Vongole e cozze in gravidanza: si possono mangiare?

Si possono mangiare cozze e vongole in gravidanza? Generalmente, sì, ma solo se ben cotte. Scopri i benefici del ferro e delle proteine e i tempi di cottura necessari per eliminare batteri.

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Vongole e cozze in gravidanza

Le donne in gravidanza devono prestare particolare attenzione al consumo di alcuni alimenti: oltre alla carne e al pesce crudo, anche vongole e cozze, per la loro natura, potrebbero presentare alcuni rischi per chi è in dolce attesa. Al contempo sono un piatto a cui è difficile resistere, soprattutto in estate e in alcune occasioni speciali.

I molluschi e i frutti di mare sono ricchi di nutrienti ma andrebbero consumati con moderazione nel periodo di gestazione e soprattutto bisogna prestare attenzione alla cottura per escludere ogni rischio per la salute del nascituro. Via libera, invece, al pesce azzurro (sempre ben cotto).

Fortunatamente, è possibile consumare questi alimenti prestando attenzione alla provenienza, alla qualità del prodotto e adottando metodi di cottura adeguati. Vediamoli nel dettaglio.

Si possono mangiare le vongole e le cozze in gravidanza?

Un piatto ricco di valori nutrizionali, gustoso e immancabile per i pranzi e le cene estive: vongole e cozze si possono mangiare in gravidanza? La risposta è sì, purchè siano ben cotte per eliminare il rischio di contaminazione da virus e batteri. Attenzione anche alla provenienza del prodotto e alla freschezza del pesce. Lo stesso vale per il salmone e per i gamberi: la cottura è fondamentale per evitare rischi o complicazioni.

Vongole e cozze appartengono alla famiglia dei molluschi marini, nel gruppo dei bivalvi. Costituiscono un'ottima fonte di proteine: contengono il 10-15% di proteine ad alto valore biologico, a fronte di un apporto di grassi molto basso (2-3%) e di un limitato valore calorico. Per esempio, un etto di cozze sgusciate apporta circa 80 calorie: una dose ideale per chi deve fare attenzione alla bilancia o per chi è in dolce attesa.

Interessante è anche l’apporto di sali minerali, zinco, calcio, fosforo e magnesio: tutti minerali essenziali per la salute dell’organismo. Le cozze, inoltre, sono un alimento ricchissimo di ferro: le quantità sono pari al doppio rispetto alla carne di cavallo. Per una donna in gravidanza il ferro è un elemento importante e spesso carente (a causa della mancanza del ciclo).

Infine, cozze e vongole contengono elevati livelli di colesterolo: un etto di cozze pulite, ad esempio, porta 121 mg di colesterolo, mentre una coscia di tacchino cotta e senza pelle 108. Le donne in gravidanza dovrebbero prestare attenzione a queste indicazioni.

Spaghetti alle vongole in gravidanza

Rischi e precauzioni

Oltre alle numerose proprietà nutrizionali, i molluschi sono purtroppo un ricettacolo di virus e batteri, in quanto filtrano l'acqua e possono trattenere sostanze tossiche provenienti da scarichi industriali. Come abbiamo visto, anche le donne in gravidanza possono mangiare cozze e vongole, ma per evitare ogni rischio è utile seguire alcune regole per la cottura. 

Il prodotto va acquistato fresco, preferibilmente proveniente da fonti certificate e tracciabili, e deve essere cotto a fondo. Devono essere sgusciate e bollite a lungo, poi consumate senza liquido di cottura, evitando quelle che sono rimaste chiuse. Sono da evitare assolutamente vongole e cozze crude.

Il procedimento corretto per cucinare le vongole in gravidanza ed evitare rischi è il seguente:

  • una volta acquistate, la superficie esterna va pulita accuratamente sotto l’acqua corrente raschiando i gusci con una spazzola metallica;
  • si procede con un ulteriore risciacquo escludendo i gusci rovinati, danneggiati o già aperti;
  • si passa poi alla cottura in acqua bollente che, per le donne in gravidanza, non deve essere inferiore a 15 minuti;
  • prima del consumo va scolata l’acqua di cottura e devono essere eliminate le cozze o vongole rimaste chiuse. Bandito l’utilizzo del limone.

I molluschi sono ricchi di tessuto connettivo: secondo alcuni studi, quindi, possono causare qualche problema digestivo negli individui più delicati. 

