Gastroenterite: cosa mangiare e cosa evitare

I sintomi della gastroenterite sono simili a quelli di un’influenza intestinale, ma possono aggravarsi in pazienti con particolari patologie. Scopri cosa mangiare e cosa evitare per non aggravarli.

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Gastroenterite cosa mangiare

Gastroenterite e alimentazione: cosa mangiare per guarire più velocemente

La gastroenterite virale è un’infezione intestinale che provoca sintomi come diarrea, crampi allo stomaco, nausea o vomito e talvolta febbre. 

Negli adulti questo disturbo è piuttosto comune e solitamente non causa complicazioni. Nei neonati, negli anziani e nelle persone con un sistema immunitario compromesso, invece, la gastroenterite può rivelarsi mortale, nel peggiore dei casi. 

I sintomi più comuni della gastroenterite si manifestano solitamente da 1 a 3 giorni dall’infezione e sono:

  • diarrea acquosa, solitamente non sanguinolenta;
  • nausea, vomito o entrambi;
  • crampi addominali e dolori allo stomaco;
  • dolori muscolari occasionali e mal di testa;
  • febbre generalmente bassa.

I principali virus che possono causare la gastroenterite sono:

  • Norovirus, proveniente da cibi o acque contaminate, dalla condivisione di cibi o utensili, anche attraverso le mani portate alla bocca (se non lavate accuratamente);
  • Rotavirus, è la causa più comune per i bambini o neonati che portano alla bocca oggetti contaminati.

Anche i molluschi, come le ostriche crude, possono provocare disturbi intestinali.

Il principale strumento di prevenzione della gastroenterite è lavare accuratamente e frequentemente le mani con il sapone (per almeno 20 secondi) ed evitare di assumere cibi contaminati.

Gastroenterite come si cura

Cura e trattamento della gastroenterite: quando rivolgersi al medico?

Per curare e trattare la gastroenterite è innanzitutto necessario riconoscerla e distinguerla da altre patologie che potrebbero avere sintomi simili, come l’appendicite o altre malattie infiammatorie intestinali. 

Se il virus dura solo un paio di giorni e la persona è un adulto sano, non è necessario contattare immediatamente il medico. È bene invece rivolgersi a un professionista se i sintomi durano per diversi giorni o se la persona che ha contratto la gastroenterite è già debilitata o anziana. 

Nei neonati e bambini è particolarmente importante contattare subito il pediatra se si registrano vomito o diarrea frequenti, se il bambino risulta particolarmente irritabile o disidratato, e in qualsiasi altra condizione insolita o sospetta.

Dieta per la gastroenterite: cosa mangiare?

La dieta non rappresenta una cura per la gastroenterite ma può aiutare a gestire i sintomi durante la fase acuta e a velocizzare il recupero nella fase successiva. 

Pranzo e una cena devono essere dei pasti leggeri. Possono includere per esempio:

  • riso;
  • patate;
  • pane bianco;
  • carne bianca.

In generale, preferisci carboidrati complessi non integrali (come patate, riso, pasta, pane), carni bianche (pollo o tacchino) e pesce.

Cosa mangiare a colazione con la gastroenterite?

Per colazione, per esempio, è possibile preparare una tisana accompagnata da pane bianco senza mollica o fette biscottate con marmellata (in piccole quantità). 

L’importanza dell’idratazione: come reintegrare i liquidi?

I pazienti affetti da gastroenterite dovrebbero porre particolare attenzione all’idratazione: è importantissimo bere almeno 2 litri di acqua al giorno anche attraverso la preparazione di tè o tisane. Il brodo vegetale, di manzo o di pollo sono altrettanto importanti sia per l’idratazione sia per l’assunzione di potassio e sodio. La gastroenterite infatti fa sì che si perdano molti liquidi ed è necessario reintegrarli in tutti i modi possibili.

Gastroenterite dieta in bianco

Cosa non mangiare con la gastroenterite?

Tra i cibi da evitare ci sono tutti gli alimenti ricchi di grassi, le salse e le spezie, soprattutto se risultano difficili da digerire. Da limitare anche 

  • il caffè, perché la caffeina favorisce la motilità intestinale e potrebbe peggiorare la diarrea;
  • il latte e i latticini;
  • le bevande gassate;
  • gli alcolici.

Questi alimenti possono infatti provocare gonfiore di stomaco e flatulenza.

Dieta dopo la gastroenterite: quando rivolgersi al nutrizionista?

Una volta terminata la fase critica, è meglio non tornare subito a un'alimentazione pesante. 

Nella fase di recupero si possono inserire gradualmente probiotici e fermenti lattici per ricostruire il microbiota intestinale, iniziando con piccole porzioni di yogurt magro o kefir quando i sintomi sono scomparsi.

La gastroenterite può essere anche molto debilitante. Una dieta adeguata nella fase di recupero può rivelarsi fondamentale per riprendere le energie. Per costruire un piano alimentare che ti aiuti nel periodo successivo al virus intestinale, puoi rivolgerti a un nutrizionista online

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Fonti:

Sitografia

Viral Gastroenteritis (“Stomach Flu”)

National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases.

Bibliografia

Viral gastroenteritis in adults — Recent patents on anti-infective drug discovery, 6(1), pp. 54-63

Eckardt, A. J., Baumgart, D. C. (2010)

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