- Pesce crudo, anche utilizzato nel sushi, nei carpacci e nelle tartare. Il pesce non è, comunque, vietato. Per approfondire è possibile leggere gli articoli dedicati, come tonno in gravidanza e salmone in gravidanza.
Altre norme igieniche da rispettare per evitare la salmonella in gravidanza
Per prevenire la salmonella in gravidanza è anche necessario seguire delle norme igieniche rigorose durante tutte le fasi di preparazione e conservazione del cibo. Il batterio, infatti, può sopravvivere ed essere presente anche sulle superfici e gli utensili da cucina, qualora non vengano lavati.
In particolare, per prevenire la salmonella durante la gravidanza e non solo, è fondamentale:
- Lavarsi sempre le mani con acqua e sapone prima di cucinare, dopo aver maneggiato carne cruda, uova o verdure non lavate, dopo aver toccato animali domestici o utilizzato il bagno;
- Pulire accuratamente tutti gli utensili e i piani di lavoro dopo ogni utilizzo, soprattutto se sono entrati in contatto con alimenti potenzialmente contaminati;
- Utilizzare taglieri separati per carne cruda e verdure;
- Evitare di rompere le uova sul bordo del recipiente in cui verranno lavorate. I gusci, inoltre, vanno gettati via subito e non devono entrare in contatto con altri ingredienti;
- Gli alimenti crudi vanno conservati separati da quelli cotti o pronti al consumo, preferibilmente in contenitori chiusi, anche in frigorifero;
- Scongelare con cura gli alimenti prima del consumo.
Fonti:
Salmonella. (2024, March). Nih.gov; Organization of Teratology Information Specialists (OTIS). https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK582942/