Ernia iatale: cosa mangiare e cosa evitare
Sapere cosa mangiare con l'ernia iatale aiuta a ridurre reflusso, bruciore e senso di pienezza. Alcuni alimenti sono, infatti, meglio tollerati, mentre altri possono contribuire a peggiorare i sintomi.

Sapere cosa mangiare con l'ernia iatale e cosa invece evitare è parte integrante della gestione dei sintomi. L’alimentazione non “cura” l’ernia, ma può influenzare l’intensità di reflusso, nausea e senso di sazietà.
Ernia iatale e dieta: indicazioni e consigli
Tenere presente cosa mangiare con l'ernia iatale e modificare di conseguenza la propria dieta consente di ridurre l’intensità dei sintomi qualora si verifichino bruciore, rigurgito acido, nausea o senso di pienezza precoce. Come avviene per la dieta per il reflusso gastroesofageo, un’alimentazione “mirata” non sostituisce la terapia medica, ma può affiancarla nel controllo dei sintomi.
Anche la perdita di peso, quando necessaria, e la prevenzione della stipsi contribuiscono a ridurre l’eventuale pressione addominale e il peggioramento della sintomatologia.
La dieta per l'ernia iatale
In presenza di ernia iatale, l’alimentazione può contribuire in modo significativo alla gestione dei sintomi, soprattutto nei casi in cui sia presente reflusso gastroesofageo, bruciore di stomaco e difficoltà digestive.
Tuttavia, quando si parla di cosa mangiare con l'ernia iatale, è utile considerare non solo gli alimenti in sé, ma anche le modalità di assunzione.
La dieta non va a risolvere la causa anatomica alla base dell’ernia iatale, ma può ridurre l’irritazione della mucosa esofagea, limitare il gonfiore e migliorare la tolleranza ai pasti.
Detto questo, è preferibile:
- Consumare 5 o 6 piccoli pasti al giorno, evitando pasti abbondanti che aumentino la pressione sulle pareti dello stomaco e facilitino la risalita del contenuto acido;
- Masticare lentamente, mangiando con calma e senza fretta;
- Evitare di coricarsi per almeno tre ore dopo i pasti e dormire con la testa leggermente sollevata.
Queste strategie aiutano in particolare a prevenire gli episodi di reflusso, che sono spesso peggiorati da posture scorrette dopo i pasti o da un rallentato svuotamento gastrico.
Cosa mangiare? Alimenti consigliati in caso di ernia iatale
Chi soffre di ernia iatale può trarre un certo beneficio dal supporto di un nutrizionista, che può indicare cosa mangiare a colazione, a pranzo e la sera per migliorare i sintomi. In questo senso è opportuno anche sapere cosa mangiare in caso di acidità di stomaco.
Sono in genere ben tollerati gli alimenti poco grassi e "facili" da digerire, come:
- Le carni bianche, come pollo e tacchino;
- Il pesce magro;
- Le uova cucinate senza condimenti grassi, ad esempio sode o in camicia;
- I formaggi freschi magri;
- I legumi, se tollerati, purché vengano ben cotti e passati.
Sono poi da prediligere le verdure cotte rispetto a quelle crude, e la frutta non acida, come banane, mele, pere.
Cosa non mangiare? Alimenti da evitare in presenza di ernia iatale
Alcuni alimenti, se consumati, possono peggiorare i sintomi dell’ernia iatale, aumentando l’acidità gastrica e rallentando la digestione.
In particolare, andrebbero fortemente limitati o direttamente esclusi:
- Gli alimenti ricchi di grassi, come insaccati, fritture, piatti ricchi di salse, dolci;
- Alimenti piccanti o in cui vengono usate molte spezie, in particolare aglio, cipolla e peperoncino;
- Cioccolato;
- Menta;
- Caffè;
- Bevande alcoliche;
- Bevande gassate;
- Alimenti molto acidi, come i pomodori (e le relative salse) e gli agrumi;
- I dolci.
In presenza di ernia iatale andrebbero, inoltre, evitate le verdure crude, che possono essere difficili da digerire.

Lo stile di vita e gli altri rimedi per l'ernia iatale
Oltre a sapere cosa mangiare, adottare uno stile di vita adeguato è altrettanto importante per ridurre i sintomi dell’ernia iatale, soprattutto quando la condizione non richiede un trattamento chirurgico.
Alcune abitudini quotidiane, nonché alcuni rimedi della nonna, possono infatti contribuire a limitare il reflusso e a migliorare la digestione.
