Nutrizione per endurance: guida completa per performance e recupero

Negli sport di resistenza l'alimentazione è il vero motore. Scopri l'importanza delle scorte di glicogeno, come gestire l'integrazione di carboidrati durante lo sforzo (30-90g/ora) e le regole d'oro per un recupero muscolare rapido ed efficace.

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Nutrizione per endurance

Gli sport di endurance, ovvero di resistenza, sono tutti quelli che richiedono una prestazione prolungata nel tempo (almeno 30 minuti) e nello spazio. In questi sport, la resistenza e la tecnica sono due pilastri fondamentali per raggiungere buoni risultati. Che tu stia preparando la tua prima maratona o che il ciclismo sia la tua passione di una vita, c’è una verità che ogni atleta impara presto: l’allenamento è solo metà dell’opera. Senza il giusto carburante, anche il motore più potente rischia di fermarsi a pochi chilometri dal traguardo. 

La nutrizione degli atleti è l’alleata più preziosa e non riguarda solo cosa mangiare prima di allenarsicosa mangiare dopo, ma soprattutto quando farlo per massimizzare le scorte di energia e velocizzare il recupero. 

Le basi dell'alimentazione per sport di endurance

Gli sport di endurance (come ad esempio il ciclismo, la maratona o il podismo) richiedono all’atleta un impegno fisico e mentale molto elevato: sia durante gli allenamenti sia durante le gare lo sforzo fisico è elevatissimo e richiede grandi quantità di energia. Chi pratica questi sport, quindi, deve seguire un nutrizione sportiva ad hoc ed eventualmente affidarsi a un nutrizionista per la definizione di un piano alimentare su misura, redatto in base alle esigenze personali. L’alimentazione nel ciclismo sarà diversa dalla dieta per l’atletica leggera o dalla dieta di un runner, proprio perché ogni sport richiede energia, resistenza e performance diverse.

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La dieta dello sportivo deve mantenere una determinata percentuale di massa grassa che varia da persona a persona: generalmente per l’uomo è compresa tra il 5 e il 12%, mentre per la donna tra il 12 e il 21%.

La nutrizione deve essere calibrata in funzione del fabbisogno calorico di uno sportivo e quest’ultimo varia in relazione allo sport praticato. Tuttavia, trattandosi di sport di endurance (dove la resistenza è fondamentale) i carboidrati sono il macronutriente principale da assumere per avere la giusta energia per affrontare allenamenti e gare. 

Anche le proteine e i grassi sono dei componenti fondamentali per chi pratica sport di endurance, poiché forniscono energia durante l‘attività aerobica.

Il ruolo centrale dei carboidrati e le scorte di glicogeno

carboidrati sono la fonte energetica fondamentale, stoccati sotto forma di glicogeno nei muscoli e nel fegato. Questi consentono al corpo di sopperire sia al grande dispendio di energia, sia di costituire una riserva energetica muscolare corretta per sostenere allenamenti ravvicinati. Per gli atleti di endurance, l'apporto può variare dai 3 ai 12 grammi per kg di peso corporeo, a seconda dell'intensità dell'allenamento.

Il consiglio degli esperti è quello di assumere carboidrati semplici prima o durante un allenamento o una gara: questo perché sono facilmente digeribili e, quindi, prontamente utilizzati dal nostro organismo. Sarebbe meglio evitare, invece, di allenarsi a stomaco vuoto.

carboidrati complessi sarebbero da assumere almeno qualche ora prima dell’attività fisica per avere il tempo necessario per assimilarli, digerirli e non appesantirsi prima dell’allenamento. È utile variare l'apporto di carboidrati in base al carico di lavoro (mangiare di più nei giorni di allenamento intenso e meno in quelli di riposo).

Proteine e grassi: non solo zuccheri

Nelle discipline di lunga durata, le proteine servono a riparare i micro-traumi muscolari e a prevenire il catabolismo: andrebbero assunte tra 1,2 e 1,6 grammi per kg di peso corporeo, preferendo fonti ad alto valore biologico (uova, pesce, carni bianche, latticini magri) o combinazioni vegetali complete (legumi e cereali).

grassi sono essenziali per la salute ormonale, l'assorbimento delle vitamine (A, D, E, K) e come fonte energetica secondaria, ma inesauribile durante gli sforzi a bassa intensità (Z1-Z2). La percentuale di lipidi da assumere quotidianamente è circa il 25-30% dell’apporto calorico totale (generalmente tra 0,8 e 1,2 grammi per kg di peso).

Alimentazione triathlon: timing dei carboidrati

Timing Nutrizionale: cosa mangiare e quando

L’alimentazione dello sportivo si definisce in base a diversi periodi: quando si parla di timing nutrizionale o periodizzazione si fa riferimento a uno schema che ogni atleta deve seguire per raggiungere la miglior condizione di forma possibile durante la competizione di maggior importanza dell’anno. 

