Ernia iatale: sintomi, cause e come curarla

L’ernia iatale è una condizione in cui una porzione dello stomaco “risale” nel torace attraverso il diaframma. Può essere asintomatica o causare sintomi come bruciore, rigurgito e difficoltà digestive.

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ernia iatale

L’ernia iatale è un’alterazione anatomica che vede risalire una porzione dello stomaco attraverso il diaframma. In alcuni casi non provoca sintomi, mentre in altri può causare di gravità variabile, legati soprattutto a reflusso acido.

Cos'è l'ernia iatale

L’ernia iatale è una condizione in cui una porzione dello stomaco risale dall’addome al torace passando attraverso lo iato esofageo. Quest’ultimo è un’apertura naturale presente nel diaframma, ovvero il muscolo che separa torace e addome e aiuta nella respirazione. 
In condizioni normali, ciò è impedito dallo sfintere esofageo inferiore, una sorta di valvola che impedisce la risalita dei succhi gastrici. Quando invece lo stomaco si “sposta” verso l’alto, questa barriera può indebolirsi, favorendo, peraltro, la comparsa del reflusso gastroesofageo.

Questa condizione è piuttosto frequente nella popolazione adulta e tende a diventare più comune con l’avanzare dell’età. 

In molti casi è asintomatica e viene scoperta casualmente durante esami di routine e accertamenti per altri disturbi. 

Quali sono le tipologie di ernia iatale?

L’ernia iatale non si presenta sempre con le stesse caratteristiche, ma può variare per posizione, meccanismo e gravità. Per questo motivo viene classificata in diverse tipologie, ognuna con implicazioni cliniche differenti. La distinzione principale è tra:

  • Ernia iatale da scivolamento
  • Ernia iatale paraesofagea;
  • Una forma di ernia iatale mista, meno frequente ma tendenzialmente più complessa da trattare.

L’ernia iatale da scivolamento

L’ernia iatale da scivolamento è la forma più comune e si stima rappresenti oltre il 90% dei casi. 

In questa variante, la giunzione gastroesofagea, ovvero il punto “di passaggio” tra esofago e stomaco, e una porzione dello stomaco risalgono attraverso lo iato esofageo, di fatto entrando nel torace. 
Questo spostamento è spesso intermittente e influenzato dalla pressione addominale, per esempio in caso di sforzi intensi, in presenza di obesità o dopo pasti particolarmente abbondanti.

Uno degli effetti principali di questa risalita è l’alterazione del funzionamento dello sfintere esofageo inferiore, la valvola muscolare che normalmente impedisce la risalita del contenuto acido dello stomaco nell’esofago. Quando questa “barriera” si indebolisce, aumentano le probabilità di sviluppare sintomi da reflusso gastroesofageo, come bruciore di stomaco, rigurgito acido e difficoltà digestive.

L’ernia iatale da scivolamento può rimanere asintomatica per lungo tempo e venire scoperta casualmente durante accertamenti radiologici o endoscopici, ed è generalmente meno pericolosa rispetto a quella paraesofagea. Va comunque tenuta sotto controllo, soprattutto nelle persone con reflusso cronico o in presenza di complicazioni come l’esofagite o la disfagia.

L’ernia iatale paraesofagea

L’ernia iatale paraesofagea è meno frequente rispetto a quella da scivolamento, ma tende ad essere più grave. 

In questo caso, lo sfintere esofageo inferiore e l’esofago rimangono nella loro posizione corretta sotto il diaframma, mentre una porzione dello stomaco si sposta accanto all’esofago, risalendo nella cavità toracica attraverso lo iato esofageo.

A differenza dell’ernia da scivolamento, l’ernia paraesofagea non si associa necessariamente a reflusso gastrico, poiché la valvola gastroesofagea resta funzionante. Tuttavia, è considerata una condizione tendenzialmente più instabile, che può causare complicanze. Queste si possono verificare quando la porzione erniata rimane bloccata e non riceve più un adeguato afflusso di sangue, con possibile ischemia, formazione di ulcere o sanguinamenti.

Le ernie paraesofagee possono rimanere asintomatiche anche per diversi anni, ma con l’aumento del volume erniato possono insorgere diversi disturbi, e nei casi avanzati possono manifestarsi anemia cronicatachicardia.

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Quali sono i sintomi dell'ernia iatale?

sintomi dell’ernia iatale possono variare anche di molto in base alla tipologia e alla dimensione dell’ernia, ma, come accennato, in molti casi la condizione può essere del tutto asintomatica

I segnali più frequenti comprendono:

  • Bruciore retrosternale, la cosiddetta pirosi, che si avverte dietro lo sterno o nella parte alta dell’addome, spesso accentuato dopo i pasti o in posizione sdraiata;
  • Rigurgito acido, con risalita in gola di materiale gastrico;
  • Difficoltà a deglutire (disfagia), presente soprattutto nei casi più avanzati o in presenza di ernie di grandi dimensioni;
  • Dolore toracico, legato alla compressione dello stomaco;
  • Nauseaeruttazioni frequentisenso di pienezza precoce dopo i pasti.

In alcune situazioni, possono manifestarsi anche sintomi cosiddetti atipici dovuti in particolar modo all’irritazione dell’esofago, come:

  • Tosse cronica;
  • Raucedine;
  • Sensazione di nodo alla gola.

Infine, i casi più gravi e complessi, ad esempio in presenza di ernie iatali particolarmente voluminose, possono causare:

  • Anemia, dovuta in particolare a da microemorragie croniche della mucosa gastrica;
  • Palpitazionitachicardia, in particolare subito dopo i pasti. 