In particolare è utile:
- Frazionare i pasti, mangiando porzioni piccole ma frequenti. In genere si consiglia di suddividere il fabbisogno quotidiano in cinque o sei pasti, evitando “abbuffate”;
- Mangiare con calma, masticando lentamente;
- Evitare di sdraiarsi nelle ore immediatamente successive ai pasti, attendendo almeno due o tre ore prima di coricarsi;
- Adottare una postura corretta durante il sonno, dormendo con il busto leggermente sollevato;
- Ridurre il peso corporeo, se necessario, ed effettuare attività fisica moderata ma in maniera costante;
- Smettere di fumare;
- Trattare la stipsi, se necessario;
- Evitare di indossare indumenti molto stretti e aderenti in vita.
Tisane, infusi e integratori
Alcune persone con ernia iatale trovano sollievo impiegando alcuni rimedi naturali, come tisane e integratori, soprattutto quando i sintomi si manifestano in maniera lieve e occasionale. Tuttavia, è importante valutare sempre la tollerabilità individuale e chiedere un parere al proprio medico.
Detto questo, possono essere potenzialmente utili:
- Le tisane non mentolate, in particolare quelle a base di camomilla, malva, finocchio o melissa, che hanno proprietà calmanti e carminative. Queste bevande calde possono potenzialmente favorire la digestione e contribuire a ridurre la sensazione di gonfiore, soprattutto se assunte lontano dai pasti;
- Gli integratori, in particolare a base di alginati, che formano una barriera protettiva sulla mucosa esofagea, oppure di preparati antiacidi leggeri. Gli enzimi digestivi o i fermenti lattici non hanno, invece, un’efficacia dimostrata specifica per l’ernia iatale, ma alcuni medici li consigliano in presenza di sintomi gastrointestinali concomitanti.
È comunque importante ricordare che l’uso di rimedi naturali non sostituisce in alcun modo le terapie farmacologiche o, qualora necessario, l’intervento chirurgico.
Riposo e sonno: come dormire con l'ernia iatale
Dormire con l’ernia iatale può essere problematico, e la posizione in cui si riposa può influenzare i sintomi, soprattutto nelle persone con reflusso notturno.
Per ridurre questi episodi, in genere si raccomanda di dormire con la testa e il busto sollevati rispetto al resto del corpo, ad esempio utilizzando un cuscino inclinato, oppure sollevando di qualche centimetro la testiera del letto.
È inoltre importante evitare di coricarsi subito dopo aver mangiato. Idealmente, occorre aspettare almeno 2 o 3 ore tra l’ultimo pasto e il momento in cui ci si mette a letto. Anche i pisolini pomeridiani subito dopo pranzo possono accentuare i sintomi, soprattutto se ci si sdraia.
Alcune persone, infine, trovano beneficio nel dormire sul fianco sinistro, una posizione che sembrerebbe ridurre gli episodi di reflusso rispetto al coricarsi sul fianco destro.
Le terapie farmacologiche per l'ernia iatale
Il trattamento farmacologico dell’ernia iatale viene preso in considerazione quando la condizione provoca sintomi ripetuti nel tempo, in particolare bruciore di stomaco, reflusso acido o disfagia.
Lo scopo dei farmaci non è quello di “correggere” l’ernia, ma piuttosto ridurre l’acidità gastrica e proteggere la mucosa esofagea.
I farmaci più utilizzati sono:
- Gli inibitori di pompa protonica, che agiscono bloccando la produzione di acido da parte delle cellule gastriche;
- Gli antagonisti dei recettori H2, che hanno un effetto più blando rispetto agli inibitori di pompa protonica, ma tendenzialmente più rapido;
- Gli antiacidi e gli alginati, che vengono in genere utilizzati in presenza di sintomatologia occasionale;
- I procinetici, che agiscono favorendo lo svuotamento gastrico.
La scelta dei farmaci, la durata del trattamento e il dosaggio devono, comunque, sempre essere valutati da un medico, e mai assunti in autonomia.
Fonti:
- Kastenmeier, A. S. (2021). Hiatal hernia repair: postoperative diet, activity, and optimal long-term follow-up. Annals of Laparoscopic and Endoscopic Surgery, 6, 43–43. https://doi.org/10.21037/ales-20-24
- Zhao, M., Liu, X., Li, H., Nie, Y., Guan, L., Zheng, R., Shen, Y., & Yang, H. (2025). The management of recurrent hiatal hernia: a single-center retrospective study. BMC Surgery, 25(1), 365–365. https://doi.org/10.1186/s12893-025-03129-8