Nell’arco dell’intero anno sono solitamente previsti tre periodi:

  1. preparazione, di solito è il periodo più esteso e serve per migliorare la condizione generale e la qualità della tecnica in modo da preparare l’atleta alla successiva fase agonistica.
  2. competizione o agonistico, che ha come scopo quello di mantenere per un arco di tempo limitato (alcune settimane) la massima condizione atletica;
  3. transizione o riposo, che ha come scopo la rigenerazione psicologica e fisica dell’atleta.

Oltre a questo timing nutrizionale, ci sono anche delle periodizzazioni quotidiane in base all’allenamento o alla gara in programma: un atleta di endurance deve sapere cosa mangiare e quando mangiare.

Fase ObiettivoCosa mangiare
Pre-gara (3-4 ore prima)Caricare il glicogenoPasto ricco di carboidrati complessi, povero di fibre e grassi (es. riso o pasta bianca).
DuranteMantenere la glicemia30-90 grammi di carboidrati all'ora tramite gel, barrette o bevande isotoniche.
Post-gara (30-60 minuti dopo)Recuperare le forzeCarboidrati ad alto indice glicemico e proteine (rapporto 3:1 o 4:1) per riparare i muscoli.

Il pasto pre-gara e il "carbo-loading"

La preparazione prima di una gara non si limita all’allenamento quotidiano, ma richiede anche una corretta alimentazione. Il carbo-loading è una strategia metodica che mira a saturare le riserve di glicogeno muscolare ed epatico nelle 36-48 ore precedenti lo sforzo. 

L'obiettivo è presentarsi alla gara con il "serbatoio" pieno, riducendo l'apporto di fibre e grassi per evitare fastidi gastrointestinali e facilitare la digestione. Il pasto pre-gara ideale, da consumare circa 3-4 ore prima dell'evento, deve essere composto prevalentemente da carboidrati complessi a facile assorbimento (come riso o pasta bianca) e una piccola quota proteica.

Gestione dell'alimentazione durante la gara: triathlon e running

Una volta in movimento, la nutrizione diventa una questione di timing e costanza. Nel triathlon e nel running, l'obiettivo è mantenere costanti i livelli di glucosio nel sangue attraverso l'integrazione di 30-90g di carboidrati per ora, a seconda dell'intensità e della durata. 

Mentre nel ciclismo (frazione centrale del triathlon) è più semplice gestire alimenti semisolidi, durante la corsa la tolleranza gastrica diminuisce, rendendo preferibili gel e bevande isotoniche. Distribuire i nutrienti in piccoli e frequenti sorsi o morsi non serve solo ai muscoli, ma aiuta anche il cervello a restare lucido e reattivo, trasformando la gestione del cibo in un vero e proprio atto di cura strategica verso se stessi sotto sforzo.

La finestra anabolica e il recupero post-sforzo

Il recupero è la fase in cui il corpo metabolizza l'allenamento e si prepara a tornare più forte. La cosiddetta finestra anabolica rappresenta quel periodo, specialmente nei primi 30-60 minuti post-sforzo, in cui l'organismo è particolarmente ricettivo verso i nutrienti. 

Secondo la regola delle "3 R" (Refuel, Rebuild, Rehydrate), per un recupero efficace è essenziale combinare carboidrati ad alto indice glicemico per reintegrare il glicogeno e proteine di alta qualità per riparare le fibre muscolari danneggiate. Non dimentichiamo l'aspetto psicologico: il pasto post-gara è il momento della gratificazione e della decompressione, un rituale fondamentale per chiudere il cerchio della performance e ritrovare l'equilibrio psicofisico necessario per affrontare le sfide successive.

Integrazione endurance

Idratazione e integrazione salina

Oltre all’alimentazione, un atleta di endurance deve mantenere anche una corretta idratazione e soprattutto reintegrare i liquidi persi dopo una gara o un allenamento. Durante uno sforzo di endurance, la perdita di liquidi tramite il sudore non sottrae solo acqua, ma anche elettroliti fondamentali come il sodio, il magnesio e il potassio, essenziali per la trasmissione nervosa e la contrazione muscolare. 

Un’idratazione corretta inizia nei giorni precedenti e si mantiene con piccoli sorsi regolari (circa 150-200 ml ogni 20 minuti), preferendo bevande ipotoniche o isotoniche che favoriscano l'assorbimento gastrico. Trascurare i sali non compromette solo la performance fisica, ma può portare a nebbia cognitiva e crampi, segnali che il corpo invia per chiederci di ristabilire quell'omeostasi necessaria a proseguire con lucidità e sicurezza.

Fonti:

Bibliografia

Food selection for endurance sports. — Medicine and science in sports and exercise, 24(9 Suppl), pp. S349-S359

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Nutrition for endurance sports: marathon, triathlon, and road cycling. — Journal of sports sciences, 29 Suppl 1, pp. S91-S99

Jeukendrup A. E. (2011)

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Vitale, K., Getzin, A. (2019)