Quali pesci si possono mangiare in gravidanza?

Una distinzione importante da tenere sempre a mente riguarda molluschi, crostacei e pesce: i primi due rientrano in quelli che vengono considerati “frutti di mare”, mentre il pesce è un termine generico che include tonno, salmone, orata, ecc. Vongole, cozze, polpo e calamari sono molluschi; mentre gamberi, granchi e aragoste sono crostacei.

In gravidanza sono da evitare frutti di mare e molluschi bivalvi crudi, come le già citate vongole, le cozze, le arselle e le ostriche, in quanto potrebbero essere contaminati dagli scarichi industriali e potrebbero contenere microrganismi pericolosi.

Il discorso cambia per altri tipi di frutti di mare, come ad esempio gamberi e aragoste, purché siano ben cotti. Questi prodotti costituiscono una buona fonte di proteine e minerali, presentano un ridotto contenuto di grassi e un’elevata digeribilità. Anche le seppie, i polpi e i calamari si possono mangiare in gravidanza purché ben cotti.

Il pesce è un prodotto ricco di sostanze nutritive importanti, nonché di proteine nobili fondamentali nel periodo di gestazione. Le linee guida, infatti, consigliano un consumo di due o tre porzioni di pesce ogni settimana per le donne in gravidanza. Si possono consumare tutte le tipologie di pesce bianco, come pesce azzurro (alici, sarde, acciughe e sgombro), orata, spigola, sogliole, merluzzo, cefalo e nasello.

Come consumare le cozze e le vongole in gravidanza

Per inserire in modo sicuro cozze e vongole nel regime alimentare durante la gestazione, è fondamentale che queste rappresentino un'integrazione a una dieta varia e bilanciata

Sebbene siano eccellenti fonti di ferro e zinco, nutrienti cruciali per lo sviluppo fetale, il loro consumo deve essere rigorosamente limitato alle versioni cotte, evitando assolutamente preparazioni crude, marinate o solo parzialmente scottate. 

La scelta deve ricadere su prodotti di provenienza certificata, preferibilmente acquistati presso rivenditori che ne garantiscano la tracciabilità, minimizzando così il rischio di esposizione a contaminanti o tossine ambientali che questi molluschi tendono a filtrare dall'acqua.

Cottura corretta

La sicurezza del consumo di cozze e vongole passa inevitabilmente attraverso un processo di cottura scrupoloso, l'unico metodo efficace per abbattere la carica batterica e virale (come il virus dell'Epatite A o i batteri del genere Vibrio). 

Le vongole e le cozze devono essere cucinate fino a quando il calore non provoca l'apertura completa delle valve; questo è il segnale visivo fondamentale che indica il raggiungimento di una temperatura interna sicura. 

Un accorgimento essenziale, sottolineato dalle principali linee guida sanitarie, consiste nello scartare categoricamente tutti i molluschi che rimangono chiusi dopo la cottura: la loro mancata apertura indica infatti che il calore non è penetrato a sufficienza o che il prodotto non era fresco in origine.

Quantità consigliate

In linea con le raccomandazioni internazionali, le donne in gravidanza dovrebbero consumare tra le 2 e le 3 porzioni di pesce e frutti di mare a basso contenuto di mercurio ogni settimana, per un totale di circa 220-340 grammi

Le cozze e le vongole rientrano tra le scelte più sicure sotto il profilo del mercurio, rendendole un'ottima opzione per soddisfare il fabbisogno di proteine e acidi grassi omega-3. 

È tuttavia consigliabile alternare il loro consumo con altre tipologie di pesce (come sogliola, merluzzo o acciughe), così da garantire un apporto nutritivo diversificato e bilanciare la presenza di colesterolo e sali minerali tipica dei molluschi.

Fonti:

Sitografia

Pregnancy and fish: What's safe to eat?

Mayo Clinic

Bibliografia

Fish consumption during pregnancy and risk of allergic diseases in the offspring: A systematic review and meta-analysis. — Critical reviews in food science and nutrition, 62(27), pp. 7449-7459

Malmir, H., Larijani, B., Esmaillzadeh, A. (2022)

The effect of maternal seafood consumption on perinatal outcomes: a systematic review and dose-response meta-analysis. — Critical reviews in food science and nutrition, 61(21), pp. 3504-3517

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