La diagnosi dell’ernia iatale: quali esami fare?

Per diagnosticare l’ernia iatale, in genere si combinano sia una visita clinica con la valutazione dei sintomi, sia diversi esami strumentali, che consentono di valutare la salute e la “posizione” di stomaco ed esofago.

Tra gli esami più utilizzati rientrano:

  • Gastroscopia, che è l’esame di riferimento per osservare direttamente la risalita dello stomaco e valutare la presenza di infiammazioni, ulcere o altre lesioni a carico dell’esofago;
  • Radiografia con mezzo di contrasto, utile per evidenziare la posizione dello stomaco e monitorare la dinamica della deglutizione;
  • Manometria esofagea, che misura la pressione e la funzionalità dello sfintere esofageo inferiore;
  • pH-metria esofagea delle 24 ore, esame che rileva la quantità e la durata dei reflussi acidi;
  • TAC torace-addome superiore, impiegata soprattutto per valutare le ernie di grandi dimensioni e valutare se possano esservi conseguenze su altri organi presenti nel torace.

Quali sono le cause dell'ernia iatale?

L’ernia iatale si sviluppa quando la pressione all’interno dell’addome supera la capacità dello iato esofageo (l’apertura del diaframma attraversata dall’esofago) di mantenere lo stomaco nella sua sede naturale. 
Questo squilibrio può, quindi, favorire la risalita dello stomaco nel torace, dando origine all’ernia. Le cause non sono sempre facilmente identificabili, ma sono riconducibili in genere a un’alterazione delle strutture muscolari che sostengono l’esofago.

Tra le possibili cause rientrano anche:

  • Le anomalie congenite, come uno iato esofageo più largo del normale, che può predisporre fin dalla nascita allo “spostamento” dello stomaco;
  • Interventi chirurgici addominali o traumi, che possono alterare l’anatomia del diaframma.

I fattori di rischio: genetica, età e traumi

Diversi fattori di rischio possono aumentare la probabilità di sviluppare un’ernia iatale, anche in assenza di una causa evidente. Tra questi possiamo ricordare:

  • L’età avanzata. Con il passare degli anni, infatti, i tessuti che formano lo iato esofageo perdono tonicità, facilitando lo scivolamento dello stomaco verso il torace. Per questo motivo, la prevalenza dell’ernia aumenta in modo significativo nella popolazione over-50;
  • La predisposizione genetica. In alcuni casi, lo iato può essere più ampio fin dalla nascita, rendendo più probabile la formazione dell’ernia in giovane età;
  • traumi addominali o gli interventi chirurgici, che possono modificare la struttura del diaframma, favorendo la comparsa dell’ernia;
  • L’abitudine ad effettuare sforzi fisici particolarmente intensi;
  • Presenza di sovrappeso o obesità;
  • Tosse o stitichezza croniche.

La cura e il trattamento dell'ernia iatale

Dunque, come far rientrare l’ernia iatale? La gestione dipende dalla sua dimensione, dalla presenza di sintomi e dal tipo di ernia. Nella maggior parte dei casi, soprattutto se si tratta di una forma da scivolamento di piccole dimensioni, il trattamento è cosiddetto conservativo e mira al controllo dei sintomi, in particolare quelli legati al reflusso gastroesofageo.

Le prime misure consigliate riguardano lo stile di vita, e in particolare: 

  • Ridurre il peso corporeo in caso di sovrappeso;
  • Adottare alcune buone abitudini, come evitare di coricarsi subito dopo i pasti, evitare di indossare abiti stretti in vita, ed effettuare attività fisica moderata e in maniera regolare.

Sul piano farmacologico, quando necessario, il medico può decidere di prescrivere antiacidiinibitori della pompa protonicafarmaci cosiddetti anti-H2.

L’intervento chirurgico, di norma in laparoscopia, è invece riservato alle forme più gravi, in caso di ernie paraesofagee voluminosesintomi refrattari ai farmaci o in presenza di complicanze potenzialmente gravi.

La dieta per l'ernia iatale

L’alimentazione è estremamente importante nella gestione dei sintomi dell’ernia iatale, in particolare quando sono presenti disturbi da reflusso gastroesofageo. Le modifiche dietetiche, pur non curando l’ernia in sé, possono contribuire a ridurre la frequenza e l’intensità dei sintomi, motivo per cui è fondamentale sapere cosa mangiare per l’acidità di stomaco o adottare una dieta per il reflusso gastroesofageo.

Tutto questo può aiutare a gestire la condizione e prevenire l’insorgenza di sintomi più gravi. Per approfondire, comunque, rimandiamo al nostro articolo ernia iatale: cosa mangiare?

Fonti:

  • Deiana, S. 1989. (2021). Ernia iatale e trattamento chirurgico: indicazioni e tipologie di intervento. Unige.it. https://unire.unige.it/handle/123456789/6951
  • Kastenmeier, A. S. (2021). Hiatal hernia repair: postoperative diet, activity, and optimal long-term follow-up. Annals of Laparoscopic and Endoscopic Surgery, 6, 43–43. https://doi.org/10.21037/ales-20-24
  • Sfara, A., & Dumitrașcu, D. L. (2019). The management of hiatal hernia: an update on diagnosis and treatment. Medicine and Pharmacy Reports, 92(4), 321–325. https://doi.org/10.15386/mpr-1323